Che meraviglia, il calcio gicato. Per un paio di ore le voci di mercato, le indiscrezioni, gli show degli esperti o presunti tali sono stati accantonati per fare spazio al gioco, quello che è il fine ultimo di tutto il carrozzone. Perché a volte ci si dimentica che circa tre mesi di mercato, con le sue potenzialità oniriche o i suoi attivatori di stress quotidiani, sono solo puro contorno per quello che deve arrivare nei successivi nove mesi, vale a dire il campo. E ieri, all'ora di pranzo italiana, l'Inter è scesa in campo e lo ha fatto contro il Manchester City, in una partita dal sapore di Champions League, pur in summer edition. Mancavano tanti big, ovvio, le vacanze post-Mondiale sono sacre, ma il pubblico del Kai Tai Stadium di Hong Kong si è comunque divertito, pur entusiasmandosi con tempistiche asincrone rispetto alle abitudini del pubblico europeo. Ma fa parte dell'espansione globale del pallone. 

Della gara di ieri meriterebbe di essere preso in considerazione solo il primo tempo, quando sia Chivu sia Maresca hanno proposto probabilmente il meglio a loro attuale disposizione, sia tecnico sia atletico (Calhanoglu, Bonny e Sucic sono rimasti a guardare, per esempio). Le due contendenti si sono sfidate a viso aperto, concedendo qualcosa di troppo ma mostrando altresì una traccia significativa di ciò che vorranno proporre con continuità nel lungo andare. L'Inter se l'è giocata alla pari, a tratti anche meglio dei blasonati rivali, all'inizio di un nuovo progetto tecnico dopo l'interregno guardiolano. Si è rivisto Pavard, autore anche del gol del pareggio, Bisseck è tornato in mezzo (ed è un'indicazione significativa), Diouf è partito dall'inizio e Iddrissou si è guadagnato, soprattutto per assenza di alternative, un'altra chance al fianco di Pio Esposito. Squadra sperimentale, ma con prestazioni singole e di squadra apprezzabili. Uno su tutti. Alaksandar Stankovic, padrone del centrocampo e in grado di distribuire il pallone con una precisione e lucidità disarmanti. Ritmi non altissimi, è vero, ma il materiale c'è e la testa sembra davvero quella giusta. 

Tra le indicazioni di cui Chivu avrà preso nota c'è anche la prova di Diouf: a tratti straripante con il pallone tra i piedi, decisamente in imbarazzo senza, quando il frizzante Semenyo, fiutando il gap, ha iniziato a puntarlo con costanza. Ebbene, la rete di Mubama è forse l'apice delle difficoltà difensive dell'ex Lens nel ruolo di quinto. Note, ci mancherebbe, ma acuite dal trovarsi di fronte un avversario di alto profilo e in ottima condizione. La pazza idea di Chivu richiede ancora tanto lavoro nella metà campo difensiva, perché in quella offensiva si rischia di farsi trascinare dall'entusiasmo. A proposito di Francia, lo vogliamo fare un complimento a Benji l'interista? Al di là del gol, che può capitare, gli è toccato mettere più di una pezza per coprire le falle lasciate dal connazionale. Pavard sa benissimo che il suo ritorno a Milano ha una data di scadenza, che si avvicina sempre di più ogni volta che emergono nuove indiscrezioni sul Cuti Romero. Eppure non gli si può certo imputare un atteggiamento da assunto a tempo determinato. Il transalpino sta facendo il possibile per sovvertire un destino già scritto, poi chissà, nella vita nulla è impossibile. Figurarsi nel calcio.

Sì, il calcio, quello sul rettangolo di gioco che mette in pausa tutto il contorno. Il fine ultimo.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 02 agosto 2026 alle 00:00
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.