Cosa vuole davvero l'Inter? Investire su giovani talenti a cifre non folli (ma importanti) o virare su consolidati campioni non di primo pelo e possibilmente a parametro zero? Il dilemma è caldo. Alimentato da un mercato a zig zag, a due settimane dall'inizio del campionato. Dove in mezzo ad un treno di trattative in corso, sempre un po' difficili da concretizzare, sono arrivati un giovanotto di belle speranze come Stankovic e due (ottimi) over 30 come Stones e Provedel. Ma mancano ancora all'appello un mediano di qualità e sostanza, un altro centrale di difesa e il sostituto di Dumfries. Tanta sostanza, non ciliegine sulla torta.

Non manca certo il lavoro per Ausilio ed i suoi collaboratori. Intanto il tempo stringe. Per ora la strategia nerazzurra sembrerebbe più orientata alla ricerca delle occasioni low cost che a scelte dettate da altri parametri. Forse è ancora presto per definire le reali linee guida di Viale della Liberazione, ma una schiarita sulla effettiva direzione del mercato, in un senso o nell'altro, budget incluso, sarebbe altresì auspicabile. In tempi brevi. Anche per permettere a Cristian Chivu di lavorare sul concreto, non su evanescenti speranze. Il nodo da sciogliere è proprio questo. Dopo anni di lavoro 'marottiano' votato all'usato sicuro, vincente e pure economico, sembrava infatti che Oaktree fosse direttamente scesa in campo per dettare una filosofia diversa. Calcistica e finanziaria. Declinata su una squadra di giovani interessanti e potenziali, magari un po' da svezzare. Sulle prime il mercato attuale del voglio ma non posso (non solo dell'Inter) sembrerebbe invece in controtendenza rispetto a 12 mesi fa, quando arrivarono quattro innesti sotto i 25 anni (Bonny, Diouf, Pio Esposito, Henrique) e un centrale (Akanji) 29enne, ma di grande esperienza. Nella scorsa estate la società abbassò l'età media della rosa, che tuttavia (28,4 anni) risulta essere ancora la più 'anziana' della serie A.

Dopo le geniali intuizioni degli anni scorsi del duo Marotta-Ausilio su campioni a basso costo da rigenerare (Acerbi e Mkhitaryan su tutti) e la parentesi della linea verde della passata campagna acquisti, allo stato attuale non si intravvede con nitidezza la direzione intrapresa. In chiave anagrafica e di priorità tecniche. A giorni alterni si susseguono interessamenti prioritari sulla figura del quinto di destra, del centrale di difesa, del centrocampista di costruzione e rottura. Dopo aver ingaggiato due 30enni (Provedel-Stones) il cui valore aggiunto è facilmente ipotizzabile se non garantito, l'Inter oscilla tra idee di grandi investimenti su giovanissimi (Palestra, poi sfumato) ed un orientamento verso buoni giocatori come Diaby (27 anni) o Romero (28), dai cartellini quasi inavvicinabili, che difficilmente porterebbero a future plusvalenze. Vincere subito o guadagnare domani? O entrambe le cose? Il quesito è un po' questo. E forse lo stallo dei giorni nostri, con le mancate cessioni che bloccano il mercato in entrata, riassume una linea strategica che allo stato attuale sembra stare nel mezzo. Se così non sarà, lo scopriremo solo vivendo.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 08 agosto 2026 alle 00:00
Giulio Peroni / Twitter: @peroni_giulio
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Giulio Peroni
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Giornalista e opinionista sportivo. Canali TV Sportitalia e Telelombardia Top Calcio 24. Emittente radiofonica Giornale Radio FM