"Io credo che tre anni fa ci fu una mancanza di comunicazione tra me e Gabriele Gravina, purtroppo è andata così e mi dispiace. Per me la nazionale è importante, è stato come perdere la donna della vita. Mi dispiace tanto, per tutto ciò che è accaduto. Grazie a Giovanni Malagò ho avuto una seconda possibilità e cercherò di sfruttarla". Così Roberto Mancini, parlando ai cronisti nella conferenza stampa di presentazione come nuovo Commissario Tecnico della Nazionale italiana, è tornato brevemente sulla decisione di lasciare la panchina azzurra per andare ad allenare l'Arabia Saudita.

Obiettivo? Tornare a vincere

"Sono qui per riportare l'Italia dove merita. A prescindere da quello che è successo nel 2023, l'obiettivo è sempre vincere e giocare bene. Sono convinto che i giocatori ci siano e che siano bravi, soprattutto giovani. Vorrei vincere un trofeo importante, magari anche due. Mi piacerebbe costruire un progetto con la Nazionale. E rimanere anche oltre la durata del mio contratto se possibile. Le Under dovrebbero giocare tutte lo stesso modulo, dalla Under 18 in su. Per me già a 18 anni si possono lanciare i giocatori bravi e per questo sarebbe meglio avere un'identità tattica comune"

Mancini sui giovani

Il nuovo ct ha detto poi la sua sui giovani. "Un ragazzo giovane ha bisogno di fiducia. I ragazzi ci sono. Guardate Zaniolo: al primo raduno non aveva mai giocato nemmeno in Serie B. Al suo arrivo era un po' impaurito, ma al secondo era già un altro giocatore. Questo è l'obiettivo, individuare i giocatori migliori e farli crescere".

La rosa a disposizione

"Credo che ci siano giocatori forti e giovani. Troveremo i Bonucci e i Chiellini che faranno da chioccia ai ragazzi. Quando eravamo partiti il 90% dei giornalisti ci davano per spacciati, per loro eravamo la settima in Europa. Qui la storia è simile. Vogliamo diventare una squadra da battere: ora prepareremo all'Europeo e poi penseremo al Mondiale".

Sulla maggioranza di stranieri nel campionato italiano 

"La percentuale di stranieri è la stessa di 5 anni fa. Noi speriamo che giochino più italiani, facendo giocare anche giocatori più giovani. Sarebbe bello anche vedere più italiani che giocano all'estero". 

In attacco hai Retegui, Esposito e Kean: ti senti coperto in quel ruolo?

"Spero che i ragazzi citati facciano gli stessi gol di Ciro Immobile, sarebbe importante. Poi sono giovani, Retegui è più grande di loro; Kean lo conosco bene, l'ho fatto esordire io; può fare il centravanti o l'esterno. Non penso che siamo messi così male". 

Cosa chiede al mondo del calcio? E come pensa di essere accolto?

"L'obiettivo è far rivincere la Nazionale, nel calcio conta questo. Posso solo sperare che giochino più italiani possibile per avere più scelte noi e per far migliorare i ragazzi".

Sezione: Focus / Data: Mer 29 luglio 2026 alle 19:07
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
vedi letture
Christian Liotta
autore
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.