Il match perso dalla Croazia contro il Portogallo nella notte italiana è stato l'ultimo disputato in un Mondiale da Luka Modric. Un'eliminazione amara, soprattutto per il modo in cui è maturata, a seguito di decisione arbitrali che hanno fatto arrabbiare la squadra di Zlatko Dalic: "Meritavamo molto di più - ha detto l'icona dei Vatreni in conferenza stampa -. Alcune cose non sono andate per il verso giusto. Il rigore contro? Se fosse successo a parti invertite, non sarebbe mai stato concesso. All'inizio, quando è stato introdotto il VAR, ho detto che non mi piaceva. È utile per alcune cose, ma lo usano male o in modo selettivo, in base alla grandezza della squadra o altro. Se è un errore al 200%, allora si interviene. Se non lo è, se è in una zona grigia, allora non c'è nulla da fare, non c'è nulla da fare per il VAR perché oggi non era rigore. Vlasic e Renato Veiga si sono trattenuti a vicenda, poi sono caduti a terra. Ecco perché non si può dare un rigore così in una partita come questa. Ecco perché dico che deve essere usato solo se l'errore è al 200%. Se è una situazione in cui si può intervenire in un modo o nell'altro, non c'è nulla da fare. E questo mi dà fastidio e mi fa arrabbiare. E' sempre andata a nostro discapito. Ma andiamo avanti, è inutile lamentarsi. Però cose del genere mi danno fastidio perché condizionano il tuo destino, il tuo umore. Ci sono giovani giocatori che vengono qui e poi succedono cose del genere, e ti senti male. Possiamo essere, comunque, orgogliosi di come abbiamo giocato, di come abbiamo lottato, di come abbiamo rappresentato la Croazia, soprattutto nel secondo tempo. Questa è la Croazia che tutti conoscono, il motivo per cui siamo così rispettati e amati nel mondo. Niente, andiamo avanti. Ora ripartiamo e basta". 

Le lacrime di Kovacic, Perisic, Sucic e gli altri...

"Mateo e Perisic hanno pianto, così come anche gli altri. È un indicatore di quanto la Croazia significhi per noi. Di quanto viviamo per ogni partita, per ogni vittoria. Di quanto siamo felici, di quanto sia appagante essere qui. Quando si perde, soprattutto nelle grandi competizioni, si sta male. È difficile perché sappiamo, siamo consapevoli di quanto la Croazia significhi per noi, di quante persone ci seguano e ci amino. E poi, quando si perde, è dura. Ci sentiamo come se avessimo deluso le persone che fanno il tifo per noi, che ci sostengono. È difficile, non è sempre facile trattenere le emozioni, come si è visto con Mateo, Pero e gli altri". 

Sezione: World Cup 2026 Diary / Data: Ven 03 luglio 2026 alle 17:02 / Fonte: hns.team
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.