Missione: ribadire il concetto dell'ultima volta. Il calcio giocato è un piacere e permette di mettere in standby tutte le paturnie legate al mercato. Che in questo periodo, ammettiamolo, abbondano. Ieri l'Inter ha salutato Perth ottenendo una piacevole vittoria contro la Juventus, ma al di là del risultato quello che conta è constatare il livello di preparazione raggiunto dalla squadra, sia fisico sia tattico. Cristian Chivu giustamente alla fine della partita ha ammesso candidamente di non essere soddisfatto del secondo tempo, in cui i suoi si sono abbassati troppo lasciando campo ai bianconeri, costretti anche a prenderselo per raddrizzare il punteggio. Normale dinamica quando si fronteggia un avversario di valore. Eppure la scontentezza dell'allenatore è un messaggio da prendere positivamente: per lui non va bene 'subire' a livello territoriale con nessuno, compresa una big del calcio italiano e a prescindere dal risultato. La sua idea di dominio del gioco travalica i dettagli più diretti all'occhio dell'appassionato, come il punteggio, la caratura dell'avversario, le proprie condizioni; è un mantra da applicare con costanza a prescindere dal contesto. Dopo tutto l'allenatore guarda con occhio più clinico l'evoluzione di una partita o le prestazioni dei singoli, spesso traendo spunti che stonano rispetto al sentire comune. Esempio diretto: sicuramente il tifoso interista da casa ha apprezzato la prestazione della sua squadra contro la Juventus e non andrà a dormire infastidito dal baricentro mantenuto per larghi tratti del secondo tempo. Chivu no, per queste amichevoli sono un valido metodo per trarre feedback negativi su cui lavorare, anche andandoli a cercare con la lente d'ingrandimento. Va bene, è giusto che sia così.

Da esterni non può che saltare all'occhio il miglioramento del gioco rispetto al recente derby. L'Inter è stata padrona del campo, ha creato occasioni, non ha mai subito la Juventus se non nel finale di gara dopo l'estemporaneo gol di Chico Conceiçao, piovuto dal cielo per un corto circuito difensivo. Ovvio che nel finale la Juve cercasse di salvare l'onore agguantando il pareggio, e che l'Inter, con molte sostituzioni sulla propria pelle, facesse strenuamente opposizione. Luciano Spalletti ha ottimi giocatori a disposizione, di quelli che se vogliono sanno colpirti. E dimostrare di saper soffrire anche in un'amichevole estiva australiana, sempre per l'occhio del tifoso, è un merito più che un demerito. Si cresce sotto tutti i punti di vista, vincendo partite così è anche più gradevole. E non dimentichiamo che ad Appiano Gentile da oggi si ritroveranno a lavorare insieme Lautaro Martinez, Marcus Thuram, Manuel Akanji e il nuovo arrivato John Stones. Mica gente qualsiasi. Insomma, motivi per essere ottimisti, al di là dell'evoluzione del mercato, ce ne sarebbero anche. L'importante è concentrarsi sul rettangolo di gioco più che sulle voci di mercato che attraversano l'etere e arrivano spesso corrotte all'orecchio degli appassionati. Chivu ha chiesto pazienza e di lasciare lavorare i direttori. E chi siamo noi per avanzare certe pretese rispetto a chi ha realmente bisogno di completare il puzzle?

Sezione: Editoriale / Data: Dom 09 agosto 2026 alle 00:00
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.