Dopo l'ufficialità, arrivano anche le prime dichiarazioni di Juan Cuadrado da tesserato dell'Inter. "Sono molto contento: ringrazio Dio per questa opportunità. Per me è un onore essere qui, in una delle più grandi squadre d'Europa: sono felice" ha detto l'ex juventino a Inter.it direttamente dalla sala trofei della Beneamata, come di consueto durante le presentazioni di nuovi arrivati. 

Sei il quinto colombiano della storia dell’Inter. Tra questi quello che ha collezionato più presenze è Cordoba. Per te è stato un esempio?
"Sì, certamente: siamo molto amici, parliamo spesso. Quando stavo per superare il suo record di partite giocate in Europa da un colombiano scherzavamo insieme, gli dicevo che non sarei mai riuscito a superarlo, ma lui mi ha caricato dicendomi che ce l'avrei potuta fare. Poi sono stato fortunato perché ho giocato tantissime partite: più che un esempio, Ivan è un mio amico, parliamo spesso e sono contento di poter essere qui, accostato a lui".

L’Inter sarà la tua quinta squadra italiana in carriera. Come mai hai scelto di vestire la maglia nerazzurra?
"Avevo tante offerte, l'Italia però è una seconda casa per me. La mia famiglia è molto legata a questo paese, c'era la possibilità di rimanere qui con una grandissima squadra, considerando la storia di questo Club: ho scelto l'Inter perché tutti sappiamo cosa rappresenta a livello mondiale. L'importante è che io e la mia famiglia stiamo bene, abbiamo avuto la possibilità di rimanere in quella che per noi è casa: sicuramente sarà la scelta migliore".

Tecnica, velocità, dribbling, duttilità. Tra tutte le caratteristiche che ti contraddistinguono, quale pensi sia il tuo vero punto di forza?
"L'allegria: cerco sempre di fare ogni cosa con il sorriso sulle labbra. In campo mi piace dimostrarla, penso che sia una delle mie caratteristiche più importanti".

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Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 19 luglio 2023 alle 20:05
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi