Intervistato dal sito Derbyderbyderby.it, Massimo Paganin, ex difensore dell'Inter e oggi commentatore televisivo, ha detto la sua sull'ultima annata dei nerazzurri: “Credo che la stagione dell’Inter sia stata davvero importante. Cristian Chivu ha preso una squadra che arrivava dalla pesante sconfitta in finale di Champions contro il PSG. Il suo compito è stato quello di ricostruire il gruppo dal punto di vista mentale. L’avvio non è stato semplice, anche a causa dello scetticismo generale nei suoi confronti. Devo ammettere che anch’io nutrivo qualche dubbio. Invece si è inserito nell’ambiente ideale e ciò gli ha permesso di lavorare correttamente. Conquistare il doblete non un traguardo semplice e lui l’ha raggiunto. Per quanto riguarda la Champions, è normale commettere qualche errore di inesperienza. Ciò non cambia il giudizio complessivo: l’Inter ha disputato una stagione straordinaria e meritata”.

Poco più di una settimana fa è arrivato il rinnovo di contratto di Cristian Chivu, lei pensa che si possa aprire un ciclo duraturo con lui in panchina?

“Non lo so, dipenderà da lui e dal calcio italiano. In Italia è molto difficile aprire cicli lunghi più di 2 anni. Viene spesso detto che la squadra è arrivata alla fine del suo percorso e che ha bisogno di motivazioni diverse. A mio avviso le motivazioni sono la voglia di continuare a vincere, di entrare nella storia e di lasciare il segno. Credo che Chivu abbia questa ambizione. Penso che continuerà a cercare di alzare l’asticella stagione dopo stagione, ma ovviamente dovrà dimostrarlo sul campo. A mio parere, l’Inter sarà ancora la squadra da battere l’anno prossimo”.

L’Inter ha visto sfumare prima Marco Palestra e poi Nico Paz, due concreti obiettivi per il mercato estivo. Lei crede che la società avrebbe dovuto fare uno sforzo economico maggiore, almeno per uno dei due?

“Sarebbero stati due giocatori che avrebbero dato una grande mano all’Inter. Forse per Nico Paz sarebbe stato più complicato trovargli una giusta collocazione tattica in mezzo al campo, ma i grandi calciatori si adattano in breve tempo. Oltre questo, avrebbe comunque dovuto guadagnarsi il posto da titolare. Giocare nell’Inter è diverso dal giocare nel Como. Parlando di Palestra ho fatto fatica a comprendere la sua scelta. Il Chelsea ha affrontato diverse instabilità tecniche e, nel suo ruolo, dispone di uno dei migliori giocatori al mondo. È vero anche che si è trasferito nel campionato più competitivo del mondo, che gli potrà offrire una maturazione significativa. L’Inter ha perso due profili interessanti ma ultimamente ha sempre dimostrato di saper fare scelte ponderate e sostenibili economicamente. La partenza di Dumfries porta alla necessità di trovare un esterno che possa raccoglierne l’eredità. Si parla di Anan Khalaili dell’Union Saint-Gilloise. In realtà l’Inter dovrà intervenire in vari reparti del campo. Ad esempio bisogna rinforzare la difesa, ma in generale la rosa avrà bisogno di essere rinnovata in alcune zone”.

Secondo lei, l’Inter ha bisogno di ringiovanire la rosa se vuole puntare ad aprire un ciclo? C’è un nome che le piacerebbe particolarmente vedere in rosa?

“Ci sono diversi giovani di questo Mondiale di grandissimo livello ma oggi le società italiane non possono competere economicamente contro le grandi potenze europee. Perciò è necessario orientarsi su profili accessibili ma che permettano di ringiovanire la rosa. I giocatori che arrivano devono essere giovani ma già pronti. Non c’è tempo di aspettarli, a meno che non vengano dal vivaio, come Pio Esposito. Per esempio, Khalaili non è più giovanissimo essendo un 2004, ma resta un esterno affidabile e una soluzione valida per sostituire Denzel Dumfries. Altro tema caldo sarà il centrocampo, fra Mkhitaryan, Frattesi e Sucic. A sinistra è ben coperta con Federico Dimarco e Carlos Augusto. In attacco rimane una squadra molto pericolosa. In difesa ha mantenuto una struttura solida con giocatori come Bastoni, Bisseck e Akanji. Ora servono alcuni innesti mirati, funzionali e sostenibili".

Sezione: News / Data: Mer 01 luglio 2026 alle 14:35
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.