Tempismo perfetto quello dell'Inter di Cristian Chivu che con buona pace degli astronomi anticipa deliberatamente di qualche giorno lo sciame di Draconidi che dovrebbe attraversare i cieli dell’emisfero Boreale tra qualche giorno e impone un diluvio di tiri in porta che inondano la Cremonese. Rinfrancati dalla Champions e dal passo ritrovato in Serie A dal post Torino in poi, i nerazzurri contro i vicini grigiorossi si presentano come un fiume in piena e senza fronzoli fanno per quasi tutta la partita ciò che vogliono. È vero, dirà qualcuno, è la Cremonese... che fin qui è alla prima sconfitta, incassa sì dopo 3 pareggi e 2 sole vittorie, ma dopo aver trionfato con Milan e Sassuolo e raccolto un punto per ogni gara con Como, Parma e Verona, queste ultime dirette concorrenti. Una Cremonese in forma che all'alba di ieri era a tre punti dalla vetta insieme alle altre e a pari punti proprio con i nerazzurri. Ipotizzare (o temere) che la squadra di Nicola potesse complicare la vita ai vicecampioni d'Italia non era un pensiero troppo inusuale tra i più, ma al contrario Chivu mette un altro mattoncino della sua Inter e 'va dritto per la sua strada'.
Dove porterà questa strada non si sa ancora, l'importante è percorrerla e continuare a farlo così. Con questa prorompenza, voglia di "lavorare, ridere, scherzare, entrare in campo e fare queste prestazioni" per citare uno dei protagonisti dell'umido pomeriggio del Meazza dove i padroni di casa calano un poker, prendono una rete nel finale che rovina una gara giocata in supremazia totale per ottantacinque minuti e dove il 23 in questione sale in cattedra. Sotto gli occhi della famiglia Barella segna la prima rete stagionale che arriva, come l'anno scorso, in un match con quattro gol all'attivo. E molto più: al di là del gol, Nicolino gioca una gran partita, una delle migliori sicuramente in un avvio in cui non sempre ha brillato. La responsabilità di essere quasi onnipresente alla lunga dà le sue dimostranze lasciando i suoi strascichi, ma dopo il picco in down più grande dell'Allianz è tornato in crescendo la solita mina vagante che infastidisce ogni avversario in maniera inversamente proporzionale alle delizie che regala ai suoi: chiamato a sedere al posto di Calha in cabina di regia, si destreggia con praticità alla ricerca di palla e compagni da servire, talvolta si lascia andare in qualche ghirigoro di troppo senza smentire l'indole a trasmodare ma che snellezza e agilità mentale ha questo ragazzo! E alla fine arriva il gol, ancora su assistenza di Ange-Yoan Bonny (il terzo), che mette la ciliegina su una torta e toglie qualche spillo ad un mantello di gravosità che come spesso accade gli si adagia addosso. Cresce l'Inter cresce Barella, ma anche e soprattutto il contrario, anche in posizione 'atipica' (e chissà che col tempo la parola non perda per strada la 'a').
Il vicecapitano è variabile che influenza il fenomeno è anche e soprattutto certezza. Ma se il centrocampista nato a Cagliari è certezza, Ange-Yoan Bonny è novità ed è proprio ieri sera che il francese si è presentato al pubblico del Meazza (e del Fantacalcio): un gol e tre assist per l'ex Parma, fortemente cercato e voluto da Cristian Chivu, adesso sappiamo perché. I numeri lo fotografano con quanto refertato da un tabellino inequivocabile che però non esprime la partita del ventunenne di Aubervilliers, il ragazzone che alla sua prima da titolare mette le ali ad una squadra che sa fare il lavoro operaio ma si diverte stappando bollicine e facendo rumoreggiare un San Siro che per poco non scuciva le bocche anche alla silenziosa Curva. Classe ed esplosività che fanno quasi commuovere, specie se si pensa che il classe 2003 sarebbe il 'terzo' attaccante, 'sostituto' di Thuram... Che al momento dell'uscita dal campo si è preso una standing ovation e ha lasciato il posto ad un altro compagno di reparto che ancora una volta ha fatto sussultare il cuore dei presenti e che difficilmente resterà tranquillo ad aspettare le briciole. Un lusso che nella San Siro nerazzurra non si vedeva da un po' e che anche solo per questo rende questa Inter serena quindi inevitabilmente bella, con un sorridente (come al solito) sì, ma infortunato Marcus Thuram. Sensazioni che non si vivevano da parecchio, non ce ne vogliano i buon Arna, Correa e Taremi, ma Chivu dalla sua parte ha un attacco che pur contando solo quattro interpreti lascia sembrare quasi tutto 'strabordante'.
Certo, è la prima bella e larga vittoria della stagione, dopo il grande esordio col Torino, ma tant'è: contro la Cremonese, Chivu ha eretto un'altra parete dell'Inter che vorrebbe, chiedendo e ottenendo divertimento, sacrificio, equilibrio. Dove porteranno questi ingredienti lungo il cammino della lunga strada del tecnico romeno non si sa ancora, ma per ora il percorso intrapreso non sembra essere così male. E dopo tanto amaro, critiche, bile e chi ne ha più ne metta, lasciateci assaporare questo barlume di primordiale ma autentica bellezza della pioggia di Draconidi di San Siro.
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