Tanto tuonò che piovve. Andrea Stramaccioni ha salutato l'Inter in silenzio, senza troppe parole (quantomeno esplicite). La cacciata può aver avuto modi e tempi rivedibili, eppure iniziano a trapelare a neanche 48 ore di distanza le prime presunte verità a proposito di quelle che sono state le situazioni più specifiche per l'allenatore romano alla guida dell'Inter. Verità (ribadiamo presunte) decisamente pesanti, riferite oggi da La Gazzetta dello Sport, quotidiano sempre molto informato su questo fronte e che giustamente fa il proprio lavoro con cui racconta le proprie notizie, come fu per l'esclusiva del litigio tra Stramaccioni e Cassano. La firma è quella del collega Luigi Garlando, biografo di Strama proprio con lo stesso allenatore per il libro 'Strama la vita'.

Da analizzare sono diversi punti trattati a proposito dell'esonero di Stramaccioni. Riavvolgiamo il nastro partendo dalla disquisizione su Mateo Kovacic, "scoperto da Stramaccioni seguendo in videocassetta Vrsaljko della Dinamo Zagabria". Da quanto ci risulta, i dirigenti nerazzurri avevano già messo nel mirino Mateo da diverso tempo. Un giovane con queste potenzialità, alla sua età già utilizzato in Champions, era ovviamente conosciuto da tutte le maggiori società europee e non solo. Casiraghi lo sponsorizzava da tempo, Ausilio lo ha anche seguito da vicino. Stramaccioni ha dato l'ok all'operazione, scoprire però è un'altra storia. Come un'altra versione della storia del litigio con Cassano la racconterà probabilmente lo stesso Antonio in futuro: fino ad ora, ha preferito il religioso silenzio. Chi crede che quel giorno il barese abbia sbottato senza ragioni è libero di farlo; chi si chiede come e perché sia uscita quella vicenda, è libero di trarre conclusioni piuttosto elementari.

Capitolo argentini, un evergreen in termini di accuse verso l'Inter e chi compone lo spogliatoio. La storia dei clan va sempre di moda, quando c'è bisogno di giustificare mancate vittorie (fu Ibrahimovic e l'incubo Champions, fino a casi più recenti) si punta il dito contro chi invece la Champions l'ha vinta, da protagonista, completando un Triplete. E qui, di fronte al caso secondo il quale Esteban Cambiasso avrebbe reagito male all'esclusione per la seconda giornata di campionato o Javier Zanetti avrebbe contribuito a creare una frattura, bisogna ragionare su quello che poi è stato l'epilogo della stagione di Stramaccioni, ovvero l'esonero.

Posto che non ci risulta un'intenzione di Cambiasso o di Zanetti di andare contro l'allenatore in determinati casi né di remargli contro, neanche una spaccatura tra i due. La tesi è semplice. Se anche così fosse stato - con una situazione di conseguenza già in via di rottura dalle primissime giornate di campionato - e se poniamo che l'allenatore lo avesse capito, allora perché Stramaccioni ha fatto giocare Cambiasso così tanto? Il Cuchu è stato il quarto uomo più utilizzato, non male per uno spacca spogliatoio. Eppure, la giustificazione infortuni nel suo caso non regge: a centrocampo le scelte non sono mancate per larghi tratti della stagione, un allenatore forte esclude chi secondo lui rema contro. Come non regge neanche il discorso che viene fatto su Ranocchia, presunto colpevole per andare a Coverciano quando non stava bene fisicamente. In realtà, qualcuno dimentica che Ranocchia ha giocato le ultime cinque partite con le infiltrazioni. Più chiaro di così, si muore. Torniamo a Javier Zanetti, che è stato il secondo più utilizzato, invece. Se i due argentini fossero stati così dannosi per l'Inter sin dall'inizio come si dice, allora andavano fatti fuori e non tenuti in campo: anche da questo si misura il polso di un allenatore da Inter. Che tale in questa circostanza non è stato, posto che fosse vera la circostanza stessa che - lo ribadiamo - non ci risulta essere reale.

Seconda tesi: gli argentini avrebbero tramato contro Stramaccioni e lui non sapeva. A questa tesi la risposta viene da sé. Se non ti accorgi in un anno di lavoro di una situazione del genere, non hai le potenzialità per gestire un gruppo come quello dell'Inter. Dunque anche in questo caso, la strada che porta all'esonero è giustificabile. Come nella terza ipotesi, quella ancor più logica. E se Strama avesse saputo tutto questo tramare (ipotetico e non confermato, lo ripetiamo) ma la sua scelta è stata di andare avanti, come a far finta di niente? Perché allora si è recato alla cena al ristorante el Gaucho di Javier Zanetti quando l'evento era privato e non organizzato (quindi con obbligo) dall'Inter? Perché il 4 maggio diceva del capitano "devo dire grazie a Javier, mi è stato vicinissimo. E' il capitano dell'Inter, rispetta le parole del presidente senza metterle in discussione"? Perché schierare continuamente i due giocatori? Buon viso a cattivo gioco, come si suol dire? Non si gestisce così l'Inter, anzi, con rapporti che di conseguenza sarebbero da etichettare come falsi così non si arriva proprio da nessuna parte. Sempre ponendo come condizione la veridicità di queste remate contro che non trovano riscontri. E poi, far uscire a fine maggio cose risalenti a settembre è decisamente troppo comodo.

Come (sempre da parte nostra, sia chiaro) non trovano riscontri neanche le voci di telefonate da parte del presidente Moratti a Cordoba o Zanetti per chiedere consigli sull'allenatore. I professionisti non si perdono in polemiche come giusto che sia, ma chi conosce un briciolo Moratti sa che va per la sua strada. Sempre. Magari ascolta un parere, chiacchiera, sorride e discute. Ma l'ultima cosa che fa è lasciarsi influenzare da qualcuno, specialmente su scelte così importanti. Non arriva quindi né da Zanetti, né da Cordoba, né da Cassano l'influsso sulla decisione di esonerare Stramaccioni. Una scelta del presidente coadiuvata da una parte della società, fatta con valutazioni complessive di quello che era il lavoro di Stramaccioni da gestore del gruppo Inter ancor prima che da allenatore, dove i risultati - condizionati da infortuni e quant'altro - hanno parlato chiaro. Per questo si è arrivati al traguardo con l'esonero e la scelta di Mazzarri in panchina.

Puntare il dito contro gli argentini, Cassano e altre variabili è semplice. Se davvero si sono messi contro, allora vorrà dire che Cambiasso e Zanetti chiuderanno il loro ristorante condiviso, il Botinero, oppure che non andranno più in vacanza insieme in Argentina. Ah, per inciso sta accadendo l'esatto contrario di tutto questo. Sono amici più che mai, come sempre, senza spaccature uscite di settembre magicamente a fine maggio. Chi ha vinto tutto e di più con l'Inter, in questo ambiente, difficilmente farebbe cose come quelle descritte. La strada dell'esonero - per quanto risulta a noi - è stata quindi dettata da altri fattori, leggere le tesi sopra per capire come sia tutto riconducibile sempre a quella via. Stramaccioni potrà non esser stato l'unico colpevole, lo abbiamo detto e ribadito, ma dare una sola verità a cui credere incolpando i bersagli più facili non è sempre giusto. Bersagli che hanno regalato scudetti, Champions, Triplete e tanto altro.

Questa è la situazione secondo le nostre informazioni, ci sono e ci saranno tante verità presunte o meno, ognuno sarà poi libero di pensarla come vuole. Adesso per il bene dell'Inter è tempo di guardare avanti e di lasciarsi alle spalle le scorie. Buona fortuna, mister Mazzarri: dovrà dimostrare anche a Milano, con tanti campioni, che sa come si fa.

Sezione: Esclusive / Data: Dom 26 maggio 2013 alle 17:30
Autore: Fabrizio Romano / Twitter: @FabRomano21
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