"Sono stanco capo". Nessuno lo direbbe con le stesse motivazioni di John Coffey ne 'Il miglio verde', ma questa frase, diventata oggi un meme, si può perfettamente adattare al tifoso interista. Ieri doveva essere il giorno di Marco Palestra all'Inter. Almeno così è iniziato, tutti gli esperti concordi sulla chiusura nel giro di poche ore. A tanto così dallo 'Here we go'. Invece chi ha scelto di dedicarsi ad altro nel pomeriggio, sognando il 21enne di Buccinasco volare sulla fascia destra nerazzurra, la sera se l'è ritrovato diretto verso Londra. In barba al progetto, in barba ai compagni di Nazionale, in barba al ritorno a casa, in barba alla titolarità garantita: basta un'offerta da oltre 6 milioni di euro e di ognuno dei sopra citati concetti si può serenamente fare un bel sacchetto compostabile e gettarlo senza troppi pensieri. E comunque, come dargli torto...

Ad oggi la situazione è questa: il rilancio del Chelsea ha colpito nel segno, tanti, troppi soldi per rifiutarli. E anche se l'Atalanta sembrava orientata a rispettare la parola data all'Inter (apprezzamento), lato giocatore il dubbio non si è insinuato, ha letteralmente abbattuto un portone blindato. Legittimo, ci mancherebbe, si tratta pur sempre di professionismo che va valorizzato economicamente. E ancora una volta il tifoso interista si ritrova sottratto dalle mani un giocatore che ormai vedeva vestito di nerazzurro. Esattamente quel giocatore che serviva come il pane dopo la voragine lasciata da Denzel Dumfries a destra, la classica priorità da cui non si scappa.

Non si tratta di mettere il carro davanti ai buoi, semplicemente è una inevitabile riflessione dopo gli ultimi accadimenti. Con il senno di poi, forse sarebbe stato più saggio muoversi qualche giorno prima, con la consapevolezza che senza quel rilancio l'Atalanta non avrebbe mai ceduto. Non tutti i piatti cucinati a fuoco lento risultano buoni, se c'è un budget a disposizione va messo e stop perché in Viale della Liberazione erano tutti consapevoli dell'interesse dalla Premier League per l'esterno del 2005. Ma forse l'hanno sottovalutato, forti del sì del giocatore e di tempistiche che, ingenuamente, sembravano ideali per concludere l'affare. Lezione che va imparata a memoria: gli inglesi possono inserirsi in qualsiasi momento e offrire più di te. Colpa di un sistema internazionale drogato a cui nessuno pare voglia porre rimedio. Ma tant'è.

Troppe volte la nostra dirigenza, che ha sempre operato benissimo in situazioni estreme (a Cesare quel che è di Cesare) e aveva decisamente alzato l'asticella con l'Atalanta, si è fatta bruciare al fotofinish appoggiandosi sulla disponibilità del giocatore. Come se gli stessi non fossero volubili soprattutto di fronte al 'grano'. Spiace ribadirlo, ma sul mercato vince chi si muove prima degli altri e non attende lo sconticino, ma chiude rapidamente con il nero su bianco. E ha poco senso lamentarsi con agenti che si rimangiano la parola di fronte a offerte migliori, negli affari funziona così. Piuttosto, si può prendere nota ed evitare di fare ulteriori operazioni con chi cambia direzione all'ultimo momento. Non ci si deve più sorprendere, insomma, ma farsi furbi dopo varie situazioni simili: Bremer aveva detto sì, poi è andato alla Juventus; Lookman aveva detto sì, poi è finito 6 mesi dopo all'Atletico Madrid. E cosa dire di Skriniar e Lukaku, per i quali c'era chi metteva la mano sul fuoco?

L'Inter adesso dovrà trovare un'alternativa a Palestra, la prima scelta, il colpo di mercato designato. E lo sanno tutti che chiunque arriverà sarà un piano B, checché venga 'venduto' come un grande innesto. C'è tanta amarezza in questo momento tra i tifosi interisti, che solo pochi giorni fa si sono visti sbattere la porta in faccia per Curtis Jones (arriverà un altro club a offrire 40 milioni e se lo porterà via, si accettano scommesse) e sono ancora appesi alla flebile speranza di vedersi regalato Nico Paz, soprattutto dopo una delusione inattesa. Palestra è andato dopo settimane di aspettative, good luck. E noi tutti in questo momento ci sentiamo come John Coffey.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 24 giugno 2026 alle 00:00
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.