"Sappiamo che c'è un problema e quando lo sai lo puoi correggere. Non dobbiamo fare finta che non ci sia. Speriamo di approcciare le gare nella maniera migliore ora che lo abbiamo capito tutti". Parole e musica di Marcus Thuram, non certo il primo che passa dentro lo spogliatoio dell'Inter. L'ennesima conferma del segreto di Pulcinella, per cui non serve tradurre in linguaggio ciò che gli occhi hanno ampiamente appurato. Questa Inter entra in campo deconcentrata, quasi frenata come se prima dovesse prendere le misure mentre gli avversari spingono subito sull'acceleratore. Il derby probabilmente è il manifesto dell'attuale oscurantismo nerazzurro in termini di approccio alla partita. Sapevi benissimo il peso dell'impegno e il valore dell'avversario. Sapevi benissimo che la vittoria contro di lui manca da sette precedenti e sapevi benissimo che in casa del nemico tutti ti avrebbero aspettato al varco… Eppure, tac tac, Milan avanti 2 a 0 dopo 10 minuti di gioco e nerazzurri mai realmente in partita.

Concausa

Chiaro, è uno scivolone doloroso fino a un certo punto perché al di là di un profondo malumore sparso tra i tifosi nerazzurri il danno in classifica è minimo e di tempo per rimettere le cose a posto ce n'è in abbondanza. Non è questo il problema. Ciò che preoccupa è il fatto che questa squadra, in grado di chiudere chiunque nella propria area di rigore per 20 minuti senza soluzione di continuità, abbia la tendenza appurata a non attaccare subito la spina pur sapendo di doverlo fare. In tutta onestà sarebbe troppo facile sostenere che sia banalmente un problema psicologico, perché questa rosa è composta da giocatori che mi hanno viste davvero di ogni. A volte la spiegazione più semplice è anche quella giusta, vale a dire che in questa fase della stagione c'è una concausa di ragioni che porta a siffatte conseguenze.

Testa, tattica e... virus

La componente mentale è lapalissiana, così come la sperimentazione tattica che volontariamente ha alterato equilibri consolidati per portare a un'evoluzione più europeista. A questo si aggiunge il fatto che la rosa corta (incredibile sostenerlo dopo lo scorso mercato) sta spremendo psicofisicamente sempre gli stessi giocatori e siccome la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo, prima del derby un virus inopportuno ha aggiunto benzina al fuoco acceso già da settimane. Un focolaio, piuttosto, che con il recupero di Benjamin Pavard ha leggermente perso forza. Ma se, come ha detto Thuram, confermando il pensiero comune nella squadra, esiste una piena consapevolezza di ciò che non sta funzionando, allora la strada è giusta. Per risolvere un problema il primo passo è ammetterne l'esistenza. Poi, magari, esiste una Tachipirina anche per gli altri virus, non solo quello influenzale. Già stasera, al De Kuip, ci sarà un'altra opportunità per dimostrarlo.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 03 novembre 2026 alle 10:34
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.