Giriamo indietro le pagine del calendario a poco meno di dodici mesi fa, domenica 14 settembre 2025. Il giorno prima l'Inter aveva perso contro la Juventus rocambolescamente, 4-3 allo Stadium con gol di Adzic nel recupero, dopo essere stata in vantaggio dal 76' all'82'. Sguardo alla classifica: tre partite, tre punti, una vittoria, due sconfitte e tanti dubbi su tutto ciò che riguardava il mondo Inter: dal gruppo, reduce da un finale di stagione precedente traumatico, all'allenatore, Cristian Chivu, esordiente a quel livello dopo la breve esperienza a Parma.

Dodici mesi dopo, oggi, l'Inter e Chivu hanno saputo spazzare via ogni dubbio. Al di là dei due trofei vinti, che ovviamente hanno un peso specifico non indifferente anche nella percezione di quello che è la squadra, tutto quel rumore non c'è più. Certo, c'è "il rumore dei nemici" per citare Mourinho, incontrato pochi giorni fa al Bernabeu, ma quello, entro certi limiti, fa parte del gioco. Il rumore che non c'è più è quello dei dubbi e delle incertezze degli interisti in primis, scrollatosi di dosso giorno dopo giorno, partita dopo partita.

Ecco perché, oggi più che mai, si può dire che Chivu è sulla strada giusta. Nonostante qualche difetto tattico ancora da risolvere, e meno male che è così, visto il momento della stagione in cui siamo, l'ex Parma ha saputo ridare consapevolezza a una squadra che pareva essere in panne. Sul lato umano e mentale l'operazione di rilancio condotta dal tecnico classe 1980 è da top allenatore. Lo prova l'incredibile capacità di reazione dimostrata contro il Napoli prima e a Madrid poi.

Dopo essere partita fortissimo con entrambi, l'Inter è finita sotto due volte su due. Contro il Napoli in modo beffardo, pochi istanti dopo il rigore non concesso per fallo di mano di Lobotka, contro il Real Madrid in modo spietato, pagando a caro prezzo due errori evitabili. Eppure, la stessa squadra e lo stesso gruppo che non più tardi di una stagione fa di fronte alle difficoltà probabilmente avrebbe spento la lampadina, questa volta ha dimostrato di avere una marcia in più.

Con il Napoli anche nel risultato, vincendo in modo convincente un big match e finendo la serata sulla balaustra sotto al primo anello verde, nel segno di un Lautaro più che mai leader e trascinatore. Con il Real Madrid restando in partita, concedendo tanto, forse troppo, ma sempre facendo valere le proprie idee fino al 90', sfiorando il pari e soprattutto dimostrando a se stessa ancor prima che agli altri che anche in Europa si può provare a competere, sensazione avuta per la prima volta forse dopo Inter-PSG del 31 maggio 2025.

Ora Udinese e Roma prima della sosta XL prevista in questa stagione. La prima, rematch dell'unica sconfitta interna delle ultime due stagioni contro una squadra che ha chiuso il campionato sotto il nono posto, lunedì sera. La seconda sabato 19 all'Olimpico, contro quella che sarà, con buone probabilità, la più seria concorrente per lo Scudetto. Al di là del risultato, l'obiettivo per Chivu e i suoi deve essere uno: evitare gli errori banali, l'unico grande problema di questo avvio di stagione dell'Inter, e continuare così. Poi, quando arriveranno le partite dentro o fuori, con il finire dell'inverno, bisognerà sapersi adattare anche agli avversari, cosa che a Madrid non è successa. Adesso, però, vanno messe le fondamenta. E sin qui la struttura sembra solida.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 12 settembre 2026 alle 00:00
Alessandro Savoldi
vedi letture
Alessandro Savoldi
autore
Sin da piccolissimo appassionato di sport a 360°, di calcio in particolare. Dal 2025 segue l'Under23 e la Primavera dell'Inter per FcInterNews.it, sempre con passione, attenzione e cura dei dettagli.