Comincia con una descrizione del suo carattere l'intervista rilasciata da Mattia Mosconi, attaccante dell'Inter Under 23, a Vivo Azzurro TV: "Sono un ragazzo di 19 anni, con tanti difetti e sicuramente tanti pregi - le sue parole -. Per quanto riguarda i difetti, devo dire che devo migliorare molto sull'aspetto caratteriale perché certe volte tendo ad essere molto impulsivo, molto istintivo. Sono un ragazzo a cui piace divertirsi, scherzare con gli altri, essere generoso, aiutare chiunque sia in difficoltà. Sono un ragazzo che fa spogliatoio, mi colloco in questa posizione". 

Da Grosio all'Inter, andata e ritorno. 
"Sono cresciuto in questo paesino della Valtellina, a Grosio. Ho cominciato a giocare all'età di 4 anni, nel campo del Grosio. Poi, dopo tre anni in questa squadretta allenata da mio padre, sono andato a fare un provino a Legnano. Dove ho fatto 29 gol in 5 partite, e da lì sono stato notato da un osservatore sia dell'Inter che del Milan. Ho deciso di sposare il progetto nerazzurro, così sono andato a fare il provino e mi hanno preso. Inizialmente era troppo difficile fare avanti e indietro, e quindi ho preso una decisione coi miei genitori di trasferirmi a Monza, però dopo una settimana non volevo più star lì perché non mi trovavo bene: non ero pronto a questo salto, a questo cambiamento così grosso. Quindi ho deciso di tornare a casa. Tre o quattro giorni a settimana mio padre, mia madre, i miei zii e i miei nonni mi portavano al campo a turno: tutta la famiglia ha contribuito in questo senso. Facevo le mie ore di scuola, poi avevo un permesso per uscire prima; quindi passavo da mia nonna a prendere il cibo che mangiavo in macchina. Arrivavo al campo, mi allenavo due orette, mentre mia mamma mi aspettava oppure mi preparava le robe da studiare. Subito dopo l'allenamento, mi riprendeva, e tornavamo a casa dove appunto cucinava ancora o mia nonna o mio papà, e arrivavo a casa alle 11 di sera. Tutti i giorni la stessa routine". 

La prima convocazione in azzurro.
"La prima convocazione è stata in Under 15, al torneo di Gradisca. Per il primo raduno non ero stato convocato ed ero rimasto un po' male, però non mi sono abbattuto e ho continuato a lavorare duramente per cercare di convincere mister Favo a portarmi nel gruppo. Ci sono riuscito. Indossare la maglia della Nazionale è un onore, nessuno te la regala. Sicuramente me la sono guadagnata, so che devo dare tutto e non abbassare mai l'attenzione e l'intensità perché ci sono tanti ragazzi che vorrebbero indossarla". 

L'Europeo Under 17 vinto da capitano.
"Vincere l'Europeo a Cipro è stata un'emozione grandissima, non capita tutti i giorni di vincere soprattutto da capitano. E' stato un percorso bellissimo, anche fuori dal campo. Per me quell'Europeo l'ha vinto il gruppo".

L'esordio in Serie A.
"E' stata un'emozione fortissima, un orgoglio. Non me l'aspettavo, sinceramente, Devo ringraziare i compagni e mister Chivu che mi hanno sempre sostenuto e dato fiducia in tutto. Mi sono allenato con loro dopo l'Elite Round a Catanzaro, ho fatto 5-6 panchine e poi è arrivato il debutto con la Lazio. Stavo facendo gol ma sfortunatamente la palla non è entrata. Ho avuto anche la fortuna di entrare nella gara col Verona nel giorno della festa scudetto. Ho fatto la sfilata col bus scoperto fino al Duomo".

Gli allenamenti con la prima squadra.
"Mi alleno con grandi campioni, l'Inter è una squadra fortissima che in Europa può competere con chiunque. Il mio idolo è Lautaro Martinez, è da lui che prendo spunto. Cerco di imparare da lui. E' un ottimo capitano che ha sempre la parola giusta per ogni compagno. Cerco di imparare anche da Pio Esposito, può diventare veramente fortissimo perché ha doti tecniche e soprattutto fisiche pazzesche". 

Cosa vuoi dire al Mosconi del futuro?
"Gli direi di continuare a lavorare e a impegnarsi ogni giorno cercando di migliorare. Di non andare mai sopra le righe pensandosi un fenomeno. Serve lavorare a testa bassa per arrivare a certi risultati. Soprattutto voglio cercare di rendere orgogliosi i miei genitori" 

Sezione: Focus / Data: Ven 11 settembre 2026 alle 13:24
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
autore
Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.