"Se mi vogliono, sì". Sbucato all'improvviso, dal nulla, al CONI per ottenere l'idoneità sportiva come da prassi, Benjamin Pavard ha risposto così ai tifosi che gli chiedevano se sarebbe rimasto all'Inter. Una timida presa di posizione che scarica ogni responsabilità al club o a chissà chi, che segue di un giorno il post della moglie Kleofina Pnishi, in cui lei lo ha etichettato, con una buona dose di paraculismo, 'Benji l'interista'. Un appellativo che nell'estate 2023 aveva mandato in estasi i tifosi interisti ma che oggi suona desueto, fuori luogo, alquanto strategico.

Rapporti incrinati

La situazione di Pavard è nota: via dall'Inter lo scorso 31 agosto, sostituito con successo da Manuel Akanji in rosa e rispedito al mittente dopo una stagione deludente al Marsiglia, che ha scelto di non riscattarlo. Le motivazioni per cui la dirigenza nerazzurra ha deciso di salutarlo in fretta e furia, oltre alla ghiotta opportunità di ingaggiare lo svizzero dal Manchester City, sono note un po' a tutti. Il comportamento del difensore non è piaciuto nello spogliatoio, il suo finale di stagione nel 2025, quello in cui i nerazzurri dal sogno Triplete sono rimasti a mani vuote, con l'appendice da desaparecido al Mondiale per Club, hanno incrinato pesantemente i rapporti con alcuni calciatori. Le ormai note parole di Lautaro Martinez dopo la sconfitta con la Fluminense, verosimilmente, erano rivolte soprattutto a lui, reduce da quella incauta foto assieme a Theo Hernandez, non certo un volto gradito ad Appiano Gentile, dopo una partita di padel (da infortunato). Insomma, materiale per alimentare rancore nei suoi confronti e per velocizzare una sua uscita dallo spogliatoio ce n'era in abbondanza.

Non conviene a prescindere

C'è da dire che spesso nel calcio come nella vita, se c'è la volontà di farlo si riesce a ricucire anche i rapporti più deragliati rimettendoli sul binario giusto. E non è escluso a priori che con Pavard possa andare così, anche perché da parte sua sembra ci sia una forte apertura a cospargersi il capo di cenere pur di tornare. Però da Viale della Liberazione continuano ad arrivare segnali contrari a questo potenziale epilogo, e la motivazione non va ricercata solo nelle profonde incomprensioni interne allo spogliatoio. Oggi il francese pesa a bilancio oltre 12 milioni di euro, tantissimo anche in virtù di uno stipendio da 6,4 milioni lordi, previsto da un contratto fino al 2028. Se anche venisse reintegrato, non risolverebbe il vuoto in difesa lasciato dal saluto a Francesco Acerbi e Stefan de Vrij, perché sarebbe l'ennesimo braccetto che si aggiunge a una batteria già completa. Tatticamente, dunque, non sarebbe una soluzione, anzi. A 12 milioni a bilancio. Non una grande mossa, da questo punto di vista. A questo si aggiunge la necessità per l'Inter di cedere per finanziare altre entrate, soprattutto dietro. La valutazione da 12-15 milioni per un classe '96 con un palmares che farebbe impallidire molti colleghi dovrebbe far gola a molti club, invece tutto per adesso è bloccato e non si scorge l'ombra di un'offerta all'orizzonte ('scomodato' persino Federico Pastorello per trovargli una sistemazione). Pertanto, se anche Pavard facesse pace con tutti e vvenisse riaccolto come il figliuol prodigo, alla dirigenza per mere questioni finanziarie non converrebbe concedergli una seconda opportunità.

Per adesso il difensore tornerà ad allenarsi con l'Inter, sarà presente al raduno e andrà in ritiro con la squadra, ma sa già che gli conviene tenere pronto il trolley sotto il letto perché da un momento all'altro potrebbe salutare nuovamente, stavolta in via definitiva. Indubbiamente uno con la sua personalità, la sua esperienza a certi livelli soprattutto in Europa e le sue indiscutibili qualità farebbe sempre comodo, ma al di là del disguido tattico oggi a Cristian Chivu serve altro e quell'altro è stato già individuato. Una cessione a titolo definitivo di Benji l'interista converrebbe a tutti. E forse anche a lui, per chiudere questo capitolo che dopo l'esaltazione dello Scudetto della seconda stella è rotolato lentamente ma inesorabilmente verso il basso.

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 11 luglio 2026 alle 21:00
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
vedi letture
Fabio Costantino
autore
Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.