Prima dell'inizio delle operazioni di voto, Giovanni Malagò, candidato alla presidenza FIGC, ha preso la parola dal palco del Waldorf Cavalieri Astoria di Roma per sostenere la sua candidatura. Nel suo lungo discorso, l'ex numero del CONI ha raccontato tra le altre cose come si è sviluppato il pensiero di prendere le redini della Federcalcio: "Le Leghe mi hanno richiesto: mi sono chiesto il perché, inizialmente ero scettico. La spiegazione che mi sono dato è: per la mia storia, per il mio curriculum. Quando sono venuti da me amici della Lega Calcio Serie A penso abbiano ipotizzato che quello che sono riuscito a fare in certi ambienti si possa ripetere con la FIGC. C’è un però, il però è che, pur non avendo mai l’ansia da prestazione elettorale, io avverto ogni minuto che passa uno spaventoso peso della responsabilità, anche dopo i discorsi che ho ascoltato. Vivo di questo senso di responsabilità da quando sono nato, se è successo ciò che è successo evidentemente bisogna cambiare. Non devo raccontare qui adesso come cambiare, l’ho fatto con le leghe che mi hanno dato fiducia".

Parola chiave: innovare

Malagò ha poi spinto sulla necessità di cambiamento del sistema calcio: "Bisogna innovare, cambiare mentalità. So che non potrei fare ciò che potrebbe fare un giovane di 20 anni, ma io sono molto disponibile e non c’è una barriera che mi impedisca di ragionare su ciò che si deve fare. In parte abbiamo sentito nei discorsi che si vuole rimanere nelle proprie posizioni, qui si è perso tutti insieme e se verrò eletto si vince tutti insieme. Se non si capisce questo non andremo da nessuna parte. Siamo sempre stati imprigionati in queste gabbie. All’atto pratico Gabriele Gravina ha fatto il suo atto di dolore perché non si sono portate avanti le riforme. Poi bisogna farle giuste, perché qualcuno le vede in maniera diversa. Vi supplico, se dovessi essere eletto, mettiamo da parte i nostri personalismi. Siamo riusciti a ottenere sempre l’unanimità nel mio passato perché la gente si è sempre fidata. Hanno visto coraggio, forse incoscienza. Le problematiche sono quelle: impiantistica, sgravi fiscali, calcio femminile e calcio maschile, l’aspetto scommesse. La parola giovani è però ricorrente e la puoi declinare in ogni modo".

Sezione: News / Data: Lun 22 giugno 2026 alle 14:20 / Fonte: TMW
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.