Come spesso dico – e scrivo – la bellezza nel calcio sta anche nella soggettività dei giudizi espressi. Poi c’è sempre il verde che è l’unico vero e inappellabile giudice supremo. Tutti chiaramente sbagliano. Almeno una volta nella vita – anzi anche dieci probabilmente – avremo preso un abbaglio su uno o più giocatori considerati fenomeni, quando in realtà si trattava di mezzi bidoni. O viceversa: non avremmo scommesso un euro sul nuovo arrivato e poi è esploso. Ci sta. Nessuno è infallibile. Anche se guardare più partite possibili, informarsi sull’atleta e studiarne le caratteristiche, aiuta a diminuire chiaramente la percentuale di errore.

In matematica però nulla è soggettivo. Tutto è oggettivo. I numeri non mentono. Da qui nasce spontanea la mia domanda. Perché dell’Inter si parla spesso come squadra vecchia, mentre le rivali sembrano essere composte per lo più da giovani di belle speranze che sicuramente avranno una carriera brillante?

Analizziamo qualche tesserato della Beneamata. Bastoni è un classe ’99. Tutti gli addetti ai lavori ne parlano come un predestinato. È titolarissimo nell’Inter e in Nazionale maggiore viene tenuto in maggiore considerazione – stando alle ultime partite – rispetto al Capitano del Milan. Nel mondo non so quanti alla sua età stiano facendo così bene.

Discorso simile per Hakimi, che forse è già il migliore al mondo nel suo ruolo. Achraf ha 22 anni, non quasi 33 come Cuadrado (che per è me è fortissimo). A centrocampo spicca Barella, che ha già tagliato il traguardo delle 24 Primavere. Non di primissimo pelo, ma di certo Nicolò non è prossimo alla pensione. Figuriamoci Lautaro, che è già affermato a livello mondiale (chiedere al Barcellona per conferma) e avrà davanti a sé almeno 10-12 anni ad altissimi livelli. Discorso che non può toccare – per ovvi motivi - Ibra, Immobile, Cristiano Ronaldo, Dzeko, Mertens.

Attenzione però, perché gli altri titolari, ad eccezione di Handanovic e Perisic, mica sono ultratrentenni. Anzi: Skrinar ha 26 anni, De Vrij 29, Brozovic 28, Eriksen 29 e Lukaku 27. Vi sembra una base da rifare? O una da puntellare con acquisti mirati? No, perché non mi sembra che i tanto osannati calciatori delle rivali siano più forti di quelli nerazzurri, né tanto meno più giovani.

Qualche eccezione ovviamente c’è. In panchina l’Inter ha molti tesserati esperti e che sicuramente, a differenza di quelli citati pocanzi, non potranno giocare sino al 2030. Ma dalle altre parti o si spacciano per giovanissimi quelli che in realtà non lo sono più. O si esaltano certi elementi per la carta d’identità – sicuramente verdissima – non tenendo conto delle reali potenzialità del ragazzino di turno.

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Sezione: Editoriale / Data: Ven 02 aprile 2021 alle 00:00
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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