"Siccome in Italia nessuno legge le carte ufficiali, in questi giorni molti esponenti della carta stampata si sono affrettati a trarre delle semplici conclusioni su quella che è stata, a loro dire, la sentenza di condanna emanata dal Procuratore Federale: l’Inter era come la Juventus, quindi lo scudetto 2006 va revocato. Chi invece quelle carte le ha lette – vedasi Travaglio, per esempio – non può che giungere ad una diversa conclusione: l’Inter non era come la Juventus, ma nemmeno come il Milan, la Fiorentina e la Lazio.

Allora proviamo a leggere insieme attentamente quelle carte.

Nelle osservazioni iniziali, al punto 6 pag. 4 della relazione di Palazzi, si legge testualmente: “Inoltre, questa Procura, al fine di una più completa valutazione, anche comparativa rispetto alle condotte evidenziate nel corso delle stesse indagini penali e in relazione alle quali si è già proceduto disciplinarmente, ha ritenuto utile ed opportuno allegare agli atti del presente fascicolo procedimentale, sia tutta la documentazione acquisita dall'Ufficio Indagini e integralmente depositata unitamente al provvedimento con il quale erano stati deferiti molti tesserati e le società Juventus, Fiorentina, Milan e Lazio (per le relative decisioni si richiamano i CC.UU. nr. 1/c della Commissione di Appello federale, del 14 luglio 2006 e nr. 2/Cf della Corte Federale del 4 agosto 2006), che il deferimento che riguardò il Presidente della REGGINA e la medesima società, parimenti originato dagli atti di indagine penale sopra specificati (anche per l'esito di tale provvedimento si richiamano i CC.UU. nr. 5/c della C.A.F., del 13 agosto 2006 e nr. 6/Cf della Corte Federale del 26 agosto 2006)”.
In definitiva, fa capire Palazzi, che sulla relazione della Procura Federale in merito alla cosiddetta “Calciopoli2” non possono trarsi conclusioni se non dopo una completa valutazione, anche comparativa su quanto emerso in “Calciopoli1” e già oggetto di provvedimenti disciplinari.
La decisione del Consiglio Federale sull’eventuale revoca dello scudetto all’Inter – sempre che ne abbia il potere – non può quindi prescindere da tale valutazione comparativa.

Una prima importante valutazione comparativa la offre lo stesso Palazzi quando, nella III parte - VALUTAZIONE DELLE DIVERSE CONDOTTE EVIDENZIATE DAGLI ATTI: GENERALITA' al punto 3 pag. 14 scrive: “In definitiva, va affermato che dal materiale probatorio acquisito agli atti del presente procedimento emerge come l'uso di intrattenere contatti prevalentemente telefonici, ma anche incontri personali, con i designatori arbitrali dell'epoca, coinvolgesse, sia pur con modalità e connotazioni diverse rispetto a quelle che caratterizzavano il sistema di rapporti creato dal sig. Moggi, in una con il GIRAUDO, anche altri Presidenti o tesserati di società sportive”.
Non solo, ma Palazzi al precedente punto 2 pag. 13 afferma: “…il contesto sportivo, ambientale e temporale, in cui si collocano tutte le condotte che qui si prendono in esame, è quello che ha già costituito oggetto di approfondita analisi e valutazione da parte degli organi della giustizia sportiva nei precedenti procedimenti disciplinari che hanno riguardato calciopoli. In particolare, sullo sfondo opera quella fitta e stabile rete di rapporti instauratasi tra il direttore generale della Juventus, Luciano MOGGI, unitamente all'amministratore delegato della medesima società, Antonio GIRAUDO, ed i due designatori arbitrali pro tempore Paolo BERGAMO e Luigi PAIRETIO, elevatasi a vero e proprio sistema organizzato coinvolgente anche il vertice della struttura associativa arbitrale; sistema atto ad esercitare pesanti ingerenze e, quindi, a condizionare la classe arbitrale, al fine ottenere un trattamento di favore nei confronti della società sportiva juventina ed assicurare a quest'ultima un vantaggio di classifica in campionato. …..…Sempre ai fini comparativi e di completezza di giudizio, esigenze cui si è fatto riferimento nei punti precedenti, è doveroso osservare in proposito che soltanto rispetto al Direttore Generale della società Juventus, con una pronuncia definitiva emanata dalla Corte di giustizia Federale ……… gli atti di indagine di Polizia Giudiziaria ………….hanno fornito elementi probatori certi dell'avvenuta creazione (ad opera del sig. Moggi Luciano e con la collaborazione tra gli altri del sig. Fabiano Mariani) di un sistema di comunicazioni riservate intrattenute con associati A.I.A., articolato mediante la fornitura a questi, direttamente o per interposta persona, delle schede telefoniche di cui al deferimento. ……. In proposito, per meglio circostanziare il quadro di riferimento, va ulteriormente ricordato che, con riferimento all'incolpazione mossa al suo Dirigente, in relazione alla quale fu emanata la decisione sopra riportata e dalla quale ne discendeva la relativa responsabilità diretta, la società Juventus propose istanza di patteggiamento, sulla quale questo Ufficio prestò il consenso e che fu ritenuta ammissibile dalla CON”.

Spieghiamo in parole semplici al Giovin signore. Palazzi dice: tu Juventus operavi in quella fitta rete di rapporti……. esercitavi enormi pressioni e condizionavi la classe arbitrale…… e ti assicuravi un vantaggio di classifica in campionato. Per questo sei stata riconosciuta colpevole nei due gradi di giudizio, hai riconosciuto le tue colpe tant’è che hai patteggiato e da quel patteggiamento hai avuto riconosciuto uno sconto di pena.
Anche la Corte Federale, nel riconoscere alcune attenuanti alla Fiorentina, dichiarò: “Il complesso di queste considerazioni porta a ritenere che, in un’ideale (e non commendevole) graduatoria di responsabilità tra le società deferite, la Fiorentina non possa che collocarsi al secondo posto alle spalle della Juventus, ma a debita distanza da essa, per le ragioni differenziali sopra enunciate”.
Così come la CAF, motivando la sentenza contro la Juventus affermava: “Vi sono elementi, infatti, per ritenere che in occasione del campionato 2004/2005, del quale soltanto ci si deve occupare, la Juventus giocò due distinti campionati. Uno sul campo di gioco ad opera dei suoi giocatori ed un altro fuori dal campo ad opera dei dirigenti Moggi e Giraudo”.
Aggiungo io: cara Juventus, tu eri di un’altra categoria, smettila quindi di evocare “parità di trattamento” e “rispetto”.

Fine. Per me questo potrebbe già bastare per dire che l’Inter non è per niente uguale alla Juventus, nè al Milan (la cui posizione di Meani risulta peggiorata dalle relazione di Palazzi) ma nemmeno alla Lazio e alla Fiorentina che a quel vero e proprio sistema organizzato da Moggi si rivolsero (vedasi le numerose telefonate Moggi/Lotito e Moggi/Della Valle e le telefonate fra i due Presidenti e le più alte cariche della Federazione) e la cui mole delle telefonate ritenute rilevanti non è per niente paragonabile a quelle irrisorie dell’Inter diverse anche nei toni e nei contenuti.

Ma per far meglio capire la diversità fra le due fattispecie ai soliti soloni che non vogliono perdere tempo a leggersi le carte ma sono bravi a sparare sentenze, scenderò ancora di più nel dettaglio.
Innanzi tutto vediamo quali e quante sono le nuove eclatanti telefonate oggetto del precedente provvedimento (qualcuno parlava di alcune centinaia).
Nella Parte IV. VALUTAZIONE DELLE CONDOTTE POSTE IN ESSERE DAI SINGOLI TESSERATI, il Procuratore Federale, con riferimento all'esame delle conversazioni telefoniche oggetto di intercettazione, afferma: “Va, inoltre, rappresentato che sono state riportate in relazione le conversazioni che questo Ufficio ha ritenuto rilevanti, nel senso di essere suscettibili di eventuale valutazione disciplinare”.
Bene, le telefonate rilevanti sono 2 riguardanti Moratti e 29 relative a Facchetti.

Telefonate Moratti Bergamo
1)        Telefonata prog. n. 13459 (del 25.12.2004 ore 11.50) in uno con la Telefonata prog. n. 13473 (del 25.12.2004 ore 11.53).
2)        Telefonata prog. n. 17001 (del 10.01.2005 ore 18.20).

Per quanto attiene la posizione di Moratti ci basta paragonare il contenuto delle telefonate con l’intervista resa dal Moratti stesso il 31.08.2006 al “Magazine” del Corriere della sera. Riporto i passi salienti di quella intervista.
D: Moggi dice che con Bergamo ci parlava anche Facchetti...
R: «Non c' è niente di male a parlare con Bergamo. La differenza sta nelle cose che si dicono».
D: Meno rapporti si hanno con i designatori e meglio è.
R: «Sono loro che chiamano per sapere se tutto va bene».
D: Lei ha mai telefonato a un designatore?
R:«No. Ma posso aver ricevuto da loro qualche telefonata in cui mi chiedono opinioni».
D: Quindi non è da escludere che un giorno vengano fuori delle telefonate in cui c' è anche lei...
R: «Solo telefonate "normali" senza alcun interesse».
D: Moggi dice che se avessero intercettato anche gli altri si sarebbero scoperte le stesse cose.
R: «Ma mica intercettavano Moggi. Intercettavano Bergamo. Evidentemente la Juve c' entrava e l' Inter no».

Le due telefonate “rilevanti” confermano quanto dichiarato nella suddetta intervista. E’ Stato Bergamo a chiamare; erano telefonate normali. Lo stesso Procuratore afferma a proposito “…… Infatti, va rilevato che le conversazioni in esame attengono a temi introdotti principalmente dal BERGAMO e, in relazione ai quali, il MORATTI ha fornito giustificazioni idonee a sminuirne la rilevanza”. E allora, dove sta la novità e soprattutto la gravità di queste telefonate?

Passiamo adesso alle telefonate di Facchetti, il quale, va ricordato, non può fornire giustificazioni idonee a sminuirne la rilevanza, diritto questo riconosciuto a tutti gli indagati. Ma il Cipe non ha bisogno di nessuna difesa e lo dimostrano le numerose attestazioni di stima e rispetto proferite da più parti anche da chi nel campo ne è stato avversario (mi limito a ricordare solo il grande Riva e il grande Rivera), le ben 29 telefonate (quante sono quelle delle altre squadre?).
La lettura delle trascrizioni, ma soprattutto l’ascolto diretto delle telefonate, dimostrano solamente che ci furono si dei contatti fra Facchetti e i vertici della categoria arbitrale - circostanza questa, ricordiamo, mai smentita dall’Inter – ma che nulla hanno a che vedere con quelle relative a Calciopoli1. Tale differenza risulta evidente, oltre che nei contenuti, soprattutto dalla quantità per niente paragonabile a quelle relative al Milan, alla Fiorentina e alla Lazio (la Juventus, ricordiamo, è stata dichiarata fuori categoria). Vorrei chiedere al Procuratore Federale, al fine di una completa valutazione, anche comparativa, partitamente per ogni singola squadra coinvolta in Calciopoli1, quante sono state le telefonate ritenute rilevanti; io ho provato a contarle più volte, ma non ci sono riuscito.

Ma scendiamo nei dettaglio dei contenuti.

Per semplicità inizio con i tre contatti (2 telefonate + un sms) fra Facchetti e De Santis riportando testualmente quanto scritto dal Procuratore Federale.
1)        Telefonata prog. 4532 (del 01.03.2005 ore 11.31) Facchetti ( dalla sede del/'Inter) chiama De Santis per dire che ci teneva a salutarlo perché non era riuscito a farlo al termine dell'incontro Inter -Milan, del 27 febbraio 2005, arbitrata da De Santis e terminata 0-1. A tal proposito, De Santis dice a Facchetti di non preoccuparsi (dei mancati saluti nel post gara) e riferisce a Facchetti che "lui è stato gentilissimo". I due, poi, commentano la partita e De Santis dice a Facchetti che se la può prendere solo con la fortuna ("solo con la fortuna te la puoi prendere"), perché la partita era da pareggio, poi c'è stato un episodio che ha cambiato la partita.
2)        Contatto prog. 8046 (del 24.03.2005 ore 18.57) Tale sms conferma che c'erano contatti telefonici tra De Santis e Facchetti al quale il primo dava del "tu".
3)         Telefonata prog. 8063 (del 24.03.2005 ore 19.41) I due interlocutori parlano di vari argomenti ed, in particolare, dell'ultimo derby con il Milan (cfr. prog. 4532 del 1 marzo 2005); poi si scambiano gli auguri di Pasqua.
Scandaloso! Facchetti si scusa per non aver salutato De Santis, quest’ultimo dava del “tu” a Facchetti e i due si scambiavano gli auguri di Pasqua.
Ricordo che Palazzi dichiara di riportare il relazione solo le telefonate ritenute rilevanti e ricordo altresì che per le stesse telefonate scagiona De Santis. Riporto testualmente: “Le esposte considerazioni non valgono nei confronti del DE SANTIS, posto che il contenuto delle telefonate intercorse con il FACCHETTI non appare particolarmente significativo e, al limite, può assurgere a mero elemento di conferma dei rapporti intrattenuti anche con altri appartenenti all'ordinamento federale, di contenuto ben differente e già sanzionati. Ne consegue che la sua posizione non appare rilevante sotto il profilo disciplinare generale, potendo integrare, in ipotesi, soltanto fattispecie di rilievo domestico –associativo”.
Mi sorge un dubbio! Ma queste tre telefonate sono rilevanti o no? E se non lo sono, perché sono state riportate? Forse per fare numero.

Telefonate con Pairetto
1)        Telefonata prog. n. 24172 (dello 02.02.2005 ore 10.28) Dopo aver parlato di questioni legate ad una Commissione arbitri Uefa, Pairetto dice che sta preparando bene ("prepariamo anche poi bene i. .. sai, per la prossima sempre") e, poi, commenta con Facchetti che la squadra dell'Inter ultimamente sta andando abbastanza meglio.
2)        Telefonata prog. n. 26646 (dell'11.02.2005 ore 19.52).
3)        Telefonata prog. n.38047 (del 17.03.2005 ore 21.32) Pairetto augura "in bocca al lupo" a Facchetti per una gara di Champions dell'Inter.
4)        Telefonata prog. n.38440 (del 20.03.2005 ore 11.43). Pairetto chiama Facchetti per chiedere due biglietti per la partita dell'Inter.
5)        Telefonata prog. n. 40530(del 31.03.2005 ore 11.32).
6)        Telefonata prog. n. 43117 (del 12.04.2005 ore 10.21). Pairetto chiede due biglietti per una partita dell'Inter.

Non faccio commenti sulla rilevanza della telefonata nr. 3 (auguri per una partita di Champion). Ma anche la 4 e la 6 (richiesta di due biglietti della partita) non possono rappresentare il prezzo della corruzione di Pairetto (ricordo, ai fini di un’attenta valutazione, anche comparativa, lo sconto del 50% richiesto dalla Juventus alla Fiat su alcune autovetture da destinare a persone e società vicine a Pairetto). In merito alla telefonata nr. 1 ("prepariamo anche poi bene i. .. sai, per la prossima sempre") non prova nulla in quanto non c’è nessuna richiesta di Facchetti e Pairetto non fa riferimento a nessuna gara.
Sulla telefonata nr.2 nella quale Facchetti chiede notizie sullo stato di forma di Trefoloni, ricordo solamente la risposta data da Pairetto: l'espressione usata da Facchetti se Trefoloni è stato "messo in forma", "al di là del suo significato lessicale, debba essere interpretata nel senso che lui in realtà volesse chiedermi in modo informale, stante il mezzo telefonico che stava usando, se l'arbitro fosse in forma. Preciso che non ebbi alcun dubbio al riguardo poiché conoscevo la persona come di grande educazione e rispetto nei confronti del suo interlocutore anche nelle occasioni in cui si lamentava di presunti torti subiti". In tutte le vicende di calciopoli non ho mai visto nessun imputato difendere in maniera così determinata un altro coimputato.

Telefonate con Bergamo
1)        Telefonata prog. n. 4853 (del 26.11.2004 ore 09.51).
2)        Telefonata prog. n. 12447 (del 23.12.2004 ore 16.05).
3)        Telefonata prog. n. 14813 (dello 03.01.2005 ore 16.45).
4)        Telefonata prog. n. 15271 (dello 05.01.2005 ore 16.16).
5)        Telefonata prog. n. 15338 (dello 05.01.2005 ore 18.31).
6)        Telefonata prog. n. 16373 (dello 09.01.2005 ore 12.33).
7)        Telefonata prog. n. 16771 (del 10.01.2001 ore 11.44).
8)        Telefonata prog. n. 18780 (del 17.01.2005 ore 10.50).
9)        Telefonata prog. n. 22554 (del 27.01.2005 ore 14.47).
10)        Telefonata prog. n. 22990 (del 30.01.2005 ore 14.48).
11)        Telefonata prog. n. 23611 (del 02.02.2005 ore 10.25).
12)        Telefonata prog. n. 29758 (del 25.02.2005 ore 09.53).
13)        Telefonata prog. n. 41702 (del 26.04.2005 ore 11.36).
14)        Telefonata prog. n. 45456 (deI1'11.05.2005 ore 16.05).
15)        Telefonata prog. n. 45994 (del 14.05.2005 ore 10.00).

La telefonata nr. 2 si riferisce ad un regalino che Moratti deve consegnare a Bergamo. Moratti ha chiarito che essendo  l’antivigilia di Natale si trattava della consueta strenna natalizia (ricordo ancora una volta lo sconto del 50% su auto Fiat). Sul resto della telefonata è lo stesso Palazzi a dichiarare: “il contenuto di tali affermazioni appare del tutto contrastante con il ruolo e la funzione in quel momento ricoperti dal Bergamo” quindi l’eventuale illecito sarebbe a attribuire a Bergamo e non a Facchetti.
Le telefonate 4 e 5, fatte lo stesso giorno, come affermato dal Procuratore sono rilevanti perché confermano l’avvenuta cena di cui alla telefonata nr. 3.
Come evidenziato dal Procuratore Federale, Bergamo ha affermato che ci sono state parecchie cene con altri Presidenti ricordando una cena anche con Moratti ma che “è possibile che negli incontri suddetti si sia parlato di arbitraggi sfavorevoli per errori arbitrali, ma in un contesto di dialettica e nel rispetto dei ruoli". Ma sulle telefonate 3, 4 e 5 ritorneremo in seguito.
La telefonata nr 8 riguarda due tessere per la partita e un borsone. Ma Bergamo ha precisato che: "… potesse essere il borsone con il materiale sportivo dello sponsor tecnico di cui la società faceva omaggio". (ritorna ancora una volta il confronto con lo sconto del 50% su auto Fiat).
Nella telefonata 10 si parla dello scontro conflittuale fra l’allenatore dell’Inter Mancini e l’arbitro Trefoloni. Facchetti dice che a parlato con Mancini e Bergamo ha fatto lo stesso con Trefoloni.

Telefonate con Mazzei
1)        Telefonata prog. n. 61 (del 25.11.2004 ore 17.50) in uno con la Telefonata prog. n. 69 (del 25.11.2004 ore 17.51).
2)        Telefonata prog. n. 3599 (del 11.12.2004 ore 16.29).
3)        Telefonata prog. n. 3629 (del 12.12.2004 ore 16.29).

Telefonate con Lanese
1)        Telefonata prog. 62981 (dell'8.02.2005 ore 12.41).
2)        Telefonata prog. 7799 (del 10.05.2005 ore 15.51).

Su queste telefonate, così come su quelle che non ho  dettagliato singolarmente sia con Bergamo (telefonate nr. 1, 6, 7, 9, 11, 12, 13, 14, 15) che con Pairetto (telefonata nr. 5), per le quali i difensori di Moggi si sono strappate le vesti ma irrilevanti per i PM, basta considerare la telefonata nr 1 con Bergamo, quella che allora fu definita la madre di tutte le intercettazioni.
Dice Palazzi: “Per completezza d'analisi, si evidenzia che oggetto di attenzioni giornalistiche è stato individuare chi, tra i due interlocutori, sia stato a pronunciare il nominativo dell'arbitro Collina. A tal proposito: a) nella relazione di perizia fonica l'ing. Porto, perito del Tribunale napoletano, attribuisce la pronuncia della parola "Collina" al sig. Bergamo; b) alla luce di quanto affermato dal perito come indicato al punto sub a) appare particolare la posizione assunta dal sig. Bergamo che, sia con gli organi di stampa (cfr. ad es. www.lastampa.itlsportlcmsSezionilcalcio/201 004articoli/26336 girata.asp), che, anche nel corso dell'audizione innanzi a questo Ufficio (in data 21 dicembre 2010), ha precisato "che il nome di Collina, lo pronunciò Facchetti ed io immediatamente dopo gli confermai che sarebbe stato inserito in quella griglia insieme ad altri arbitri internazionali”.
Qui Palazzi intende mettere in evidenza la personalità di Bergamo e cioè che nonostante le risultanze peritali il nome di Collina lo faccia proprio Bergamo lo stesso continui a dichiarare sia agli organi di stampa che in sede di audizione che quel nome lo fece Facchetti.
Tale particolare posizione del sig. Bergamo, riconosciuta da Palazzi, è da collegare con il contenuto delle altre telefonate nelle quali e solo Bergamo che pronuncia frasi tipo “farà una bella gara” oppure “ci ho già parlato” o ancora “l’arbitro farà una bella gara”. Moratti in sede di audizione ha dichiarato “il fine di Bergamo era di far passare cose scontate come se si trattasse di favori, ovvero finalizzate a tenere un buon rapporto".
Moratti è un signore è ha risposto con signorilità. Io invece avrei dato a Bergamo la patente di millantatore. E a conferma che Bergamo sia un millantatore riporto le seguenti telefonate.
Telefonata nr 9 “Bergamo si duole con Facchetti del risultato della gara Inter-Chievo (terminata 1-1) perché Paparesta (arbitro della gara) era preparato a farla bene”.
Telefonata nr 12 “….Poi Bergamo tranquillizza il suo interlocutore, dice che, per la gara del 27 febbraio Inter-Milan (terminata 0-1 ed arbitrata da De Santis), farà una griglia ampia con Collina Trefoloni -Messina -De Santis e che designerà come assistenti Griselli e Mitro. Bergamo, poi, aggiunge "No, ma hai visto, no? Che le cose ..... Eh, eh, l'importante che ci sia la disponibilità da parte di tutti nell'accettare, vedrai che le cose vanno bene”.
Dice Bergamo: “vedrai che le cose vanno bene”. Infatti, l’Inter perse quella partita.
Telefonata nr. 13 “….Bergamo dice a Facchetti che "c'ho tenuto molto alla partita con la "Juventus", credimi, perché la partita era stata preparata bene e -inc. -, la partita è stata -inc. proprio bene, a parte che lui deve pensare al mondiale, non può pensare ad altre storie,quindi mi ha... mi ha accontentato in quella partita, sì, devo dire di sì".
La partita è stata preparata così bene che si è dovuto ricorrere alla prova TV per sanzionare la gomitata di Ibrahimovic a Cordoba; De Santis, preparato a fare bene, non aveva visto.
Appare chiaro da queste telefonate che Bergamo millanta suoi interessamenti non richiesti sia quando l’Inter vince che quando perde o pareggia, sia prima che dopo lo svolgimento delle partite.
Ad ulteriore conferma vi è la telefonata tra Fazi e Bergamo, ("Insomma, con loro, con Torino, non incassa mai niente nessuno”)  da l’idea del reale  scopo dei presunti interessamenti di Bergamo contenuto delle telefonate e quale fosse il vero argomento da trattare nella famosa cena. Come mai il Procuratore Palazzi non ritiene rilevante, ma anche determinante, la telefonata Fazi-Bergamo?

Ma al Procuratore Palazzi vorrei sottoporre le seguenti riflessioni.
Nella sua relazione Lei fa spesso riferimento alla “giurisprudenza”. Infatti, si legge:
a) “Tale convincimento, del resto, è confortato dalla costante Giurisprudenza degli Organi Giudicanti dell'ordinamento di settore…”;
b) “…una disamina, sia pure fugace, della giurisprudenza degli organi della giustizia sportiva della FIGC…”;
c) “Appare evidente che, secondo costante giurisprudenza…”.

Ma perché Lei ignora la Giurisprudenza (vedasi sentenza della Corte Federale su Calciopoli) che, per gli stessi (stessi?) fatti che interessano l’Inter, derubricò la Sua tesi accusatoria in ipotesi non contemplanti l’illecito sportivo?
Perché ignora ancora una volta la Giurisprudenza non citando il fatto che per la partita Lazio-Fiorentina, per la quale erano stati da Lei ipotizzati due illeciti sportivi, la Corte Federale derubricò il primo illecito e per il secondo decise testualmente: “…non soltanto non v’è prova sufficiente della commissione dell’illecito, ma deve anche escludersi che le condotte degli imputati possano assumere ………rilievo ai sensi dell’art. 1….. ……..Si tratta, infatti, di conversazioni genericamente imperniate sulle preoccupazioni di classifica della Fiorentina e sulla necessità che la squadra si salvasse dalla retrocessione. Ma nulla in esse è detto circa le concrete misure che sarebbero state illecitamente ideate o poste in essere per assicurare la riuscita del piano o circa i soggetti che ne avrebbero dovuto essere protagonisti, ovvero attori, o circa i mezzi fraudolenti pensati per conseguire lo scopo.
Né a colmare l’insufficienza probatoria può, ad avviso della Corte, soccorrere la telefonata tra Bergamo e Mazzini, successiva alla gara, in cui il primo, commentando un episodio di giuoco gravemente penalizzante per la Fiorentina, esclamò che “tutto era sistema … sistemato .. non sistemato … pilotato … pilotato!”, trattandosi di parole non chiaramente riferibili ad un soggetto ben identificato (sistemazione e pilotaggio della designazione, o del sorteggio, o della direzione di gara?) né imputabili ad un soggetto con certezza individuato (l’arbitro ? i dirigenti delle società ?)”.
Ricorda quante furono le telefonate che interessarono quella partita e quante personalità erano coinvolte? (telefonata prog. 10435 del 21 aprile 2005, ore 15:42 tra Andrea Della Valle e il Mazzini; telefonata prog. 10438del 21 aprile 2005, ore 15:56 tra Mencucci e Mazzini; telefonata prog. 10644 del 22 aprile 2005, ore 17:28 tra Mencucci e Mazzini; telefonata prog. 10710 del 22 aprile 2005, ore 23:06 tra Lotito e Mazzini; telefonata prog. 10744 del 23 aprile 2005, ore 12:37 tra Mazzini e Renzi; telefonata prog. 2902 del 18 maggio 2005 tra Moggi e Diego Della Valle; il 18 maggio 2005: telefonata prog. 14531 del 18 maggio 2005 tra Mazzini e Della Valle; telefonata prog. 15005 del 22 maggio 2005 tra Mazzini e Della Valle; telefonata prog. 8998 del 16 maggio 2005 tra Mencucci e Mazzini; telefonata prog. 15052 del 22 maggio 2005 fra Bergamo e Mazzini.)
Alla luce di tutto ciò, ritiene corretto paragonare queste telefonate a quelle di Facchetti col millantatore Bergamo?

L’invito a riflettere è rivolto anche quelle persone che sparano sentenze senza sapere di cosa stanno parlando, pur se della loro opinione poco mi importa.

Importa invece che il Consiglio Federale valuti con serenità e cognizione di causa e che decida anche sulla scorta dei principi fissati dalla CAF e dalla Corte Federale nella formulazione dei loro giudizi: ”Di assorbente rilievo appare a questa Corte l’osservazione che nella prospettiva motivazionale adottata dalla CAF, le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche ed ambientali non vengano generalmente in rilievo quali prove in sé degli addebiti rivolti ai deferiti, ma come mera circostanza storica – non disconosciuta nella sua esistenza, né nel suo oggetto, né nella sua veridicità, dagli incolpati – suscettibili di lettura critica, interpretazione logica, collegamento con gli altri elementi probatori acquisiti, in una parola di valutazione di merito”. E ancora: “Superando dunque ogni eventuale teorica perplessità residua in ordine al problema generale come sopra risolto, si può e si deve procedere al vaglio interpretativo delle conversazioni suddette, che questa Commissione ha con estrema cura ascoltato e riascoltato più volte proprio al fine di coglierne i significati rilevanti, facendo attenzione, non solo alla diversa personalità dei vari soggetti, ma anche, di volta in volta, alle frasi vaghe, incoerenti o a doppio senso, alla coloritura del linguaggio, alle reticenze, alle condizioni di tempo e di luogo”.

Tanto dovevo al grande Giacinto".

Francesco

Sezione: Visti da Voi / Data: Gio 14 luglio 2011 alle 12:57
Autore: Redazione FcInterNews
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