Sessantuno presenze e 25 gol con la maglia azzurra, con un Mondiale in bacheca. Alessandro Altobelli, ex simbolo dell'Inter, interpellato dalla Gazzetta dello Sport ha offerto la sua visione sul Mondiale in corso oltre Oceano, ma al contempo una certa delusione per come stanno andando le cose. A partire dall'assenza dell'Italia stessa: "Ma come diamine fa l'Italia a non giocare un Mondiale esteso a 48 squadre? Un Mondiale in cui ci sono formazioni così, che ai miei tempi avrebbero fatto pochi punti perfino nei loro gironi di qualificazione? Non è una questione di mancanza di rispetto verso nessuno, ma una semplice constatazione. In realtà, però, riconosco che questo pensiero sia sbagliato: l'Italia aveva l'occasione e l'ha persa. È solo e soltanto colpa nostra se non siamo negli Usa, pur avendo avuto uno spazio maggiore per entrare".

Più squadre, meno qualità

"Si nota una qualità generale che si è abbassata, era prevedibile. Diciamo che con così tante squadre esiste il rischio di perdersi per strada qualcosa perché ci sono più nazionali, più partite, più pubblico, più angoli del mondo che vengono giustamente toccati dallo spettacolo, ma anche tante squadre che sembrano lontane dal livello cui siamo abituati e che bisognerebbe aspettarsi da un evento di questo livello. Anche se la sorpresa, poi, la trovi sempre, vedi Capo Verde contro la Spagna. Io, però, ho più negli occhi il povero Curaçao contro la Germania: due squadre di taglia troppo diversa! Ma siamo ancora all'inizio del torneo e mi auguro che le grandi nazionali riescano a elevare lo spettacolo: ad esempio, Brasile e Spagna non hanno fatto impazzire...".

Il numero giusto

"Le 24 dei miei tempi non sarebbero più proponibili, le 48 di oggi sono esagerate e lo dico nel rispetto del mio grande amico Gianni Infantino: per me, da ex calciatore, meglio stare nel mezzo. Ma capisco le ragioni. Il calcio vuole coinvolgere nuovi mercati, nuove nazioni, nuovi tifosi. Però bisogna trovare un equilibrio tra la dimensione globale e la qualità tecnica".

Soluzione... azzurra

"Le grandi nazionali come la nostra, che sono patrimonio del calcio mondiale e quindi di tutti, dovrebbero starci sempre, a prescindere. Non servono corsie preferenziali, ma normali wild card. Negli ultimi anni è toccato a noi stare fuori, ma in futuro potrebbe succedere ad altri e anche in quel caso la competizione perderebbe di fascino. Non sarebbe una soluzione perfetta, ma perché non pensarci?".

Sezione: Rassegna / Data: Mar 16 giugno 2026 alle 09:54
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.