SOMMER 6,5 - Fulminato da Akliouche, che trova una traiettoria violenta e precisa, si riscatta due volte nel giro di pochi secondi su Camara che prova a uccellarlo da fuori area prima di sciabola, poi di fioretto. Non sempre perfetto nei rilanci, è al suo posto su tutti i tentativi del Monaco, compreso il destro di Zakaria che si stampa sul palo. DAL 66' DI GENNARO 6,5 - Normale amministrazione, poi il balzo sul colpo di testa di Akliouche che salva il risultato. Bisogna riformulare le gerarchie in porta?
PAVARD 6 - Negli uno contro uno si fa rispettare, ma spesso quando il Monaco attacca in ripartenza dal suo lato ci sono troppi spazi perché lui è mal posizionato. Questo perché prova a supportare la manovra offensiva in aiuto di Luis Henrique, a volte raddoppiato e costretto a liberarsi rapidamente del pallone. Mura inavvertitamente un sinistro di Dimarco destinato alla porta e nella ripresa agisce da ala aggiunta a destra. DAL 66' DUMFRIES 6 - Con la squadra costretta al baricentro basso, lui mette da parte le velleità offensive e si dedica anima e corpo alle chiusure su chi prova a stuzzicarlo nella sua fascia di competenza. Quando serve combattere, l'olandese c'è.
ACERBI 6 - Già prima dell'espulsione di Calhanoglu è stato tra coloro che faticavano di più nei ripiegamenti, ogni volta che il Monaco superava la prima linea di pressing e l'Inter si trovava spaccata. Con l'esperienza e il savoir faire riesce ad arginare alcune folate, facendosi vedere anche in zona offensiva. Le rincorse a ritroso di 40 metri non sono proprio il suo pane quotidiano, decisamente meglio quando ci si abbassa a proteggere l'area. DAL 76' DARMIAN SV.
BASTONI 6,5 - Meno offensivo rispetto all'attitudine, preferisce rimanere nella sua metà campo per far ripartire la manovra in modo pulito o farsi trovare in appoggio di alleggerimento. Dalla sua zona tra Vanderson e Akliouche i francesi crano molto e tappare le falle richiede un extra lavoro che lui poi paga in altre zone del campo. Decisivo in chiusura sul numero 11 che già stava andando a festeggiare la doppietta e utile quando va in anticipo per ribaltare l'azione. DAL 66' DE VRIJ 6,5 - Entra in una situazione in cui il serrate le fila non è una scelta, ma una necessità. E qui come al solito indossa la divisa militare e fa valere i suoi gradi.
LUIS HENRIQUE 6 - Inizia con il piglio giusto, propositivo ed efficace, approfitta del posizionamento rivedibile del Monaco per produrre superiorità numerica a destra e sa destreggiarsi anche negli ultimi 20 metri, tra cross e sponde per i compagni. Con il trascorrere dei minuti però Caio Enrique e Ben Seghir in aiuto gli prendono le misure e il suo gioco diventa più prevedibile, con qualche imprecisione gratuita. Nella ripresa Chivu lo accentra in fase offensiva e lui diventa una scheggia impazzita difficile da leggere per la difesa francese. DAL 76' ZALEWSKI SV.
BARELLA 6,5 - Grande protagonista negli ultimi metri, anche se si divora letteralmente due gol che gridano vendetta. Non esente da qualche imprecisione di troppo, dimostra comunque di essere necessario per gli equilibri ancora precari della squadra, giocando praticamente a tutto campo. Un impegno atletico che, aumentato con i suoi in dieci, gli costa lucidità e lo porta a cestinare qualche possesso che andava gestito meglio. Illuminante il lancio per Lautaro che porta al pareggio. Non riesce a non essere protagonista sempre e comunque. DAL 76' ASLLANI SV.
CALHANOGLU 5,5 - Benino col pallone tra i piedi, meno in fase di interdizione (troppo morbido in occasione del gol di Akliouche). Ma dopo un primo giallo per somma di interventi viene punito oltre misura da un arbitro scadente che riesce a rovinare la partita al 35', estraendo un secondo cartellino per un fallo che non ha commesso. Peccato, perché senza di lui salta anche una parte delle prove tattiche che aveva in mente Chivu per questa gara.
SUCIC 6,5 - Ordinato, calpesta le zolle che gli competono e non fa mai mancare una corsa per ripiegare rapidamente dietro. Ancora un po' timido, è molto attento a rispettare le consegne piuttosto che seguire l'istinto. Fa volare Hradecki per negargli un bel gol da fuori area e dopo l'espulsione di Calhanoglu aumenta i giri del motore. Troppo lento quando si fa anticipare da Vanderson prima di segnare il pareggio, non si fa pregare quando c'è da lavorare il doppio e cresce anche l'apporto di personalità. DAL 66' MKHITARYAN 6 - Mette la sua freschezza a disposizione della squadra, che dedica gran parte del tempo alla protezione del fortino. L'esperienza dell'armeno è un toccasana, soprattutto sui palloni vaganti.
DIMARCO 6 - Nella prima mezz'ora è uno dei grandi protagonisti dalla metà campo in su. Riceve molti palloni sulla corsa, li mette in area, va anche vicino al golazo ma il suo tiro trova Pavard in traiettoria ed è reattivo non appena si recupera il possesso a far ribaltare l'azione. Meno efficiente nella propria metà campo, dove non trova le giuste distanze e rientra a targhe alterne quando il Monaco parte velocemente. DAL 66' CARLOS AUGUSTO - Gli tocca fronteggiare il cappellaio matto Akliouche, ma grazie alla freschezza e alle spiccate doti difensive lo tiene sotto controllo e si toglie lo sfizio anche di qualche ripartenza.
MARTINEZ 6,5 - Gli manca lucidità nelle giocate essenziali. L'agonismo lo accompagna in ogni iniziativa, però con il pallone tra i piedi non sempre esegue in modo pulito, con dribbling falliti e passaggi privi di misura. Quando sembra destinato alla classica prestazione sotto tono, piena zeppa di 'vorrei ma non riesco', riceve in profondità da Barella, manda Kehrer a giocare a blackjack e firma un gran gol. DAL 66' ESPOSITO 6 - Chivu gli chiede di far salire la squadra e lui non se lo fa ripetere. Sovrasta Kehrer fisicamente e porta a casa diversi calci di punizione rinfrancanti.
THURAM 6 - Ancora troppo trotterellante, quando potrebbe accellerare e creare scompensi tra le maglie dei connazionali preferisce frenare e provare la giocata conservativa. Il moto d'orgogloio dopo una serie di interventi fallosi che l'arbitro non gli fischia a favore: da quel momento se la gioca con più cattiveria, anche se i risultati non sono brillanti. Quando i nerazzurri ripartono, il pallone transita sempre dai suoi piedi. DAL 66' BONNY 7 - Agisce soprattutto sull'esterno per dare linee di passaggio ai compagni, appare e scompare all'improvviso e fa un buon lavoro di disimpegno per alleggerire la pressione. Poi all'improvviso ruba palla a Kehrer, lo manda la seconda volta a giocare a blackjack e segna un gol di ronaldiana memoria. C'est si... Bonny.
ALL. CHIVU 7 - Vero, è solo pre-campionato e sarebbe reato esaltarsi per una vittoria in amichevole, per quanto in casa di una squadra ambiziosa e più rodata atleticamente e tatticamente. Però la prestazione della sua Inter, che fa di tutto per aumentare il livello di difficoltà dell'impegno subendo gol subito e rimanendo in 10 al 35', merita una sottolineatura. L'allenatore è bravo a ridisegnare la squadra con l'uomo in meno, poi sceglie i cambi in base alle necessità. Il segnale della scossa è Luis Henrique che si accentra lasciando spazio a destra a Pavard, lì è chiaro che l'uomo in più non potrebbe essere sufficiente al Monaco per portarla a casa. Il resto lo costruiscono le giocate dei suoi ragazzi, perché come dice lui nessun allenatore vince senza avere giocatori bravi. La strada è giusta, soprattutto nella testa.
MONACO: Hradecki 5,5, Vanderson 6,5 (dal 65' Teze 6), Singo 5,5, Kehrer 4,5, Caio Henrique 6 (dal 79' Ouattara sv), Akliouche 7, Zakaria 6 (dal 65' Bamba 6), Camara 6 (dal 79' Magassa sv), Ben Seghir 6 (dal 65' Golovin 6), Biereth 5,5 (dal 79' Embolo sv), Ilenikhena 5,5 (dal 65' Brunner 6). All. Hütter 5,5
ARBITRO: VERNICE 4,5 - Tendenzialmente cerca di far giocare e trattiene l'estrazione dei cartellini gialli, vedendosi costretto con Calhanoglu per due interventi duri nel giro di pochi minuti. Però questo atteggiamento alimenta i contrasti ruvidi che spesso non vengono sanzionati come meriterebbero, scatenando un qual certo malumore. Lautaro lo fa presente e anche lui rimedia un giallo. Molti dubbi per un contatto Kehrer-Thuram in area, per l'arbitro non c'è nulla. Il 'capolavoro' è il secondo giallo a Calhanoglu: evidentemente non è del mestiere. Sordo alle richieste assai sportive di Hutter, che gli chiedeva di ripensarci, va anche ad ammonire Kolarov.
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