Conosco bene l’orgoglio dei pugliesi del sud, come me.
Ancora meglio, ne riconosco la cantilena sfrenata che si accentua nei momenti in cui la tensione sale.
La cantilena è quella serie spettacolare di alti e bassi che il tono della voce assume quando ci si arrabbia, o si è troppo felici, o troppo tristi, o troppo umiliati. Le “E” si chiudono e le “O” si aprono.
È una specie di montagne russe della voce che segue quella dell’umore in un vortice che richiama, nei casi più estremi, lo sfrenarsi fisico della taranta.
Così siamo fatti nella Puglia del Sud. Così è fatto pure Conte, arrabbiato ed orgoglioso come una iena, l’altra sera, nel post partita. Con le “E” sempre più chiuse e le “O” sempre più aperte.
Chi si è avventurato nelle più fantasiose ipotesi di (fanta)calciomercato, forse lo ha fatto a ragion veduta. O forse no.
Certamente, chi lo ha fatto, non ha tenuto in conto la cantilena e l’orgoglio del Conte mister, ma - soprattutto - del Conte, pugliese del sud, per quella fetta che ancora ne rimane, se ne rimane, sebbene inquinata da anni di militanza juventina.
Chi si è avventurato nelle ridette ipotesi - dicevo - ha dimenticato una strada, più o meno percorribile, ma certamente non peregrina.
È la strada dell’odore del sangue che il predatore fiuta quando la preda è vicina. E poi sfugge di un nulla.
Conte l’aveva sentito l’odore. A pochi punti, poi ad uno solo. E come ogni predatore, a mani vuote, umiliato, ha reagito in uno dei due modi consentiti. Abbassando la testa oppure urlando, sbraitando, anche sbagliando, nei modi e nei tempi.
Se la cantilena sale, due sono le cose: o sei troppo felice o troppo arrabbiato. Certamente genuino.
Ecco perché mi rifiuto di pensare a calcoli preventivi e programmati finalizzati a chissà quale scenario futuro.
L’orgoglio smisurato non gli avrebbe mai consentito di rischiare di compromettere una ipotetica vittoria in Europa, dandogli addirittura la possibilità di lasciare quasi in stile Mourinho post Madrid.
Voglio pensare che si sia trattato di uno sfogo sincero, spero, da orgoglioso pugliese del sud. Da uno che fiutava l’odore della preda che ti sfugge per poco. Che poi è l’unica lettura che posso offrire, non conoscendo tutto il resto, la marea di anfratti che ci sono dietro le conferenze e le parole.
Il tempo, come sempre, svelerà i segreti e ci dirà quanto in quelle parole ci fosse di un pugliese del sud, quanto di un interista in fieri, quanto di uno juventino. Quest’ultima sarebbe, ad onor del vero, l’ipotesi più dolorosa. Quella della serpe in seno.
Ma non potrebbe essere mai un Lippi bis. Ci sono troppi punti e troppi numeri di differenza. C’è di mezzo l’orgoglio dei pugliesi, se c’è, se ne resta, per quanto ne resta.
Amala.

Giancarlo De Cata

Sezione: Calci & Parole / Data: Mar 04 agosto 2020 alle 07:30
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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