Quattro vittorie consecutive tra Champions e campionato. Un solo gol incassato nel finale della gara vinta contro il Sassuolo. Le sconfitte con Udinese e Juventus che, legittimamente, avevano fatto scattare più di un interrogativo sull'Inter di Cristian Chivu, sembrano materiale d'archivio. Purtroppo quelle due battute d'arresto, figlie di partite in parte regalate agli avversari e per questo ancora più gravi, pesano ancora sulla classifica, ma la Beneamata pare decisa a risalire la china in fretta. L'Inter sta crescendo e con lei il suo allenatore. La squadra gioca bene, segna molto anche se spreca ancora troppo invece di chiudere in fretta le partite, ma la condizione atletica migliora di gara in gara, i big sono tornati a dettare legge.
Emblematica la resurrezione di Hakan Calhanoglu. Il trentunenne regista turco, che in estate era ad un passo dall'addio, si è ripreso prepotentemente la scena, sfoderando prestazioni in linea con l'annata dello scudetto della doppia stella. Cristian Chivu è stato bravo a non mollare il giocatore, nemmeno nel momento più delicato. Quando ha capito che Calha sarebbe rimasto a Milano, lo ha motivato in maniera importante, contribuendo a fargli tornare il desiderio di lottare indossando la maglia dell'Inter.
Chivu, anche in virtù di un mercato che non poteva permettergli di rivoluzionare concetti di gioco che hanno caratterizzato fortemente l'Inter targata Simone Inzaghi, ha scelto di proseguire su un determinato canovaccio, ma non è vero che la squadra non abbia subito mutazioni. Anche contro lo Slavia Praga, al netto della modestia espressa dalla squadra ceca, l'Inter ha confermato di voler pressare alto e di verticalizzare di più per vie centrali rispetto al recente passato, quando si proponeva una manovra più elaborata che si esaltava con le accelerazioni sugli esterni. “L'importante è avere equilibrio, rimanendo dominati”, continua a dire il tecnico rumeno in conferenza stampa e nelle ultime uscite sembra veramente che la squadra sappia quando attaccare a pieno organico e quando gestire la situazione senza sprecare energie preziose.
Purtroppo contro lo Slavia Praga si è infortunato nel finale di gara Marcus Thuram che, ancora una volta, era stato uno dei migliori insieme al suo compagno di reparto, Lautaro Martinez. L'attaccante francese, vittima di un problema muscolare che non sembra grave, ma nemmeno poca cosa, dovrebbe saltare almeno tre partite. Possibile il rientro nella trasferta di Napoli del prossimo 25 ottobre.
Da questa sera, a San Siro contro la Cremonese, avranno dunque le loro chances Bonny e Pio Esposito. Chi sarà il prescelto? Chivu tiene tutti sulla corda, chi gioca lo viene a sapere solo a poche ore dall'inizio delle gare. Metodo che il tecnico nerazzurro rivendica per far sentire tutti importanti e nessuno indispensabile, anche se lui stesso sa che alcuni elementi non saranno mai uguali ad altri. Ma per Chivu è importante la meritocrazia, è importante l'impegno che si mostra tutti i giorni in allenamento, sapendo comunque di poter contare su una rosa che in Italia e anche in Europa può competere con successo.
Dopo la bella serata di Champions, i tifosi dell'Inter attendono una convincente vittoria questa sera al Meazza contro una Cremonese finora imbattuta e con gli stessi punti in classifica dei nerazzurri. Servirà dunque una partita giocata con la massima concentrazione dalla squadra, a prescindere da chi sarà scelto per scendere in campo dal primo minuto. Poi ci sarà la sosta, prima di due trasferte, quella all'Olimpico contro la Roma e quella in casa dei campioni d'Italia del Napoli, che diranno se veramente l'Inter di Cristian Chivu potrà lottare anche quest'anno per lo scudetto.
E dopo la sosta, sembra che a San Siro possa tornare anche l'incitamento della Curva Nord che avrebbe avuto finalmente il via libera per poter esporre striscioni e bandiere. Una Curva che canta solo per amore dei colori nerazzurri e senza secondi fini, serve all'Inter. Chi ha speculato in maniera criminale sulla passione dei tifosi, è stato processato e sta dove deve stare.
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