Marco Materazzi è stato ospite de La Tripletta, il podcast de La Gazzetta dello Sport, per una lunga intervista. "Sto girando tantissimo per vari impegni, sono stato all'opening del Mondiale, abbiamo incontrato le comunità italiane a Toronto e New York. Non essendoci la nazionale era doveroso andare ad aspettare chi voleva vedere l'Italia al Mondiale e aveva comprato biglietti e magliette. Ricordo in Germania quando arrivammo a Duisburg, erano tutti italiani. La prima cosa che ci chiesero era di non perdere coi tedeschi perché altrimenti li avrebbero presi in giro".

Il nuovo libro, MM23, uscito il 22 maggio.
"Data voluta, per noi interisti credo sia la data più bella. Abbiamo raggiunto quello che nessuno ha fatto in Italia. Ci sono tutte foto inedite della mia memorabilia. A casa ho quasi 5000 pezzi di cimeli sportivi e non, caschi di Valentino Rossi e un microfono dei Guns 'N Roses. Ho il dischetto di Berlino, il maitre di Coverciano qualche mese dopo mi ha detto che lo aveva preso. Era avvolto nella stagnola, l'ho messo sotto teca, è gesso e terriccio. Contro il Ghana avevo preso un pallone ma Gattuso ha fatto la spia e quello non ce l'ho più...".

Il giocatore che ha impressionato di più finora al Mondiale.
"Risposta troppo facile, chiaramente Messi. Mio figlio vive negli Stati Uniti, mi aveva già detto che in MLS fa la differenza. Se mangia bene, si cura bene, per me arriva anche al prossimo Mondiale. A me hanno sempre chiesto tra Messi e Cristiano Ronaldo. Per me Cristiano si è creato, Messi è natura. Quella è la differenza, al di là dell'età, che permette a Messi di essere il numero uno".

Le favorite al Mondiale.
"Dico l'Argentina, sono già campioni e hanno tanti elementi che giocano per Messi. Normale poi che la Francia ha tre nazionali, potrebbero giocare anche i non convocati... Thuram, mio pupillo, non gioca. Mi sembra assurdo ma è la realtà della nazionale francese".

Il Var.
"Ci fosse stato ai miei tempi mi sarei adeguato, avrei giocato allo stesso modo, magari con più attenzione, ma non toglierei il Var perché avrei vinto qualche Scudetto in più. Cambierei la questione delle ammonizioni, che si possono togliere. Probabilmente avrei preso qualche rosso in più, ma magari anche qualche giallo in meno. Quando hai una certa nomina, anche per tenerti buono ti davano un cartellino lo stesso". 

La finale del Mondiale 2026.
"Se mi considero MVP del Mondiale 2006? Del Mondiale no, della finale sì. Non per la testata a Zidane, ma perché ho fatto due gol e abbiamo vinto. France Football non mi mise nei 50 del Pallone d'Oro... Per me lo meritavano entrambi, Cannavaro e Buffon. Avesse parato uno o due rigori...".

Mondiale o Triplete?
"A chi si vuol più bene, papà o mamma? Il Mondiale l'ho vissuto da protagonista assoluto ed è stato molto bello, il coronamento di un sogno di una nazione. Il Triplete va di pari passo perché mi ricordo io Zanetti, Cordoba e Toldo che eravamo quelli che avevano sofferto nel 2002 e quella era la ciliegina sulla torta perché non sapevamo allora se ci saremmo rifatti".

Ibrahimovic.
"Per me erano solo questioni di campo, per lui non lo so, ma non posso dirgli niente perché con quel che sta combinando è il più grande interista della storia...".

Lo spogliatoio all'Inter.
"Eravamo un gran bello spogliatoio. Sapevamo che avremmo potuto vincere ancora anche in Italia, dopo Mourinho, se fosse arrivato un allenatore 'normale'. Purtroppo Leonardo è arrivato dopo e abbiamo perso lo Scudetto per un derby. In spogliatoio cerchi sempre di essere positivo. Io sapevo di non essere un titolare, sapevo cosa valevo, ma se l'allenatore è chiaro non conta quante partite giochi. Io feci tutta la Coppa Italia, compresa la finale. Giocai l'ultima a Siena in cui dovevamo vincere. Sono attestati di stima che ti danno un peso importante".

L'amicizia con Eto'o.
"Era doveroso mandare quel messaggio a Eto'o e lui lo ha apprezzato tanto. Poi lui aveva già un Triplete alle spalle. Per questo ringrazierò sempre Ibra che se n'è andato a Barcellona e ci ha portato Eto'o. Samuel sa di essere forte, ha un ego incredibile, ma si sa mettere con umiltà a disposizione della squadra. Si fa in quattro e si mette al servizio. Lui che facesse gol Eto'o, Materazzi, Milito, contava poco, contavano i trofei. All'Inter gli venne proposto il contratto coi premi a gol e ha chiesto i premi a trofei...".

Mourinho.
"Quando è arrivato ho fatto chiedere al mio procuratore se ero gradito. Eravamo all'Europeo, lui disse assolutamente sì. E' stato il mio primo messaggio dopo aver perso ai rigori all'Europeo. Mi mandò un messaggio: "il calcio è questo, rimettiti e ci vediamo tra 25 giorni" e io risposi che ci saremmo visti prima perché volevo essere allenato da lui".

Balotelli.
"Un grandissimo rimpianto per lui. Io a 15 anni uno forte come lui non l'ho mai visto. Gli voglio un bene dell'anima e lui me ne vuole perché sa quante botte ha preso da me e anche quanto mi sarei svegliato di notte per andare da lui quando era al City, operato, che dormiva con la maglia del Milan... Ero con lui in ospedale. Qualche schiaffo l'ha preso da me, mi spiace perché aveva qualità per cui poteva fare molto di più. Alla prima partitella in allenamento provò il tunnel a me e a Cordoba. Aveva grande personalità e qualità incredibili, avrebbe potuto fare di più ma lo sa da solo. Dopo Inter-Barcellona l'ho aspettato nel tunnel. Lui si aspettava di giocare, sul pullman mi disse 'Se entro gioco male'. Mi girai e dissi: 'Mario se entri e giochi male devo dartele...'. Giocavamo contro i marziani. Poi fece delle partite, una a Parma da esterno destro nel 2008, quella in cui fece doppietta Ibrahimovic e lo ringraziamo. Ha fatto gol in Champions. A Mario voglio bene, mi sono innamorato dei suoi genitori, persone affabili. In quella circostanza in cui buttò la maglia, a me interessava relativamente della maglia perché era una cosa coi tifosi, a me aveva dato fastidio il fatto che fosse entrato e rischiò di fare gol da centrocampo ma poi perse 3-4 palloni in partita che si arrabbiò persino Milito, uno buono come il pane...".

Mancini.
"Abbiamo avuto alti e bassi perché lui non mi vedeva molto. Arrivò Mihajlovic, un signore. Io facendo parte del gruppo azzurro mi aspettavo di giocare ogni tanto, in quel momento non mi vedeva e me lo diceva. Poi vinsi il Mondiale e cambiò, giocammo a Firenze e io ero mezzo stirato, fui sostituito ed entrò Samuel. Feci 10 gol quell'anno. A me non piaceva, quando giocavo in nazionale, non essere considerato. Chiunque vuole giocare la domenica, mi aspettavo un trattamento differente. Stavo per fare la cavolata di andare al Milan, parlai con Galliani: c'erano Nesta, Maldini e Stam, mi sa che non avrei giocato manco là... Probabilmente avrei fatto la cosa sbagliata, Facchetti mi chiese di restare e Lippi mi disse che anche giocandone una ogni otto sarei andato al Mondiale. Poi la fortuna di tutti è che son rimasto e ho fatto quel che ho fatto. Su Mancini ti dò al 100% che torna a fare il ct".

Shevchenko.
"Lo rispetto tantissimo anche se anche lui le ha prese perché era troppo forte. Ogni tanto ho esagerato ma c'è grande stima e rispetto, so cosa sta vivendo lui per quel che accade nel mondo. Gli sono vicino e si è sempre comportato in maniera impeccabile, non so se avrei fatto lo stesso".

Benitez.
"Il peggiore allenatore che ho avuto. Non ha capito quello che era l'Inter. Quando arrivi in un club che ha vinto tutto, sono tutti professionisti anche se pensano un etto in più o in meno... In uno spogliatoio in cui si idolatrava Mourinho non puoi pensare di cancellare la sua ombra, sennò devi cancellare anche Mancini, Herrera... Quando arrivò Leonardo, il presidente ci chiese cosa pensavamo: io dissi che se la sua sfida diventava la nostra avremmo vinto lo Scudetto. Dissi proprio a Leonardo che avrebbe dovuto prenderci e farci fare gli stessi identici allenamenti che faceva Mourinho. Vincemmo la Coppa Italia e avremmo vinto lo Scudetto se non avessimo perso quel derby. Con quella squadra e un allenatore normale avremmo vinto altri 2-3 Scudetti, magari senza di me".

Chivu.
"Non immaginavo avrebbe fatto da allenatore. Si è goduto fino alla fine il poter fare il calciatore, poi ha fatto il percorso coi giovani e ha aspettato l'occasione giusta a Parma. Aveva tante opportunità in B, in C. Dopo 13 partite è capitata l'Inter e la dirigenza ha dato continuità a una persona che già conosceva. Fosse arrivato lui dopo Mou avremmo vinto altri tre Scudetti".

Zidane.
"Massimo rispetto per il giocatore e l'allenatore. Chapeau. La scaramuccia in finale, c'è la malizia di un difensore che fa in modo che un attaccante non salti. Io sono stato provocato, solo uno non ha capito: Blatter. Fu fortunato perché al Mondiale per club gli dissi che dovevamo parlare del 2006 e lui mi disse "dopo". Poi non sono andato a ritirare il premio, ero arrabbiato perché non ero entrato e quindi si è salvato anche Blatter".

Del Piero.
"Alex non ho ancora capito se è più forte o più intelligente ed è un grande complimento. Uno dei video più belli e sentiti che ho ricevuto al di là dei compagni di squadra. Alex è stato avversario, nella squadra che meno sopporto. Alla Juve non sarei andato, infatti... Quando mi dicono se sono milanista rispondo sempre che c'è di peggio...".

Tre compagni che porterei in vacanza.
"Ciro Caruso, Marco Negri e Ivan Cordoba".

Il difensore più forte del Mondiale.
"A me piace Akanji perché è forte, ha esperienza e personalità. Ma dico Van Dijk, ho un debole".

Le punizioni.
"Le battevo anche a Tor di Quinto. E' una dote che ho sempre avuto".

Sezione: Copertina / Data: Ven 19 giugno 2026 alle 11:49
Autore: Antonio Di Chiara
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