Curioso come il mondo del calcio italiano si mobiliti in massa quando si tratta di Inter. Stavolta il dibattito nazionale riguarda i soldi spesi sul mercato dal club nerazzurro e, nella fattispecie, il gruzzolo riservato al trasferimento (non ancora definito) di Marco Palestra.

Ormai i contorni dell'operazione sono noti: Oaktree, in caso di stretta di mano finale con la proprietà del club bergamasco, sborserebbe circa 50 milioni, bonus più bonus meno. Apriti cielo. "Spesa folle!", il concetto sintetizzato che accompagna spesso e volentieri la notizia. Eppure, quando negli anni passati certe cifre riguardavano altre società, si parlava di "colpo eccezionale" e di "grande voglia di investire". Andando a memoria, non più tardi di qualche sessione di mercato fa, ascoltavamo peana per i vari Koopmeiners, Beukema, Douglas Luiz, Jashari, Buongiorno e compagnia cantante.

Adesso no. Non va più bene. E allora l'Inter spende troppo, la spesa diventa immorale e, addirittura, nociva per un giovane in rampa di lancio, che rischia di bruciarsi sotto il peso del suo cartellino. Tutto, francamente, ridicolo. Dispiace che a questo gioco al massacro partecipino anche alcuni tifosi dell'Inter, evidentemente poco attenti alle dinamiche comunicative del nostro Paese. 

Palestra a un passo? Bene. Ma attenzione: quando si esaurirà l'ondata moralizzatrice per lui, partiranno quelle per Jones, Solet e, chissà, magari pure per Provedel. Perché, voglio dire, è davvero necessario pagare 3 milioni per un secondo portiere? Non basta quello d'albergo?

Sezione: Editoriale / Data: Mar 23 giugno 2026 alle 00:00
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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