Prima l'Inter poi il Como. Inizia domani, dalla gara del Penzo contro i nerazzurri, il mini tour de force del Venezia di Davide Nicola. Che in conferenza stampa si avvicina così al match con la squadra di Cristian Chivu: "Sfide complicate come lo sono tutte e come lo saranno tutte da qui alla fine, chi per un motivo e chi per un altro. Io parlo di sfide che ci danno la possibilità di crescere ulteriormente. C'è sempre l'ambizione di essere competitivi e di fare punti, sappiamo che non è facile contro certe realtà. Ma se devo analizzare un processo logico di pensiero penso che a Genova abbiamo avuto i numeri per meritare di vincerla, nella partita dove abbiamo concesso di meno in assoluto. Eppure l'abbiamo persa: questa è la Serie A, l'ho detto ai ragazzi. Di contro non ci si aspettava forse la vittoria contro il Napoli. Due partite, tre punti, bisogna sempre avere l'attenzione al risultato, ma in questo momento è anche sul processo di crescita e credo che l'Inter arrivi a fare il sunto di tutto ciò che serve ad una squadra come la nostra per essere competitivi a certi livelli. Ci siamo preparati con attenzione, abbiamo recuperato, domani vedremo".

Che Venezia si aspetta?

"Una squadra che abbia ambizione, che conosca i propri lavori, ma che dovrà avere umiltà. L'Inter sa fare molte cose e tutte bene, questo non significa che sia ingiocabile. Dobbiamo essere perfetti cercando di fare un altro passetto in avanti, essendo disposti anche a prendere facciate, come dico ai ragazzi, ma cercando la quadratura che ci permetta di competere davvero per il nostro obiettivo".

Possibile vedere contro l'Inter un reparto più di palleggiatori? Il riferimento è a Dagasso, per esempio.

"Sì, sì, il nostro centrocampo è assortito secondo me in maniera importante, per caratteristiche. Bisogna ovviamente partire dal conosciuto. Dagasso è stato impiegato da quando sono arrivato, non ci ho pensato due secondi: è un giovane di prospettiva, che a me piace. È chiaro che il nostro centrocampo dovrà essere sempre formato da certe caratteristiche, da chi sa palleggiare, a chi sa inserirsi e chi sa fare da frangiflutti, pur non rinunciando a giocare. Questa interpretazione del centrocampo potrà essere estremamente qualitativa e più dinamica negli interscambi di posizione in certi momenti, in altri dovrà essere più efficace e fatta più da incursori che possano aggiungersi nell'attacco all'area. In base all'avversario sceglieremo".

Sezione: L'avversario / Data: Mar 27 ottobre 2026 alle 18:03 / Fonte: TMW
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.