Tanti nomi, pochi fatti. Potremmo racchiudere in queste poche parole l'inizio del calciomercato interista, che poi non si discosta molto da quello di altri club italiani. Tantissime indiscrezioni di trattative magari nate e morte solo nella fantasia di qualche buontempone.

L'ultimo nome venuto a galla e che stuzzica l'immaginazione è quello di Camavinga, che chiude una lista già fin troppo nutrita di calciatori accostati all'Inter e dopo 3 giorni spariti. La partita delle leggende al Bernabeu ha dato vita a un domino di mercato che vedeva Marotta pronto a ingaggiare uno, due o addirittura tre esuberi della Casa Blanca. E pensare che Mourinho ancora non mette piede a Valdebebas...

Solet? Quasi fatto. Palestra? C'è fiducia? Jones? Vuole solo l'Inter. E poi Bremer, Cambiaso, Dodò, Muharemovic, Ndoye, Dibu Martinez, Ruggeri, Provedel, Vlahovic, Ruben Dias, Nico Paz... Ci fermiamo qui per ragioni di tempo e spazio. Magari qualcuno di questi arriverà, magari qualche trattativa concreta c'è effettivamente stata o ci sarà. La certezza è che, finora, è stato un mercato di tante chiacchiere. Troppe.

E attenzione al Mondiale: guai a farsi abbagliare da qualcuno che trova il suo mese d'oro. Idee chiare, avanti senza sbandare. L'Inter vincente si è costruita così.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 16 giugno 2026 alle 00:00
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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