Di sfottò ante derby non è mai trapassato nessuno e non si hanno notizie di 'vittime' - come danno collaterale - nemmeno nel day after... Eppure, soffermandosi alla sola vigilia, ci si domanda se Carlo Pellegatti - che pubblica i suoi editoriali ogni mercoledì sul sito Milan News - sia stato consapevole o meno del pericolo corso. Davvero per un pelo non si è trovato a fronteggiare un'orda inferocita di linguisti dell'Accademia della Crusca che sarebbero convenuti volentieri sotto la sua dimora armati di tutto punto: brandendo dizionari della lingua italiana nonché stringendo sottobraccio fior di grammatiche dello stesso idioma (si scherza di brutto, dài!). Se solo un (sedicente) ministro dell'esecutivo in carica non li tenesse h24 impegnati altrove per decrittarne dichiarazioni mirate alla stampa o discorsi sfusi in pubblico. Per carità di patria, anzi, di "Nazione", se ne sottace volentieri l'identità, a differenza di Crozza che, giustamente, ne ha fatto invece un cavallo di battaglia della sua satira... L’intento dei sopracitati linguisti sarebbe stato quello di contestare al navigato editorialista di fede rossonera un clamoroso strafalcione grammaticale che, da lui, non ci si sarebbe mai aspettati. Roba da Premio Puli-sic, più consono alla bandiera di casa, chè il Puli-zer continua ad essere, per fortuna, un riconoscimento letterario ancora serio. Mica come le derive del Premio Nobel o gli attacchi sotto falsa bandiera (false flag) che intossicano ulteriormente la cosiddetta guerra ibrida...
Senonché, per venire finalmente al dunque, avendo coniugato col congiuntivo un verbo retto da un altro che, per antonomasia (SAPERE), avrebbe invece richiesto il modo indicativo - non ricorrendo alcun dubbio, opinione o incertezza - Pellegatti ha generato una castroneria che ha fatto letteralmente sobbalzare sulla sedia e scompisciare dalle risate. Ecco il passaggio 'incriminato' nel pezzo di mercoledì 19: "Ho sempre ammirato Elia Caprile, per me fortissimo. SO CHE PIACCIA anche all’Inter, ma farcelo soffiare dai nerazzurri sarebbe un peccato grave". E adesso, Mister Pellegatti, non se ne venga fuori a scaricare tutte le colpe su quel - comunque maledetto - correttore ortografico ("So che PIACE"). Non le crederebbe neanche il più stolto dei bimbominkia rossoneri...
Ma, nella spasmodica attesa del derby meneghino, ad attirare l'attenzione dello scrivente è stata anche una ricorrente, dunque fastidiosa, aggettivazione addossata ai nerazzurri in alcuni dei più recenti resoconti giornalistici di almeno 2 diverse testate sportive. Quanta malcelata ipocrisia si riscontrerebbe dietro a quell'aggettivo "CURIOSA" (declinato sempre al femminile), accostato a talune dinamiche interiste! Come se, appunto - nell'apoteosi del (consunto) politically correct - venisse a mancare il coraggio giornalistico di rendere più esplicite e trasparenti le proprie legittime opinioni. La prima espressione eufemistica - con un aggettivo rivelatosi poi ridondante - era saltata al naso 'grazie ad un articolo firmato per la rosea da Filippo Conticello lo scorso 10 novembre. Vi si argomentava - a proposito dell'espletamento della profilassi vaccinale che non aveva interessato tutti i convocati argentini dell'Atletico Madrid prima di imbarcarsi per l'Angola - che "(...) si è così creata una CURIOSA FRATTURA tra chi potrà viaggiare in Africa e chi se ne starà comodamente in Europa". Salvo, lo stesso Conticello, tornare forse sui suoi passi appena 5 giorni dopo (sabato 15) per precisare meglio che "(...) per essere là, la squadra (nerazzurra, nda) si è sottoposta ad un ciclo rigido di vaccinazioni. Chi non ha potuto o VOLUTO, vedi il trio dell'Atletico prossimo sfidante dei nerazzurri in Champions (...), è rimasto a casa sua". Sottacendo, però, ancora una volta, la palese sperequazione generatasi per via degli altri 2 madridisti argentini (Nico Gonzales e Almada) sottopostisi invece, come la punta nerazzurra, alla vaccinazione. In quello stesso articolo, Conticello si era poi avventurato a descrivere come "Lautaro Martinez, contro la Lazio in campionato, aveva trovato l'incrocio con un destro dalla TRAIETTORIA CURIOSA" (daje!). Una definizione che riecheggiava - ma con toni più soft, anche se tutt'altro che esplicativi - quelli a dir poco sguaiati esibiti a favore di telecamera da un ex biancoceleste. Costui - da tempo diventato opinionista TV e dal palato schizzinoso, ma forse affetto da probabile strabismo - aveva avuto più di qualcosa da eccepire sulla genesi e sulla balistica dell'esterno destro scoccato da Lautaro. Con entrambi, invece - sia Conticello che Di Canio - del tutto dimentichi di una analoga e sopraffina balistica esibita dal Toro in un Liverpool-INTER 0-1 nel ritorno degli ottavi di Champions del 2021-22.
L'ultimo(?) riscontro - a conferma dell'abuso trasversale di quell'aggettivo "CURIOSA" - viene dalle pagine del Corsport. In un articolo pubblicato ieri (giovedì 20) - mirato alla scoperta di un imperdibile tabù che Chivu, allenatore straniero, sarà chiamato a fronteggiare nel suo 1o derby in panchina - si raccontava che "Gli ultimi quattro tecnici nerazzurri non italiani, infatti, hanno fatto flop al debutto nella stracittadina milanese. E tra questi c’è anche Mourinho (...). Il portoghese, comunque, veniva dopo Cuper, che, invece, con i derby, ha avuto un rapporto ben più complicato (...). Ma poi, in una CURIOSA (a ridaje!) SUCCESSIONE, lo hanno seguito pure Benitez e Leonardo, ko nella loro prima e unica sfida con il Diavolo". Ma "CURIOSA" de che?
In conclusione, che dire?! Forse che l'unica chiosa 'potabile' - giusto per non infierire e per non rischiare magari qualche querela... - sarebbe quella di trovare a dir poco CURIOSO che il bagaglio dei sinonimi di certi giornalisti sportivi risulti così spesso sprovvisto alla bisogna...
Orlando Pan
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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- 00:00 E alla fine arriva Dimash. Con qualche riflessione non richiesta


