Josep Martinez è pronto a prendersi la porta dell'Inter dopo l'addio di Yann Sommer. Reduce da una stagione con alti e bassi, anche per colpa del tragico incidente stradale che lo ha coinvolto, il portiere nerazzurro quest'anno si candida al ruolo di titolare e lo ribadisce in una lunga intervista rilasciata oggi ai microfoni de La Gazzetta dello Sport:

Martinez pronto a prendersi la porta dell’Inter

Ha accettato due anni da secondo nell’Inter: come ha gestito l’idea di non essere mai scelto?

"Quando non giochi conta molto la testa. Io ho sempre pensato soltanto a prepararmi a dovere, aspettando il momento giusto. Il calcio è così: ora mi capita questa opportunità e voglio sfruttarla al meglio".

Già lo scorso anno sembrava in rampa di lancio, visto che Sommer faticava. Poi...

"Poi è capitato qualcosa fuori dal campo che mi ha impedito di lavorare come avrei voluto. Un calciatore dev’essere lucido per rendere al massimo. Per fortuna adesso posso lasciarmi tutto alle spalle e concentrarmi sulla nuova stagione, senza pensare a quello che è stato. Ho tanta fame".

Lo shock dell’incidente e la ripartenza

Come ha superato lo shock dell’incidente?

"Con l’aiuto dei compagni, della famiglia, degli amici. Mi ha supportato anche un professionista. Ma non ci sono particolari segreti: quando capita una tragedia del genere, si sta male ed è giusto che sia così. È stato un momento difficile. Poi con il tempo sono riuscito ad andare avanti".

C’è stata una fase in questi due anni in cui ha pensato di andare via?

"No. Pensavo che avrei meritato anche io di giocare, perché mi sentivo pronto. Ma non vale solo per il secondo portiere, vale per tutti gli elementi di una rosa. È vero quando si dice che le riserve competitive aiutano i titolari ad allenarsi meglio, a non abbassare la guardia".

La concorrenza con Provedel e l’eredità di Sommer

L’Inter ha preso un altro portiere esperto: Provedel.

"È un bravo ragazzo, molto umile, e proverà a mettere in difficoltà l’allenatore. Normale. Io cercherò di fare il mio".

Le gerarchie almeno in partenza sono delineate: toccherà a lei alla prima contro il Monza.

(Ride) "Non sono io a dover rispondere a questa considerazione. Alla fine sarà il campo a parlare. Io devo dimostrare il mio valore, tanto da meritare di essere il portiere dell’Inter. Conta solo questo. Se sono migliorato dopo il Genoa? Certo. In questi due anni da Sommer ho imparato molto".

Gli obiettivi dell’Inter e l’arrivo di Stones

Ecco, quali sono gli obiettivi dell’Inter? Lo scorso anno volevate lo scudetto. E oggi?

"Non molliamo niente. Dobbiamo essere ambiziosi su ogni fronte, anche in Champions League: vogliamo provare di nuovo ad arrivare in fondo. Stones? Ci darà tantissimo in termini di personalità ed esperienza. È uno di quei calciatori che alzano il livello di un intero reparto".

Il sogno della Spagna e il giudizio sull’Italia

La Spagna ne ha molti, di questi giocatori. Come ha vissuto da spagnolo il trionfo mondiale?

"Come ho potuto, in ritiro insieme con i compagni interisti. È stato un vero godimento ma, a essere onesti, avrei preferito festeggiare con la mia gente nel mio Paese.... Andare in Nazionale? Più che un obiettivo è un sogno. Se saprò affermarmi nell’Inter avrò qualche possibilità, perché no? Però i portieri della Spagna sono fenomenali. I migliori del mondo insieme a Donnarumma che abbiamo affrontato a Hong Kong".

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 02 agosto 2026 alle 08:00
Autore: Ludovica Ferrante
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