Aldo Serena, intervistato da MI-Tomorrow, ha parlato del suo legame particolare con lo stadio di San Siro, la sua casa durante i tanti anni trascorsi con le maglie di Inter e Milan: "La prima volta che ci andai con l’Inter in pullman, quando apparve la sagoma da via Caprilli pensai che ci non avrei mai saputo giocare. All’esordio, in Coppa delle Coppe, feci lo spettatore in campo, talmente ero sorpreso dalla bellezza. Il ricordo più bello resta il debutto in Serie A, in Inter-Lazio, con un gol che nemmeno da bambino avevo osato immaginare».

Un derby ha un sapore diverso a San Siro?

"Il derby di Milano lo fa quello stadio meraviglioso, la cornice di pubblico, il nero che lega due colori: il rosso del fuoco e l’azzurro del cielo. È lo stadio che prende vita, vibra, salta, urla".

La “tua” partita da calciatore e l’esperienza da spettatore?

"Inter-Napoli dell’89, la vittoria dello scudetto da capocannoniere: nel giro di campo mi sono commosso. Poi il 21 giugno 1985, primo concerto italiano del Boss: il presidente Ernesto Pellegrini voleva cedermi alla Juve e mi invitò a cena quella sera, gli chiesi di vederci dopo il concerto. Ho visto un San Siro diverso, che mi ha fatto emozionare. Quarant’anni dopo l’ho rivisto insieme ai miei figlI".

“Aldo Serena, la curva si scatena”: che effetto faceva sentire questo coro?

"Dopo un Mondiale avevo segnato due gol con il Milan davanti a quasi 90 mila persone. Mi hanno fatto questo coro e io ero a disagio, sapevo che il mese dopo sarei tornato all’Inter, ma mi sono goduto il momento e sono rimasto sotto la curva".

E il futuro del Meazza?

"Sono nostalgico, ma il mondo va avanti. Avrei optato per la scelta del Bernabéu: rimodernare mantenendo sede e ossatura".

Sezione: News / Data: Ven 18 settembre 2026 alle 21:39
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.