Dove è finito il calcio italiano? Le quattro squadre in Champions League hanno tutte perso per la prima volta nella storia della competizione. Risultati diversi ma soprattutto avvenuti in modi differenti. Ma concentriamoci sulla prova dei nerazzurri: se i primi cinque minuti avevano lasciato ben sperare con un approccio ottimo soprattutto nella fase offensiva, quando il Brugge ha iniziato a prendere confidenza nella gestione del pallone, il baricentro dell'Inter si è abbassato e sono arrivate alcune imprecisioni. La disposizione difensiva del Biscione non è stata molto ordinata, registrando per esempio una chiara mancanza di marcature preventive, ripensando semplicemente alla discesa di Forbs che è arrivato fino all'area di rigore contrastato da Calhanoglu. Da lì è nato il rigore del vantaggio ospite. Poi è fisiologico che gli episodi determinano sempre le risultanze di una contesa e, qualora Lautaro avesse segnato quel 2-1, forse la partita avrebbe preso una piega diversa. 
 

L'aspetto sul quale l'Inter deve sensibilmente migliorare è la gestione della predisposizione nella fase difensiva. Quando la difesa è schierata, l'Inter sa difendersi con precisione. Ma non è tutto: non credo sia molto funzionale "giustiziare" i singoli. Gli errori si ripetono e vedono diversi protagonisti dello scacchiere interista, ma quello che manca è una differente gestione delle situazioni difensive specialmente a palla scoperta. Quando Spence sbaglia il passaggio, occorre maggiore rapidità nella chiusura di quello spazio centrale, quel rettilineo autostradale che permette al Brugge di segnare un'altra rete. 
 

Il rapporto tra la fase offensiva e quella difensiva è fondamentale: a partire da sabato contro il Bologna, dovranno vedersi alcuni miglioramenti specialmente in quei tasselli intercambiabili. La Champions League sta mettendo a dura prova le italiane anche perché la velocità di esecuzione è molto intensa. La rapidità unita alla tecnica risulta spesso e volentieri decisiva per far male alle squadre italiane. È accaduto anche a Como, Napoli e meno alla Roma, che ha subito molto dalle palle inattive. Gli errori dei difensori dell'Inter e di Martinez sono anche dettati da un modo di giocare che forse l'Inter non si può permettere in Europa. La situazione a palla scoperta è preoccupante, ma Chivu saprà sicuramente su quali tasselli lavorare. 

Sezione: Editoriale / Data: Ven 16 ottobre 2026 alle 00:00
Niccolò Anfosso
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Niccolò Anfosso
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Giornalista pubblicista nato nel 2000. Laureato con il massimo dei voti in Scienze della comunicazione. Cresciuto a pane, sport e libri. Alla continua ricerca della perfezione