Completamente focalizzato sul suo primo Mondiale con la nazionale croata, Petar Sucic non ha molta voglia di toccare l'argomento Inter nella conferenza stampa andata in scena oggi in vista della sfida contro Panama di mercoledì prossimo: "Abbiamo avuto una stagione di successo, ma ora non parlerei dell'Inter. Ora l'attenzione è rivolta alla mia selezione - ha tagliato corto il centrocampista rispondendo ai giornalisti -. L'adattamento non è stato un problema per me, ho cambiato molte squadre. Bisogna sapersi adattare ai club di livello superiore". 

Il discorso scivola presto sull'attualità, in particolare sulla recente sconfitta subita dalla squadra di Zlatko Dalic, all'esordio, contro l'Inghilterra: "Si può imparare da ogni partita, che rappresenta una grande esperienza. Ma non mi piace concentrarmi sugli aspetti negativi, preferisco correggerli o dimenticarli. Preferisco, invece, parlare di quelli positivi. Abbiamo giocatoun'ottima partita contro l'Inghilterra, a parte quelle pause che si ripetono da giorni. Siamo stati superiori per gran parte del primo tempo, non è facile recuperare il risultato tre volte, ma la cosa positiva è che siamo davvero forti e possiamo giocare alla pari con chiunque".

Sucic, in seguito, parla dell'intesa in campo con Martin Baturina, al quale ha sfornato un assist per il momentaneo pareggio: "Abbiamo giocato insieme in nazionale e nella Dinamo per due anni e mezzo, siamo stati compagni di stanza per tutto questo tempo, conosciamo tutte le abitudini, il nostro comportamento, la nostra preparazione, quindi non ho nemmeno bisogno di guardarlo in campo e so già tutto, così come lui sa tutto di me. Lavoriamo benissimo insieme, l'abbiamo dimostrato".

A proposito della 200esima presenza di Luka Modric con i Vatreni, Sucic ha aggiunto: "È difficile arrivare a quel livello, ed è ancora più difficile rimanerci, quindi immaginate quanto abbia fatto, visto che è rimasto a quel livello per così tanto tempo e ha collezionato 200 presenze".

Infine, Sucic parla delle differenze tra il club e la nazionale: Soprattutto quando giochi all'estero, sei un estraneo. In nazionale stai insieme ai tuoi compagni tutto il giorno; nel club ti alleni e torni a casa. Qui giochiamo a ping-pong, a freccette, facciamo giochi, guardiamo le partite, è così che si costruiscono i rapporti, si crea un legame più forte ed è più facile creare una buona atmosfera rispetto a un club".

Sezione: Copertina / Data: Dom 21 giugno 2026 alle 11:50 / Fonte: hns.team
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.