Da ieri Anan Khalaili può presentarsi come un nuovo giocatore dell'Inter. L'accordo tra i nerazzurri e l'Union Saint-Gilloise, oltre ad avere impatto sulle casse del club belga e sulla vita dell'esterno classe 2004, è stato salutato come un evento storico in Israele. Sport1 in tal senso sostiene che non si tratta di un semplice trasferimento di un giocatore israeliano in un campionato importante, ma di un'operazione folle e del tutto anomala per il panorama sportivo israeliano.
Evento storico
Nel corso degli anni, ci sono stati talentuosi giocatori israeliani affermarsi all'estero. Eyal Berkovic ha giocato nella Premier League inglese in squadre di metà classifica, regalando molti momenti magici, e Yossi Benayoun è stato un eccellente giocatore di supporto in grandi club che spesso attraversavano stagioni difficili dal punto di vista finanziario. Tuttavia, Anan Khalaili arriva ai campioni d'Italia in carica, in un campionato in cui nessun giocatore israeliano è riuscito a distinguersi in modo eccezionale in club di alto livello, con tutto il rispetto per Tal Benin che ha giocato nel Brescia. Khalaili sta ora facendo ciò che Dor Peretz e soprattutto Eran Zahavi non sono riusciti a fare in Italia, mentre anche Manor Solomon non è riuscito ancora a lasciare un segno significativo in questo campionato. Questo non è solo il trasferimento più costoso nella storia del calcio israeliano, ma anche il più prestigioso, con Khalaili destinato a essere un titolare inamovibile dei nerazzurri. Il suo inserimento tattico nella nuova squadra sembra ideale. L'Inter gioca con un classico 3-5-2, modulo che si adatta perfettamente alla sua stazza e alle sue capacità sulla fascia destra. Arriva a San Siro come sostituto diretto dell'ottimo Denzel Dumfries, recentemente ceduto al Real Madrid, il che apre la strada all'israeliano per un posto da titolare immediato nella formazione campione d'Italia.
Rapporto conflittuale con la Nazionale
Sebbene ora sia ai vertici del calcio europeo, la carriera di Khalaili nella nazionale israeliana è sempre stata caratterizzata da una profonda sottovalutazione. Sembra che, nonostante il suo talento, non abbia ancora ricevuto il riconoscimento che merita dai suoi allenatori nelle varie Nazionali israeliane. Il primo ricordo doloroso a questo proposito risale allo storico torneo Mondialito. In quell'estate da sogno per la Nazionale giovanile, l'allenatore Ofir Haim non lo impiegò a dovere come titolare, non schierandolo dal primo minuto in tre delle sette partite, e a lui vennero preferiti per gran parte del torneo Thai Abed e Omar Senior. Questa strana tendenza è continuata nella storica campagna della squadra giovanile sotto la guida dell'allenatore Guy Luzon, che decise di non schierare titolare Khalaili in nessuna delle partite di quel torneo. Come se non bastasse, la situazione non è cambiata nemmeno nella Nazionale maggiore. Il commissario tecnico Ran Ben Shimon ha spesso preferito schierare Dan Biton al posto di Khalaili, una decisione che ha suscitato molte critiche, soprattutto considerando che all'epoca Khalaili era già una delle stelle più grandi e influenti del campionato belga. I suoi successi in nazionale, quindi, hanno lasciato un senso di incompiutezza, come se i selezionatori avessero difficoltà a comprendere il talento a loro disposizione e ad affidargli le redini per guidare il calcio israeliano verso il futuro.
La svolta
Per apprezzare l'incredibile percorso di Khalaili, dobbiamo tornare al suo inizio nella prima squadra del Maccabi Haifa, dopo aver concluso la sua carriera nelle giovanili del club. Solo pochi anni fa, la sua realtà era completamente diversa. Infatti, Khalaili avrebbe dovuto essere ceduto in prestito dal Maccabi Haifa all'Hapoel Afula o all'Hapoel Tel Aviv, ma le sue prestazioni ai Mondiali cambiarono completamente i piani dei Verdi. Ed è qui che entra in gioco una delle tappe più importanti della carriera del giocatore. La partenza dell'allenatore Barak Bachar per la Stella Rossa di Belgrado e la nomina di Masai Dago come allenatore della prima squadra, stravolsero completamente i suoi piani. Dago, che in precedenza aveva allenato Khalaili nelle giovanili, sapeva esattamente che talento aveva tra le mani. È difficile dire se Barak Bachar gli avrebbe dato la stessa opportunità. È molto probabile che, se Bachar fosse rimasto al club, avrebbe preteso l'ingaggio di un giocatore straniero o più esperto come sostituto di Omar Atzili, che lasciò la squadra quell'estate. In tal caso, Anan Khalaili forse non avrebbe ricevuto l'opportunità e il riconoscimento che gli sono stati offerti da Dago. Il suo primo gol in prima squadra arrivò nelle qualificazioni di Champions League, nella trasferta contro l'Hamron Spartans e dieci giorni dopo contro il Beitar Gerusalemme nella 'Champion of Champions'. La giovane stella si distinse nella campagna della squadra in Europa League e poi in Conference League dopo la retrocessione, dove segnò anche un gol straordinario contro la Fiorentina. In campionato, dopo la partenza di Charon Cherry e l'assenza di molti giocatori per infortunio, il diamante si caricò sulle spalle i Verdi nella lotta per il titolo, ma non potè farcela da solo. Lo stesso Khalaili non ha dimenticato il supporto ricevuto e ha spesso sottolineato quanto Masai Dago lo avesse aiutato e migliorato durante la stagione 2023/24, trascorsa insieme. Sotto la guida di Dago, Khalaili ha anche compiuto un importante cambio di ruolo che gli ha permesso di massimizzare il suo potenziale, trasformandosi da esterno offensivo a terzino in un modulo 5-3-2. Questo gli ha permesso di ottenere ottime prestazioni nelle competizioni europee con il Maccabi Haifa, una grande visibilità e il suo acquisto da parte dell'Union Saint-Gilloise due anni fa e ora dell'Inter.
Il salto in Belgio
Dopo un'ottima stagione in maglia verde, il passaggio al campionato belga, al Saint-Gilloise, è stato un passo cruciale, gestito con grande maestria. Khalaili, con grande pazienza e con l'aiuto del suo agente Boaz Goren e di suo padre Majdi Khalaili, ha saputo costruire la sua carriera in modo intelligente, equilibrato e graduale. La scelta del Saint-Gilloise, all'epoca un progetto giovane e in crescita, è sembrata a gran parte del calcio israeliano una scommessa su un club non ancora affermato, ma i risultati hanno dimostrato che si trattava di una mossa vincente. Tuttavia, è importante sottolineare che il suo inizio in Belgio non è stato privo di difficoltà. Nelle prime fasi della stagione, ha dovuto fare i conti con un fastidioso infortunio ed è stato impiegato principalmente come riserva. Solo alla 17ª giornata ha iniziato a indossare regolarmente la maglia da titolare, diventando un giocatore fondamentale. Da lì, la sua ascesa al successo è stata semplicemente fulminea. I suoi due anni al club belga sono stati a dir poco da sogno, culminati con la storica vittoria del campionato nella sua prima stagione. Khalaili ha offerto prestazioni eccellenti in Champions League, incluse grandi partite contro il suo futuro acquirente, che lo aveva attentamente osservato ed era rimasto impressionato. Khalaili non aveva fretta di fare un ulteriore salto di qualità dopo un solo anno, ma ha completato una seconda stagione fondamentale per affermarsi e crescere ulteriormente, durante la quale ha segnato complessivamente 8 gol e fornito 11 assist. Queste prestazioni sul grande palcoscenico europeo gli sono valse le numerose offerte ricevute quest'estate. Squadre come Como, Napoli, Borussia Dortmund e diverse squadre della Premier League si sono contese le sue prestazioni, ma soprattutto si è distinta l'offerta dell'Inter, che ha vinto la corsa e si è assicurata il talento israeliano.
Etica del lavoro
Dietro lo straordinario successo di Khalaili si cela un'instancabile macchina del lavoro. Una delle chiavi principali della sua carriera è la sua capacità di lavorare e la sua etica del lavoro, insolita e rara nel nostro panorama. Gran parte del merito va a suo padre, Majdi Khalaili, insegnante di educazione fisica e preparatore atletico di professione. Il padre, con la sua dedizione, ha lavorato fin da giovanissimo con Anan e con il fratello minore Iyad, curandone la preparazione fisica e migliorando le capacità atletiche ai massimi livelli, sviluppando al contempo una massa muscolare di qualità. È stato proprio questo lavoro precoce a permettergli di emergere in anticipo nel Maccabi Haifa, con un trasferimento diretto dalle giovanili, di affermarsi quasi immediatamente nel campionato belga, di attirare l'attenzione degli osservatori dei principali club europei e, infine, di firmare con la squadra campione d'Italia. Anan Khalaili è un giocatore eccezionalmente veloce, un atleta forte e molto fisico, che ha migliorato significativamente anche il suo gioco difensivo da quando si è trasferito in Belgio. Le sue statistiche in questa stagione sono incredibili e non lasciano dubbi sulla sua bravura. L'israeliano ha registrato 6 gol e 5 assist in tutte le competizioni, insieme a 0,7 passaggi chiave, 1,02 minacce, 2,54 dribbling con una percentuale di successo del 52%, oltre a 2,59 contrasti con una percentuale di successo del 61% e complessivamente 5,57 scontri difensivi con una percentuale di successo del 59%. Ha migliorato ognuna di queste e altre statistiche avanzate rispetto alla sua prima stagione in Belgio, e non solo, ma le ha migliorate in modo significativo, diventando un giocatore completo a tutti gli effetti. Il passaggio allo stile di gioco italiano, soprattutto in un top club stressante ed esigente come l'Inter, richiede un rapido adattamento mentale e professionale.
Adattamento
Sul piano professionale, Khalaili, arrivato per una cifra considerevole per gli standard del calcio italiano, è destinato a diventare un giocatore chiave dopo la cessione del Dumfries e la partenza del suo sostituto, il veterano Matteo Darmian, e per questo dovrà anche adattarsi professionalmente. Prendere decisioni in spazi ristretti sarà più difficile per l'israeliano rispetto ai campionati in cui ha giocato finora. Le squadre del campionato italiano difendono in modo molto organizzato e gli spazi di manovra nella metà campo avversaria sono notevolmente limitati. Khalaili dovrà imparare a liberarsi del pallone più velocemente, evitare di dribblare eccessivamente in zone pericolose e migliorare il suo gioco di passaggi di prima. Cristian Chivu è un allenatore che esige un'esecuzione precisa degli schemi di gioco. Comprendere il gioco, anticipare le mosse dell'avversario e muoversi costantemente senza palla saranno le chiavi principali per permettergli di giocare minuti importanti. Khalaili possiede le doti fisiche e il talento di base per competere a questo livello. La sua vera prova sarà la capacità di apprendere rapidamente, di recepire le critiche dei professionisti e di adattare il suo livello a quello della macchina ben oliata dei campioni d'Italia.
Paragone pesante
Le sue numerose qualità hanno portato molti professionisti, così come i tifosi di tutto il continente, a paragonarlo alla stella mondiale Achraf Hakimi del Marocco, che gioca nella stessa posizione e ha uno stile di gioco e doti atletiche simili. Hakimi stesso è diventato una superstar quando giocava nell'Inter, prima di essere ceduto al Paris Saint-Germain per una cifra astronomica, vicina ai 70 milioni di euro. Anan Khalaili ora occupa questo prestigioso posto, con uno stile di gioco che gli si addice perfettamente e un bagaglio professionale di altissimo livello. Non resta che vedere come questo diamante, che ha iniziato il suo percorso nelle giovanili del Maccabi Haifa e ha calcato i campi della Premier League poco più di due anni fa, conquisterà il prato di San Siro e diventerà uno dei più grandi ambasciatori dello sport israeliano di sempre
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