Yann Bisseck è uno degli ospiti di spicco della prima giornata del 'Festival dello Sport' di Trento. Nell'auditorium 'Santa Chiara', il difensore dell'Inter risponde alle domande di Filippo Conticello, giornalista della Gazzetta dello Sport, che lo introduce tra gli applausi dei presenti.
Il nostro talk si chiama il 'gigante dell'Inter', ti senti così?
"Io mi sento gigante perché sono alto (ride, ndr). Io sono un gigante molto rilassato".
L'esordio in Bundesliga col Colonia.
"Avevo 16 anni. Ho scoperto di giocare il giorno della partita, il mister non voleva dirmelo prima per non farmi sentire nervoso. Sono andato in campo e ho fatto una gara discreta".
Cosa hai provato in quei momenti? Sembravi un predestinato...
"Quando esordisci così presto, tu pensi che la strada sia facile, di andare al Real nel giro di due anni. Ma la realtà è stata diversa, io sono comunque molto, molto felice di come è andata".
Perché non sei esploso subito?
"Nel calcio devono funzionare tante cose. Non devi avere infortuni, devi essere allenato da uno a cui piaci. C'era sempre qualcosa che non andava bene all'inizio per me, ma io non mi sono mai abbattuto. Alla fine sono arrivato".
Hai mai pensato di mollare?
"Sì, in Portogallo dopo un infortunio di otto mesi. Pensavo che il calcio non fosse per me, ma Dio mi ha dato un'altra chance. Mi hanno aiutato gli amici, la famiglia e anche i compagni di squadra. E' stato più facile grazie a loro".
E' vero che volevi iscriverti alla facoltà di medicina?
"Sì, ma questo è il passato. Penso che non mi iscriverò neanche dopo il ritiro. Come calciatore è importante conoscere il proprio corpo".
La svolta della tua carriera arriva in Danimarca...
"Prima di arrivare lì, non avevo fatto il massimo. Il calcio per me era solo un lavoro, ma serve essere professionisti 24 ore. L'ho capito in Danimarca, ora il mio corpo è al 100% della forma".
Poi arriva l'Inter.
"Era una cosa surreale perché avevo giocato per cinque squadre in tre anni. Non me l'aspettavo questa chiamata da una squadra così grande. Il mio primo pensiero era fare step by step, ma se l'Inter ti chiama c'è poco da fare".
E' vero che hai voluto parlare in prima persona coi dirigenti nerazzurri per capire?
"Sì, perché non ci credevo. Poi ho parlato con tutti e mi hanno trasmesso molta fiducia. E' stato facile accettare".
Tuo papà ti consigliava la Bundesliga.
"Non ha capito come funziona la mia testa. Mio padre è sempre stato cauto in ogni situazione, ma per me a volte serve provare come a Blackjack. A volte vince, a volte perdi. Questa volta ho vinto".
All'inizio hai avuto problemi di ambientamento all'inizio? Hai imparato subito la lingua italiana.
"E' un segnale di rispetto verso quel Paese imparare la lingua, l'italiano mi piace. Non bisogna avere paura, anche ora so che il mio italiano non è perfetto eppure parlo davanti a 400 persone".
Chi ti ha dato lezioni di italiano.
"I miei compagni solo parolacce (ride, ndr)".
Test di italiano: se Chivu ti dice 'sei in gamba' cosa intende?
"Sei capace (dopo l'aiuto del pubblico, ndr)".
Cosa hai rubato dai tuoi compagni di reparto negli anni all'Inter?
"Hai dimenticato Darmian, è la persona che mi ha insegnato di più. E' un giocatore molto intelligente, lui anticipa le cose. Tutti gli altri compagni sono di altissimo livello, sto imparando tanto perché ho appena 25 anni. La strada è quella giusta, anche grazie alla fiducia del mister".
In cosa sei migliorato di più da quando sei all'Inter?
"A livello tattico perché in Danimarca era più un caos. In Italia è come essere in una macchina perfetta, non è semplice da imparare. Ma noi abbiamo fatto abbastanza bene in questi anni. Questo è il modo perfetto per giocare".
Hai avuto Inzaghi e Chivu all'Inter, ci dice le differenze?
"Non sono così differenti. Simone è molto, molto emotivo, viveva la partita con noi. Se avesse potuto, sarebbe entrato in campo con noi. Anche mister Chivu è dentro la partita e gli allenamenti. Con lui il focus è più sulla mentalità. Alla fine, sono entrambi due bravi allenatori, per me è stato un piacere lavorare per loro",
Chivu è riuscito a ricucire la ferita di Monaco.
"Ha fatto un grande lavoro, ha preso la squadra nel momento peggiore. Noi giocatori siamo gli stessi, non so se siamo più offensivi. Siamo più costanti, quello sì".
Il mestiere di difensore ti impone di convivere con l'errore: che rapporto hai con l'errore?
"Non c'è tempo di pensare al passato durante una partita. Nessuno vuole sbagliare, ma capita. Quando sbagliano i difensori, arriva sempre il gol. Bisogna imparare a conviverci. Se fai un errore al minuto 20, ci sono ancora 70 minuti davanti a te. E' meglio avere la mente sgombra".
Le teoria dei 5 secondi?
"Me l'ha insegnata Nielsen, ovvero dare la colpa a qualcos'altro in massimo cinque secondi dopo uno sbaglio".
E all'Inter ci sono errori che ti sono rimasti addosso?
"Sì, uno probabilmente, Penso che tutti lo sappiano".
E' il fallo di mano con la Lazio?
"Sì, sì. L'ho dimenticato perché c'era la finale di Champions e dovevo stare sul pezzo. Mi ha fatto male, ovviamente, perché avevo fatto una buonissima gara personalmente. Non dimentichiamoci che io segnai un gol in quella partita. Mi è spiaciuto per i miei compagni e per i tifosi, però sono momenti che capitano. Dopo quella situazione sono cresciuto, pur non essendo contento che sia successa. Tra dieci anni potrò dire che questo errore mi ha fatto crescere".
Che tipo è Jurgen Klopp?
"Anche al telefono ha un'energia impressionante, oggi si dice 'aura' (ride, ndr). Quando ti parla, ti senti meglio. Come allenatore sa cosa sta facendo, io sono molto fiducioso sul fatto che la Germania possa tornare al suo livello".
Come hai scoperto della convocazione?
"Il giorno della partita con l'Udinese mi ha chiamato ma stavo dormendo. Ora voglio sempre andare in nazionale, questo è stato solo il primo step. Ma prima devo fare i miei compiti qua".
Sei stato capitano dell'Under 21 tedesca.
"Era un mio obiettivo arrivare nella nazionale maggiore, al 100%".
Qualcosa di italiano che porti sempre con te? E di tedesco?
"Penso che, da quando sono arrivato in Italia, sono molto più emotivo. Qui la gente parla con tanta passione, in Germania non è così. A me piace tanto questa cosa, lo porterò sempre con me. In Germania non scherzano sulla disciplina, eh?".
Sei nato in Germania da genitori camerunesi. Cosa rispondi quando ti chiedono di dove sei?
"Sono nato e cresciuto in Germania e mi porto tante cose tedesche con me. Ma io penso anche da dove vengono i miei genitori, loro mi hanno insegnato tante usanze africane. Dico che sono tedesco e camerunese".
Come vivi il presente?
"Come calciatore è diverso perché la gente ti vede in TV. Se sbagli, ci sono 5 milioni di persone che possono prendere il telefono e scrivere anche qualcosa di razzista, senza mostrare la loro faccia. Mi è successo, ma io penso che personalmente non ho spazio nella testa per la stupidità. Il razzismo esiste, probabilmente esisterà sempre, non so perché, ma la vita va così. Con me il 99% della gente si comporta bene. Io ho vissuto anche delle esperienze negative, ma non puoi perdere tempo per l'1% della gente. Non c'è un modo per eliminare il razzismo".
Lilian e Marcus Thuram si sono spesi molto sul tema del razzismo, il calciatore deve scendere in campo per combattere questa piaga?
"E' difficile da dire. Penso che tutti debbano fare la cosa che ritengono più giusta".
Senti la responsabilità di rappresentare una Germania multietnica?
"Non è un problema per me rappresentare una nuova Germania, ma è difficile che tutti la pensino allo stesso modo".
Sei stato vicino a giocare per Camerun, Eto'o ti voleva?
"Sì, mi voleva, ma non ci ho mai pensato. Ho sempre giocato per le giovanili tedesche, nella mia testa c'è sempre stata solo la Germania".
Sei un grande appassionato di NBA: è vero che tifi i 76ers per Embiid? Lui dice 'trust the process'...
"Tifo Philadelphia perché quando ho cominciato a seguirla era una squadra scarsa. Così un giorno potrà dire, quando vincerà, che l'ho sempre tifata. Quanto a Embiid, la sua carriera somiglia alla mia. E' arrivato tardi in NBA, ha avuto infortuni. E poi è forte, forte...".
Avete preso LeBron?
"Vinceremo l'anello".
Hai fatto il modello per un giorno alla 'Milano Fashion Week'.
"No, basta. A volte dobbiamo fare anche delle cose belle anche fuori dal calcio. Ma la moda non è una mia grande passione, comunque".
E' importante avere altre passioni?
"Essere giocatore ti apre tante porte. Dopo il calcio, io voglio fare qualcosa fuori da questo mondo. Voglio fare qualcosa per il Camerun, ad esempio, far fare le scuole ai bambini".
Hai firmato il rinnovo con l'Inter fino al 2031, cosa ti fa stare bene in questa squadra?
"E' molto, molto semplice sentirsi a casa qua Milano. Tutti mi hanno accolto a braccia aperte sin da subito, dai dirigenti ai miei compagni fino ai tifosi, A me piace vivere a Milano perché c'è tutto. Qui si può solo essere felici. Io amo i tifosi, si mangia bene, ci si può divertire fuori dal campo. Non c'era un piano B; volevo rinnovare. Mi hanno trasmesso fiducia e sono orgoglioso di questo. Ora c'è tanto lavoro da fare".
Quanto puoi diventare grande tu e quanto può farlo l'Inter?
"Personalmente, dico che a 25 anni i difensori centrali non possono essere al loro massimo. A 28-29 si arriva al top, al 'prime'. Io sto facendo bene, ma posso sempre migliorare in tante cose. L'Inter è la più forte in Italia, lo dico. E' sempre facile parlare, poi dobbiamo dimostrarlo in campo che siamo i migliori. Vogliamo vincere la Champions, no? (applausi del pubblico, ndr). Posso dire che è così, vogliamo vincere la Champions perché ci siamo andati vicini due volte, ehm una volta... Lasciamo da parte Monaco, pensiamo alla semifinale col Barcellona. Sappiamo che siamo forti, sappiamo che possiamo arrivare in fondo a questa competizione. Spero che avremo un'altra chance".
In cosa vuoi crescere?
"In tutto. Non sono un giocatore perfetto, penso che non ne esista uno così. Devo migliorare in entrambe le fasi, fare più gol ed evitarne di più".
Un modello di difensore a cui ti sei ispirato.
"Io ho sempre voluto essere un attaccante, il mio idolo era Henry, lo amavo. Come difensore mi sono ispirato a Jerome Boateng a Varane, erano il massimo quando avevo 12 anni".
Gli attaccanti più difficili da marcare?
"Quelli che toccano pochi palloni tipo Haaland. Lui non tocca palla per 89' e in tre minuti fa una tripletta. Pensi di essertelo messo in tasca, e invece... Questa è la cosa difficile per un difensore, che se sbagli perdi la partita".
E dei tuoi compagni?
"Abbiamo attaccanti molto, molto forti. Sono tutti difficili da marcare, ma l'allenamento è diverso dalla partita. Dovresti chiedere a un loro avversario".
Se potessi incontrare il te stesso che stava pensando di mollare, cosa gli diresti?
"Devi credere in te stesso, avere fiducia in Dio e che non è solo".
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
Altre notizie - In Primo Piano
Altre notizie
- 09:38 CdS - Inter-Parma, quanti dubbi: la probabile di Chivu contro gli emiliani
- 09:24 CdS - Jones ko, da Sucic a Mkhitaryan tutte le alternative in mano a Chivu
- 09:10 Fabbian: "Umiltà e racconti: non avevo dubbi su Chivu. E dico grazie Inter perché..."
- 08:56 CdS - Inter-Parma, Bisseck si sposta al centro della difesa? Il punto
- 08:42 Iddrissou: "Thuram il modello, ma dopo la tournée anche Pio. Offerte dall'estero? Fa piacere ma..."
- 08:28 GdS - Lautaro, oggi primo allenamento vero: l'idea di Chivu per il Parma
- 08:14 GdS - Spence pronto al debutto: le aspettative rispetto a Dumfries e il lavoro su un aspetto
- 08:00 GdS - Jones fermato da un infortunio, ecco il match del possibile rientro
- 07:31 Il significato delle parole di Sucic. E già si discute il rinnovo con l'Inter
- 00:00 Cosa migliorare oltre ai numeri difensivi? La direzione di Chivu è chiara
- 23:52 Italia Femminile, il ct Soncin: "Mi aspetto una squadra intensa"
- 23:38 Pausa Nazionali indigesta? I dati indicano un fattore in casa Inter
- 23:24 Qui Parma - Gilardino riparte dalla difesa a tre: Drobnic titolare?
- 23:10 Trevisani: "Gasperini-Inter? Rimpianto più grande della sua carriera"
- 22:56 Serie A in campo per la Lega del Filo d’Oro: anche Provedel tra i testimonial
- 22:42 Zanetti: "Palacios-Estudiantes? Vedremo l'evoluzione della situazione"
- 22:28 L'informazione di FcInterNews.it sempre con te: scarica la nostra app
- 22:14 Le notizie principali e tutti gli approfondimenti sul tuo telefono: iscriviti al canale WhatsApp di FcInterNews
- 22:00 L'Associazione Tifosi Fiorentini: "Inaccettabile la modalità dei biglietti per la trasferta contro l'Inter"
- 21:45 Io no spik inglish: per il Parma due leoni hanno alzato bandiera bianca
- 21:31 Nerazzurri, mirino sul quarto poker casalingo consecutivo. Negli ultimi 35 anni...
- 21:16 Lautaro, mirino su un'altra marcatura multipla. L'ultimo a riuscirci fu...
- 21:02 Inter e Parma, i tiri in porta agli antipodi: il dato delle due squadre
- 20:47 Inter-Parma, ultime due sfide con la porta inviolata per i nerazzurri
- 20:33 Fasi offensiva e difensiva: c'è un dato che l'Inter può migliorare
- 20:19 L'analisi di Ballotta: "L'Inter ha dei campioni, per il Parma sarà dura"
- 20:04 Coppa Italia, prende il via la vendita dei biglietti per Inter-Genoa: le modalità
- 19:50 Jeda elogia Pio Esposito: "È intelligente, ma deve restare con i piedi per terra"
- 19:36 Pizzi: "Pio Esposito? Spicca la maturità nel gioco. Vieri è esploso più tardi"
- 19:21 Brocchi: "Bastoni grandissimo difensore, ha sempre reagito. Su Pio Esposito..."
- 19:07 La UEFA ribadisce: "La FIFA ha bisogno di una nuova leadership"
- 18:53 Sneijder: "Punizioni? Io meglio di Pirlo e Mihajlovic"
- 18:39 UFFICIALE - Bologna, c'è la firma dell'ex Inter Darmian: il comunicato
- 18:24 Reel, video, approfondimenti e curiosità sul mondo Inter: segui FcInterNews anche su Tik Tok
- 18:09 Marcolin bacchetta Sucic: "Nell'Inter devi sgomitare per un posto"
- 17:56 I minuti di Jones andranno ridistribuiti: il possibile scenario a centrocampo
- 17:42 C'è voglia di Inter: San Siro verso il sold out per la gara contro il Parma
- 17:28 Casadei e la scelta di lasciare l'Inter per il Chelsea: "In Inghilterra ho perso un po' di tempo"
- 17:13 Mourinho e il caso City: "Preferisco ridere. Chissà se ci sarò quando arriverà la sentenza"
- 16:59 Lo Monaco: "Credevo che il Napoli fosse alla pari con l'Inter"
- 16:45 Presidenza UEFA, Ceferin ha annunciato la sua candidatura
- 16:32 Vieri: "In 5-7 anni club italiani molto competitivi grazie ai nuovi stadi"
- 16:17 Sky - Jones, la possibile data del rientro. Per Inter-Parma è pronto Barella
- 16:02 Il premio AIC di settembre va a Malen: battuti Lautaro, Frattesi e Kvernadze
- 15:48 Ciccarese (Lega Serie A): "Ogni club del nostro campionato ha una storia da raccontare"
- 15:34 Materazzi: "Benitez mi vedeva sotto una cattiva luce perché gli ricordavo Mourinho"
- 15:20 Esposito e Cissé bene in Nazionale. Ma nei club li attende la panchina
- 15:07 Sucic, pazienza e fiducia. Il croato è convinto che otterrà più spazio
- 14:54 Pausa per le Nazionali, l'Inter Women saluta 12 calciatrici
- 14:41 Milani cresce con la U23 e si allena con la prima squadra: in Venezuela osservano
- 14:28 Inter-Parma, - Dopo Almqvist, Gilardino perde un altro titolare
- 14:14 Si ferma JONES prima di un CICLO INFERNALE: i TEMPI di RECUPERO. STANKOVIC e SUCIC tocca a voi!
- 14:01 Mancini rivela: "Quando giocavo nell'Inter ci fu un interesse dell'OM"
- 13:47 eFootball Championship 2027, si parte con un evento... nerazzurro
- 13:34 Curtis Jones out una ventina di giorni: obiettivo Venezia o derby
- 13:20 Mourinho: "Sarà dura, ma l'Inter può vincere il Triplete in questa stagione. Io spero di no..."
- 13:06 Stop Jones: risentimento miofasciale agli adduttori della coscia destra
- 12:51 Inter-Parma, ipotesi formazione e ballottaggi in vista di sabato
- 12:38 'Premio Gentleman Uomo di Sport' alla memoria di Mazzola, Marotta: "Un esempio"
- 12:32 Rinnovo di Carlos Augusto, l'Inter si è data un timing
- 12:25 Zielinski: "Il gol col Verona è per metà di Calhanoglu: che assist"
- 12:11 In Romania sognano il ritorno di Chivu. Ma per un'amichevole
- 12:00 videoGASPERINI esce allo scoperto e merita i COMPLIMENTI. Ma sul periodo NERO all'INTER...
- 11:56 Gomez: "La Roma può competere per lo Scudetto, ma a una condizione"
- 11:42 Luca Casassa nuovo Communications Director di F.C. Internazionale
- 11:29 La Repubblica - Nuovo San Siro, quattro anni per lo stadio. Ma il fronte giudiziario è ancora aperto
- 11:15 Corsera - L'Inter può sfruttare il calendario per allungare
- 11:02 GdS - Le nazionali spremono le milanesi: oltre 2000' in campo. La Roma in campo per metà del tempo
- 10:48 Akanji teme di perdere i titoli vinti al City: "Sarebbe un vero peccato"
- 10:34 Il Giorno - Thuram contro la "sua" Parma: mai sconfitto, sempre a segno. Ma c'è un brutto ricordo


