Due sconfitte consecutive non hanno cancellato la voglia di primeggiare dell'Inter targata Antonio Conte. Anzi. Il primo tempo stellare di Barcellona e le risposte colpo su colpo allo strapotere tecnico della Juventus che ha trovato il gol della vittoria nel finale di gara dopo l'uscita dal terreno di gioco del “magico Alverman” meglio conosciuto come Stefano Sensi (ora nuovamente ai box per un secondo problema muscolare), dicono che la Beneamata mantiene intatte le sue chance per disputare una grande stagione. Dopo la sconfitta con i bianconeri, Conte ha però aggiunto: “Se al termine di due gare giocate bene, abbiamo comunque perso, evidentemente ci sono cose che ancora non vanno e quindi bisogna migliorare lavorando duramente”. Parole che denotano un sano realismo da parte di un tecnico che ha vinto tanto e tanto ancora vincerà e che, cosa fondamentale, sa come si fa.

Conte ha anche sottolineato la voglia di sentirsi dei visionari, capaci con il tempo di rovesciare un pronostico in campionato che al momento vede ancora la Juventus come favorita d'obbligo dopo otto scudetti consecutivi e una rosa arrichitasi ulterioremente, tanto da permettere al bravo Maurizio Sarri di poter pescare dalla panchina comprendosi gli occhi, perché da quelle parti dove peschi, peschi bene.

Dopo sette giornate di campionato l'Inter è seconda ad un punto dalla Juve che ha operato il sorpasso. I nerazzurri hanno due punti in più dell'Atalanta, cinque in più del Napoli, sei in più della Roma, sette punti in più della Lazio, nove in più del Milan ed è sempre musica ricordare il distacco sui rossoneri, dominati nel derby. Non mi pare malissimo il bilancio, seppur parziale. Purtroppo è deficitario, finora, dopo due turni, il cammino in Champions League a causa della bruttissima partita disputata in casa con lo Slavia Praga, terminata in pareggio grazie ad un gol di Barella in pieno recupero. La sconfitta al Camp Nou, nella logica, ma indigesta per come è arrivata, costringe la banda di Antonio Conte a fare almeno quattro punti nella difficilissima doppia sfida con il Borussia Dortmund per continuare a sperare di poter volare agli ottavi di finale.

Purtroppo, come anticipato in apertura, gli infortuni rischiano di condizionare questa parte, fondamentale, di stagione con sette gare in ventuno giorni. Fuori per tre mesi Alexis Sanchez che sia a Genova fino all'espulsione, sia a Barcellona, aveva dimostrato di essere sulla strada giusta per tornare a essere quel giocatore in grado di fare la differenza come solo i grandi campioni di statura internazionale sanno fare. Fuori almeno per un'altra settimana Stefano Sensi che invece pregustava il ritorno domani a Reggio Emilia con il Sassuolo, anche se inizialmente in panchina, per poi essere disponibile a pieno regime mercoledì al Meazza contro il Borussia Dortmund in una gara da vincere a tutti i costi, o quasi. Fuori anche il tuttofare Danilo D'Ambrosio che, giocando sull'infortunio patito all'inizio di Italia-Grecia, ha pagato oltre misura la sua voglia di imporsi in una Nazionale che dovrà disputare l'Europeo. Tre elementi strategici per Antonio Conte non saranno quindi disponibili, chi per più gare, chi per meno, ma la storia si fa complicata. Il tecnico nerazzurro dovrà chiedere gli straordinari a chi è sano, cercando di disegnare il vestito tattico adeguato all'emergenza.

Ma è proprio in questi momenti che si può testare la forza di un gruppo che se è tale non solo a chiacchiere, devrà saper tirare fuori il 101% delle proprie possibilità. Alla compagnia si aggiunge il diciassettenne Sebastiano Esposito, talento purissimo, protagonista nella pre-sesason, che a Conte piace da matti e che per aiutare l'Inter nel momento della difficoltà, non parteciperà all'ambito Mondiale Under 17. Chissà che la congiuntura negativa non serva invece a fare esplodere definitivamente una sicura stella. Intanto domani ci sarà da sudare contro la bestia nera perantonomasia.

Contro il Sassuolo da registrare ben sette sconfitte negli ultimi nove incontri. Un'assurdità che la Beneamata dovrà stoppare. I neroverdi di De Zerbi giocheranno la prima gara in casa dopo la morte del loro grande patron Squinzi e quindi sarà ancora più dura. Ma l'Inter di Antonio Conte non può perdere altri punti. C'è un grattacielo da scalare per tentare, da visionari, di vedere la luce. Vietato piangersi addosso, ma ora più che mai: testa bassa e pedalare.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 19 ottobre 2019 alle 00:00
Autore: Maurizio Pizzoferrato
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