"Quattro anni di qua e quattro di là, c'è la mia vita dentro perché sono le due squadre a cui rimarrò per sempre più legato. Sarà uno spettacolo, ma è presto per immaginarsi qualcosa di definitivo: questa sfida non deciderà lo scudetto". Così Gigi Di Biagio presenta Roma-Inter in un'intervista a La Gazzetta dello Sport.

"L'Inter ha l'obbligo di vincerlo per la squadra che ha e per la storia degli ultimi anni. La Roma, invece, è li per un percorso di crescita ed è una piacevolissima sorpresa: merita tutto per quello che sta facendo. Ci divertiremo perché sono due squadre frizzanti che cercano sempre di attaccare e vincere, senza troppi tatticismi. L'Inter soffre in difesa? È vero che sta soffrendo un po' dietro, ma è solo questione di concentrazione individuale e del processo di crescita, ma Chivu vuole giustamente conservare la sua identità: non la baratta e questo è apprezzabile. In partite come questa, poi, l'attenzione si alza immediatamente".

Chissà che questa sfida non dia risposte su chi è l'anti-Inter. "Io ho sempre detto che la Roma poteva essere una sorpresa: lo sostenevo l'anno scorso in chiave Champions e lo ribadisco quest'anno per lo scudetto. L'Inter, numericamente e per i cambi che ha, è ancora più avanti, ma Gasp può darle molto fastidio. Bisognerà capire come la Roma reagirà quando dovrà gestire insieme campionato e Champions, questo passaggio sarà decisivo".

Solo elogi, da parte di Di Biagio, per Cristian Chivu "Aveva fatto molto bene già l'anno scorso... E poi l'intelligenza dell'uomo e dell'allenatore la vedi a un chilometro di distanza. Adesso va ad aggredire ancora più alto e cerca di chiudere subito, così può capitare di concedere qualcosa, com'è successo contro l'Udinese. L'Inter deve arrivare gradualmente a regime e a marzo poi tirare le somme: questa squadra deve portare a casa qualcosa di importante tra scudetto e Champions. Diciamo così, l'Inter ha l'obbligo di vincere, la Roma la speranza di riuscirci. E so che in città l'entusiasmo è incredibile".

Dalla porta al centravanti, sarà anche una gara di sfide nelle sfide. "Martinez avrà commesso errori evidenti, ma se credi in un giocatore, in un momento così, lo difendi e lo rafforzi come fa Chivu. Se Svilar è una certezza della Roma, anche Martinez è un portiere interessante e moderno. Con i piedi a Madrid forse ha rischiato troppo, ma non vedo nulla di drammatico. Conta solo la fiducia di tecnico e compagni. Malen o Lautaro? Malen fa quasi reparto da solo, è il sole e tutti gli altri si muovono attorno a lui: Dybala, Soulé, gli esterni, i centrocampisti. Attacca la profondità e negli ultimi trenta metri diventa incredibilmente decisivo. Lautaro, soprattutto con Thuram, fa un mestiere diverso: gira di più, viene incontro, gioca anche lontano dalla porta e poi si butta dentro. Sono decisivi entrambi, qui il livello è altissimo".

Sezione: Copertina / Data: Gio 17 settembre 2026 alle 08:14
Autore: Antonio Di Chiara
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