È un onnipresente Manuel Akanji, sempre in campo con l’Inter e con la Svizzera, due giorni fa vincente contro la Bosnia Erzegovina dell’ex nerazzurro Edin Dzeko, e anche sulle pagine dell'edizione odierna della Gazzetta dello Sport che incalza l'elvetico: "Come mi cambiato Chivu? Mi ha fatto evolvere e mi ha reso un giocatore più completo: l’Inter è una grande scuola, un’università che ti fa crescere sotto diversi aspetti. Sono grato a chi mi ha voluto e contento di restare per vincere ancora con questo allenatore e questo club".

Si riferisce a una crescita nel suo ruolo? 
"Sì, ho dovuto adattarmi e questo dà più esperienza. Non avevo sperimentato spesso il gioco in una difesa a tre a livello di club, mi era capitato solo in nazionale, ma all’Inter ho dovuto conoscere meglio la posizione e lavorare con nuovi compagni. Ora ragiono in modo diverso nelle varie situazioni. Se in futuro dovessimo passare addirittura a una linea a cinque, saprei cosa fare".

Chivu, in realtà, vuole essere più offensivo che difensivo… Che valore dà al nuovo contratto dell’allenatore? 
"Sono molto contento per lui. Abbiamo vissuto un’ottima stagione insieme, mi piace molto anche come persona e sarà un piacere poter continuare a lavorare assieme a lui".

Lei ha avuto Guardiola al City, pensa che Chivu sia speciale altrettanto? 
"Penso che capisca molto bene i giocatori perché è stato lui stesso un calciatore di altissimo livello e ha vissuto le situazioni che viviamo noi adesso. Ha vinto tanti trofei con l'Inter e conosce ciò di cui il club ha bisogno. Anche lui è un allenatore molto comunicativo ed empatico: parla spesso con noi e ci ascolta. Per questo crea un ottimo rapporto con tutti noi".

A proposito, è in contatto con i suoi compagni nerazzurri impegnati al Mondiale? 
"Per ora ho parlato con Dumfries, Calhanoglu e… Bisseck, che però al Mondiale qui in America non c’è. Sono sicuro che sentirò anche gli altri, siamo un buon gruppo. Poi ci rivedremo tutti insieme a San Siro".

Il SoFi in cui ha appena giocato batte anche San Siro come atmosfera? 
"Ho detto ai miei amici che, se parliamo dell’esperienza complessiva, questo è il miglior stadio in cui abbia mai giocato: ne ho visti molti, ma il SoFi è incredibile. Quando entri rimani impressionato e capisci perché sia costato così tanto. Poi per un appassionato di NFL come me… Certo, se invece parliamo di calcio, giocare a San Siro non ha uguali: resta una sensazione incredibile"..

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 20 giugno 2026 alle 08:30
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
autore
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi