Intervista al Corriere della Sera per Yann Sommer, portiere svizzero in scadenza di contratto con l'Inter che sta per chiudere la sua avventura in nerazzurro. "Che cosa hanno rappresentato queste tre stagioni? Tanto sia a livello umano che sportivo, ho vissuto esperienze fantastiche fuori e dentro lo stadio. San Siro, devo dire, regala emozioni indescrivibili, i tifosi mi hanno accolto con immenso entusiasmo. E Milano è bellissima, con persone fantastiche e una cultura profonda". Sommer racconta di aver festeggiato lo Scudetto "in tranquillità con famiglia e amici, godendomi l’attimo e trovando bello che tante persone abbiano condiviso con me la gioia del titolo che custodirò nel cuore".

Sommer e le differenze tra Inzaghi e Chivu.

"Inzaghi ha portato tanta emozione in campo, ma allo stesso tempo è una persona tranquilla nella quotidianità. Con lui ho imparato a pensare in grande, a mettere passione, a dare tutto per vincere e sono migliorato molto nel gioco con i piedi. Nell’anno con Chivu mi sono trovato subito bene dal punto di vista personale, è molto sereno e sa affrontare le sfide ad alto livello in modo disteso. Tre aggettivi per Chivu? Concentrato sugli obiettivi, professionale e collegiale, nel senso collaborativo".

Sommer e il rapporto con Milano

"Cosa mi ha dato la città? Tanto. È molto vivace, con un’ottima offerta gastronomica e un’atmosfera speciale. Mi ha trasmesso quel fascino tipicamente italiano che ho apprezzato moltissimo, come la gentilezza e la cordialità della gente, e ho visto tanti posti stupendi, la considererò per sempre una parte di me. E poi… è vicina alla Svizzera, mi permette di tornare a casa quando voglio. I luoghi del cuore? «Brera, il Duomo con la Galleria, City Life e ho frequentato il Parco Sempione con la famiglia. Ho scelto di vivere a City Life, è un quartiere giovane, dinamico, moderno. La sicurezza è un tema importante ma anche l’avere accanto il parco per un po’ di svago con i bambini. Ed è ben collegata con l’autostrada".

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 22 giugno 2026 alle 09:36
Autore: Antonio Di Chiara
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