Entrando nella 'sala Cile' nell'Inter HQ di Viale della Liberazione, Ivan Zamorano racconta ai microfoni di Inter.it le emozioni provate a San Siro domenica sera, quando si è consumata la storica rimonta dell'Inter sul Milan: "Quarto derby di fila come spettatore, quarta vittoria: vi prometto che proverò a venire a Milano sempre", dice Bam Bam. Che rimane nerazzurro nell'anima: "Il mio feeling con l'Inter inizia nel giorno in cui sono sbarcato a Milano e non si è mai fermato. C'è qualcosa di potente a legarmi ai colori nerazzurri, un qualcosa che è impresso nella storia di questa società. Carattere, grinta, sofferenza per arrivare alla vittoria: questo è lo stile dell’Inter, ma anche la mia storia calcistica".

Le visite a Milano sono sempre motivo di gioia. Per lui e per i tifosi, che da sempre gli riconoscono la dedizione che ha mostrato verso la maglia nerazzurra: "Ogni volta che torno qui è come se non fossi mai andato via. Il calciatore passa, quello che resta è la persona e la gente questo lo riconosce. La connessione che ho con il popolo nerazzurro è meravigliosa".

Guardando la parete sul quale è raffigurato, di spalle, con l’1+8, spiega: "Quel numero resta indelebile, per tutti".

La sua energia è contagiosa, le immagini nel derby sono ancora negli occhi di tutti: "A fine primo tempo avevamo tutti quella sensazione negativa, potevamo essere sotto anche di più di due gol. Poi si è trasformata nella partita perfetta, con un finale felicissimo. Questa squadra non solo gioca bene, ma ha carattere, cuore. Per questo è stato bellissimo. E poi dopo che si vince il derby di Milano la gente va al lavoro più felice. Ai tifosi piace questa squadra perché mette grinta e passione. L'emozione trasmessa nel secondo tempo è stata eccezionale. Ora viene il difficile: mantenere la vetta, continuare il percorso".

Ivan sa che bisogna tenere i piedi per terra, anche se lui era solito volare in aria. Galleggiava, dava frustate di testa, come quella di Stefan de Vrij. O di Lautaro: "Anche lui, come me, non è molto alto, ma è fortissimo di testa. Devo dire che Conte è sicuramente felice per il lavoro degli attaccanti. Io ero generoso e davo tutto per la squadra, ma anche Lukaku, Lautaro e Sanchez, ognuno con le rispettive caratteristiche, stanno dando una grandissima mano".

Ora c'è il Napoli in Coppa Italia, una partita che ricorda a Zamorano le sfide di fine anni '90. Tre vittorie e un pareggio per il cileno contro il Napoli, con tanto di "gol più bello della mia carriera. Lo realizzai di tacco, il 28 febbraio '98. Ricordo il cross perfetto di Moriero dalla destra e il mio colpo di tacco. Un gol incredibile, per niente nelle mie corde: io ero molto più forte di testa che di piede, mi tuffavo anche sui palloni bassi. Ma quello fu un colpo totalmente inaspettato. Sarà una sfida tosta quella con il Napoli, perché c’è una finale da conquistare e questa finale si giocherebbe contro Juventus o Milan. Sarebbe importante riuscire ad arrivarci".

VIDEO - DAL BARATRO AL TRIONFO, IL MERAVIGLIOSO DERBY DI TRAMONTANA

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 11 febbraio 2020 alle 12:18
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.