L'Inter torna a San Siro per affrontare il Napoli nel primo scontro diretto della nuova stagione. Cristian Chivu incontra i giornalisti nella sala stampa di Appiano Gentile per presentare questa importante sfida che da da prolofo a quella di martedì prossimo a Madrid contro il Real. Con lui presente anche Dario Baccin che ha preso il posto di Piero Ausilio in settimana. Segui in diretta testuale le parole del tecnico nerazzurro qui su FcInterNews.it.
Dopo due vittorie in due partite arriva un avversario difficile: come sta la squadra?
"Fiduciosa, ha lavorato bene, abbiamo avuto un buon inizio di campionato dove abbiamo cercato di mettere in mostra le nostre caratteristiche e quello che vogliamo fare consapevoli che la condizione non è ancora al massimo ma strada facendo stiamo recuperando. Conosciamo l'importanza di questa partita, il Napoli è arrivata seconda e due anni fa ha vinto il campionato, sappiamo quanto è forte ma dobbiamo essere all'altezza e onorare al meglio la partita".
Cosa ha detto ad Ausilio prima che andasse via?
"Prima del professionista è un amico, ho avuto l'onore di condividere tanti anni all'Inter con lui, e anche dei trofei vinti insieme, io anche da calciatore e poi da allenatore. E' una delle poche eccezioni nel mondo del calcio, 28 anni in una società non le fanno tutti e ha raggiunto traguardi importanti. Bisogna solo ringraziarlo per quanto fatto in tutti questi anni. Per noi ieri è stata una giornata emozionante, lo abbiamo salutato, lo abbiamo abbracciato e ringraziato per tutto".
Per i giocatori che sono arrivati, la gestione delle risorse può diventare un fattore?
"Un allenatore deve avere queste carateristiche, se pretendo premurosità da parte del gruppo devo tenere presente quello che rappresenta questa parola. Non è mai semplice accontentare tutti, la bravura è in quello sapendo che purtroppo su 25 giocatori la domenica solo 11 possono essere felici. Ma credo nell'unità del gruppo e nel livello alto che si deve avere nel quotidiano dal lunedì al sabato, fargli capire che l'anno scorso con i 5 cambi chi subentra può essere determinante, e credo di averglielo fatto capire. E' un obbligo nei confronti dei compagni quell'apporto che danno in quei minuti anche se pochi. Siamo tutti sulla stessa barca e non dobbiamo far vedere che siamo arrabbiati o che l'allenatore crea un'ingiustizia. Dobbiamo andare tutti nella stessa direzione e tutti avranno la loro opportunità perché la stagione è lunga".
Allegri lo scorso hanno vi ha battuti in due incontri, il Napoli poi ha cambiato poco, quanto influisce?
"La stima per Allegri è sempre stata alta da parte mia, non mi dimentico di 6 trofei vinti, di due finali Champions fatte, dell'esperienza che ha e poi noi allenatori giovani dobbiamo solo imparare da lui. Che l'anno scorso non abbiamo vinto contro di lui è la realtà, siamo andati avanti, ci siamo rialzati guardando il nostro obiettivo. E' una maratone di 38 partite, alcune si possono perdere, fa male quando si tratta di specifiche partite ma non abbiamo mai perso di vista il grande obiettivo e per fortuna l'abbiamo raggiunto. Non giocano gli allenatori ma le squadre preparate in una carte maniera e sia noi che il Napoli abbiamo l'ambizione giusta per far vedere che vogliamo essere competitivi".
E' mancata un pizzico di velocità difensiva pensando anche a Napoli e Real Madrid?
"Nel calcio la prevenzione è importante, non credo di aver subito tanto contro Monza e Cagliari. Abbiamo saputo leggere determinati momenti, ovvio c'è da lavorare su determinate cose, nelle preventive, avere un pensiero negativo che ti permette di agire prima e prevenire, in quello si può migliorare. Ma abbiamo grandi difensori che sanno risolvere le situazioni da soli e sanno che in alcuni momenti si può anche concedere. La bellezza del calcio è anche questa. Vogliamo essere aggressivi, possiamo sbagliare qualche riaggressione e possiamo mettere in difficoltà la difesa ma non starei a pensare a due ripartenze subite. Chiediamo gol e spettacolo, il calcio è questo, è il mio modo di vederlo e per fortuna è condiviso dai giocatori. A volte subiremo o rischieremo, l'importante è avere energia e coraggio di andare a giocare con sorriso e spensieratezza cercando di essere determinanti e dominanti".
Arrivano gli scontri diretti: è una partita normale o vincerla dà un messaggio anche morale?
"Quali sono gli scontri diretti? Come si valuta quale scontro è diretto? Solo l'ultima classifica o anche la tradizione? Per me sono tanti scontri diretti anche quando si gioca con le ultime in classifica. Le mie lezioni le ho imparate, lo scorso anno ne abbiamo perse due nelle prime tre, per me sono tutte importanti perché siamo consapevoli di quello che siamo e che vogliamo fare. A volte si può perdere ma l'importante è come reagisci. Abbiamo 6 punti in due partite e vogliamo dare continuità non solo in queste due partite ma per quello che abbiamo creato negli ultimi sette anni. Giochiamo contro una squadra forte, rispettiamo il nostro avversario e sappiamo che no sarà facile ma siamo pronti, vorranno riscattare l'ultima sconfitta".
Il Napoli non perde con l'Inter da 5 precedenti, cosa dovrete evitare quest'anno?
"L'anno scorso la partita di Napoli ci ha dato più stimoli e motivazioni nel correggere i nostri errori, le nostre debolezze soprattutto nel gestire l'ingiustizia. Abbiamo fatto un primo tempo meraviglioso, ci siamo arrabbiati per qualcosa che pensavamo no fosse giusto e ci siamo dimenticati di fare alcune cose. Ma ci ha permesso di crescere, dalle sconfitte si può crescere e reagire e lo abbiamo fatto molto bene. Poi abbiamo fatto un filotto di 7-8 partite positive, poi abbiamo perso il derby e fatte 15 senza perdere. Le partite non è mai giusto paragonarle perchè cambia la stagione, il momento, un sacco di cose soprattutto a inizio stagione. Vogliamo essere competitivi e far vedere che la nostra identità è quella giusta ma possiamo fare degli errori pur mantenendo un atteggiamento propositivo nell'essere dominanti e pragmatici".
A che punto sono i giocatori inglesi?
"Ho imparato a non fare piani, ci si pensa in una maniera, ci si preoccupa di quello che non è accaduto nella mia gestione del gruppo in queste due partite. Voi siete curiosi di vedere Spence, Jones e Stones, io penso a Carlos Augusto, Mkhitaryan che sono parte del gruppo e non hanno ancora giocato. Per quello che hanno dato e fatto vedere nel quotidiano meritano la mia attenzione. Stones e Jones stanno bene, li abbiamo visti in campo per qualche tratto, avranno la possibilità di far vedere quanto valgono anche se non c'è bisogno. Sappiamo cosa possono dare e presto lo faranno vedere. Spece sta facendo riatletizzazione e smaltendo il suo problema, quando sarà pronto vedrete anche lui".
Coosa vuoi rivedere e cosa no delle prime due?
"Essere dominanti, propositivi, sbagliare ma non farsi prendere dalla frenesia e da qualche errore, c'è anche l'avversario. Voglio vedere tenacia, disciplina, sforzi mentali. Sempre le solite cose, la squadra ha margini di mglioramento. Non voglio la perfezione ma vedere progressi e qualcosa ho visto. Pretendo di più? Sono sicuro che i giocatori sono consapevoli di quello che possiamo fare".
Ti piace questo nuovo modo di arbitrare, sono aumentati i minuti di gioco effettivo?
"La nostra squadra si allena nel mantenere un ritmo alto subendo poche pause e pensando di giocare sempre e cercando di sorprendere l'avversario, pensando non a un miracolo dal cielo ma a quello che possiamo controllare. Mi piace come piace a tutti, aumentare di 5 minuti il volume del gioco non è poco, bisogna continuare così, le regole sono fatte per questo e si vedono dei miglioramenti. Siamo tutti contenti di giocare di più e dare ritmo al gioco del calcio".
Dopo Cagliari ha parlato di ruggine da togliere per chi ha fatto il Mondiale, ha visto miglioramenti in questi giorni?
"Sono passati 4 giorni da Cagliari, hanno 4 allenamenti in più, bisogna vedere quanta condizione hanno messo. Sicuramente stanno meglio ma a volte è una scusa dell'allenatore che ha paura possano farsi male perché sono importanti e vorremmo averli in campo il prima possibile. Ma non solo loro, tutto il gruppo che sta bene, vogliamo avere scelta e far vedere a loro quanto valgono. Stanno meglio poi si vedrà in partita e saranno all'altezza a prescindere da quanti minuti".
L'anno scorso abbiamo visto un'Inter dominante, e anche nelle prime partite quest'anno: col Napoli userete questo stesso atteggiamento?
"Allegri è bravo e ha esperienza e preparerà diverse situazioni. Noi dobbiamo mantenere la nostra identità, la voglia di essere dominanti, non voglio mai perderla perché è la nostra identità, l'anno scorso qualche errore l'ho fatto e ora spero di avere imparato dai miei errori e di trasmettere alla squadra cosa è necessario per mantenere fiducia e identità".
Pavard lo hai seguito a Marsiglia? Lo hai voluto per il suo riscatto?
"Posso dire cosa ho vissuto con lui, di quello che si dice da altre parti dovete chiedere a De Zerbi. A me interessa che ora è tornato, si è messo a disposizione e ha fatto una preparazione importante. Ha fatto vedere delle qualità, che ha voglia di stare qua e dare il suo contributo".
Akanji domani giocherà?
"Non lo so, ho dei miei dubbi, ho 25 giocatori tutti bravi e le scelte le faccio all'ultimo. Non ho bisogno di 3 giorni per preparare la squadra e far vedere chi è titolare e chi no perché abbiamo una metodologia che ci permette di nascondere. Tutti devono sentirsi importanti e responsabilizzati, è brutto per un giocatore capire da martedì che non giocherà. So che a volte qualcuno non capisce e non gli piace, forse credo un danno mentale nei giocatori ma è un anno che lavoriamo così e continuerò. La formazione ce l'ho in testa ma tutto può cambiare da un giorno all'altro".
FcIN - L'anno scorso su tre competizioni avete fatto sembrare quasi facile la vittoria del campionato e della Coppa Italia. Cosa deve fare Chivu per essere ritenuto il miglior allenatore della A, pensando anche al premio a Fabregas?
"E' una domanda che può dare interpretazioni diverse. Mi congratulo con Cesc, per me è un grande allenatore, ci ha fatto vedere cosa è in grado di fare, il suo lavoro al Como, da dove è partito e dove ha portato il Como. Per me merita questo premio. Io ho delle anomalie caratteriali che non mi permettono di pensare al mio ego, sono fatto così, i miei pensieri vanno ai miei giocatori, vederli felici a fine stagione o sul palco in 5 su 11 più Dimarco miglior giocatore mi rimepie di orgoglio. E non baratto mai un titolo personale per un trofeo".
Che stagione sarà per Esposito fresco di rinnovo e amato dai tifosi?
"Non è il Pio dell'anno scorso, spero in meglio. Ha un anno alle spalle con noi, in cui ha fatto molto, è stato abbastanza? Non lo so ma ha fatto e ha dato il suo contributo ai due trofei. Auguro a lui come tutti gli attaccanti di far vedere chi sono, devono capire quanto sono importanti per la nostra squadra e il nostro gioco e direi che tutto quello che mi aspetto da Pio e dagli altri tre sono miglioramenti che si possono fare".
Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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