A 20 anni dalla vittoria del Mondiale in Germania, oggi gli italiani devono ancora una volta accontentarsi di guardare le altre Nazionali in campo. Tra questi anche Marco Materazzi, che nella finale del 2006 è stato assoluto protagonista con un rigore procurato, il colpo di testa del pareggio, l'espulsione di Zinedine Zidane e la rete nella lotteria decisiva dei rigori. Serata che fa parte dell'autobiografia interattiva 'MM23', uscita lo scorso 22 maggio in occasione dell'anniversario della vittoria della Champions League dell'Inter.

La Stampa ne ha parlato proprio con Matrix, che ha svariato da un argomento all'altro, soprattutto a tema Nazionale azzurra. Si parte con Alessandro Del Piero, protagonista di uno dei contenuti nel progetto editoriale: "I contenuti sono stati fatti tutti da me, l'intervista che forse mi ha sorpreso di più è quella con Del Piero, la bandiera della squadra più distante da me in assoluto. Io e lui siamo stati rivali, mai nemici e alla fine penso di avergli fatto un bel complimento dicendogli che non sapevo se fosse stato più forte in campo o più intelligente fuori. Non so se accadrà, ma sarebbe adatto al ruolo di presidente della Juventus. L’ho sempre detto, talvolta chi ha fatto la storia dei club rischia di togliere luce ad altri dirigenti quando poi si ritirano.Guardate Maldini al Milan, ha fatto un lavoro incredibile, ha vinto lo Scudetto, poi è stato trovato il modo di mandarlo via.Da interista sono contento, eh. Però...".

Il discorso vira poi sulla battuta su Zlatan Ibrahimovic, definito da Materazzi un grande interista per i danni che starebbe facendo al Milan: "Beh, da calciatore è voluto andare via e ha fatto arrivare da noi Eto’o. Poi ora al Milan succede quello che succede. La mia è solo una battuta, però mi sembra bella».

Come si spiegano tre Mondiali senza l’Italia? Materazzi ha una risposta semplice: "È una questione generazionale, di sicuro non penso che la colpa sia di Gattuso o dei giocatori perché nella partita secca può succedere di tutto. Il problema è alla base del sistema, ci sono troppe regole sbagliate che non permettono al movimento di svilupparsi. Per uscirne a livello politico deve arrivare qualcuno di estraneo alla classe dirigente del calcio che è sempre la stessa, si esce dalla porta e si rientra dalla finestra, non cambia mai niente. Secondo me una ventata di aria nuova la darebbe Malagò, una figura come lui può essere d’aiuto. A patto che voglia riformare davvero il calcio".

Dopo aver ripercorso, a livello personale, il Mondiale nel 2006, l'ex difensore dell'Inter deve tornare a rispondere a una domanda sulla famosa testata di Zidane che ha di fatto cambiato gli equilibri in finale contro la Francia: "Sì, ma non per colpa mia. Lo si vede benissimo, il mio unico intento era quello di non farmi mettere in difficoltà, magari con astuzia e malizia. Ma qualcuno si è sentito superiore a me, io arrivo dalla strada e ho soltanto risposto alle sue di provocazioni".

Un cimelio della notte di Berlino è il dischetto del rigore che Materazzi custodisce a casa: "In realtà non l’ho preso io, è un regalo che mi è stato fatto da Andrea, il maitre di Coverciano, me l’ha consegnato dopo 6-7 mesi dentro carta stagnola come se fossero polpette (ride, ndr).C’erano ormai pochi ciuffi con il gesso, ma l’ho subito messo in una teca di vetro e lo custodisco gelosamente ancora oggi".

Sezione: Rassegna / Data: Sab 20 giugno 2026 alle 11:59
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
vedi letture
Fabio Costantino
autore
Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.