Al Festival dello Sport di Trento, tra gli interventi più attesi dai tifosi nerazzurri, c'era sicuramente quello di Marco Materazzi, che dal palco ha parlato dell'Inter di oggi e di allora. "L'Inter è la più forte da almeno 4-5 anni, e forse ha anche lasciato un paio di scudetti per strada. L'anno scorso tanti erano dubbiosi su Chivu, io dissi che era positivo avere subito il Mondiale per Club per cancellare la finale di Champions persa dalla testa dei giocatori. Cristian è stato bravo, intelligente, ha avuto empatia, si vede anche dall'abbraccio avuto a fine anno con i calciatori. Abbiamo chiuso con 15 punti di vantaggio sulla seconda nonostante gli scontri diretti persi e questo fa capire quanto siamo forti. Ma bisogna scendere in campo sempre concentrati, andare sotto e recuperare è positivo, è già successo due volte, ma ora speriamo di vincere senza concedere troppo".

Sui suoi successi con l'Inter: "Perdemmo lo scudetto con il 3-1 in casa con la Roma, la festa era già pronta, a casa avevo i bambini che piangevano. Ma poi prima di Siena gli dissi, 'Tranquilli che domani vi porto in giro a festeggiare' e così fu: ai bambini non puoi dire le bugie. Eppure a un certo punto della mia carriera non avrei dovuto continuare all'Inter, il mister aveva fatto altre scelte. Ma io sono testardo, prima del Mondiale giocavo poco, dopo il Mondiale 2006 cambiò tutto. La fortuna mi ha dato l'opportunità di giocare al Mondiale e l'ho colta: l'anno successivo con Mancini andammo d'amore e d'accordo e giocavo anche se acciaccato".

Il Triplete

"Quell'anno sapevo di non essere titolare, avevo parlato con Mourinho, sapevo che il mio ruolo sarebbe stato quello di aiutare la squadra ad ottenere successi importanti. l famoso 5 maggio c'eravamo a soffrire contro la Lazio io, Toldo, Cordoba e Zanetti. E il 5 maggio nella finale di Coppa Italia c'eravamo ancora io, Toldo, Cordoba e Zanetti. Mourinho miglior allenatore insieme a Lippi? Sì. Prima della finale di Champions chiesi a Mourinho com'era il Bayern Monaco, lui mi rispose 'tranquillo vinciamo 2-0 e tu entri'. Ai Mondiali 2006 affrontanno in finale dei marziani ma non sempre vince la più forte".

Su Ronaldo

"Dico sempre che ho giocato con il più forte di sempre, lui dice che lo picchiavo in allenamento ma non può essere: era troppo veloce e non lo prendervo mai. Per me è un idolo e un amico, gli voglio bene. Ricordo ancora quando entrai al Coni per le visite, il giorno dopo il fatidico 6-0 con il Milan, e trovai lui: per poco non svenni".

Sezione: News / Data: Gio 01 ottobre 2026 alle 16:12
Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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Domenico Fabbricini
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E' giornalista pubblicista dal 2003, direttore editoriale e fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e continua a seguire nuovi progetti editoriali a tema sportivo.