La Gazzetta dello Sport affida a Giuseppe Bergomi l'analisi dopo Inter-Club Brugge, partita persa dai nerazzurri in casa per 4-3 con tante pecche difensive. E si torna a parlare di modulo e caratteristiche degli interpreti. "Nel calcio europeo tutte le squadre hanno minimo due, tre o quattro giocatori veloci, da uno contro uno. E noi no. Quindi dobbiamo sempre trovare altre vie, altri modi, per provare ad andare il più avanti possibile. E l'Inter in questi anni è sempre stata molto brava a sopperire a determinate mancanze proprio attraverso il gioco e l'equilibrio. Ora Chivu vuole alzare la linea di pressione per avere una squadra sempre più alta, così però ti esponi tanto e perdi quell'equilibrio di cui parlavo prima"

Secondo lo Zio, i nerazzurri devono "abbassare le aspettative in Europa, altrimenti gioca sempre con l'ansia. Ha un'età media alta, mentre le altre europee sono mediamente più giovani, corrono tanto e ti vengono a prendere alte, senza paura. L'ha detto anche Chivu dopo il Bruges: se in Europa vai sotto non recuperi. Ed è vero. È un livello diverso. E non penso sia nemmeno corretto dire che in Italia "è troppo più forte delle altre", perché come livello siamo li con il Como, la Roma, il Milan, la Juventus. È sottile la differenza".

Di certo alcuni giocatori sono in difficoltà. Vedi Akanji. "Non mi piace parlare dei singoli - dice ancora Bergomi - Il punto è che l'Inter ha perso due marcatori che non sono stati sostituiti: Acerbi e De Vrij che appunto erano gli unici due marcatori uomo su uomo. In estate ha preso Stones, ma l'inglese non è quel tipo di giocatore".

Stesso discorso, quindi, per Josep Martinez. "In realtà la domanda è un'altra e dovrebbe essere posta a Chivu e al preparatore dei portieri: che richieste avete per lui? Deve stare molto alto perché la linea difensiva sta su e quindi lui deve uscire e rischiare oppure quegli interventi sono una sua iniziativa? Gli errori, gli stessi che l'hanno scorso fece anche Sommer, li vedono tutti ma è difficile dare un giudizio, anche perché questi non devono far dimenticare le cose buone. Proprio contro il Bruges è stato lui che ha fatto ripartire l'azione che ha portato al gol dell'1-1. E altre volte ha fatto parate straordinarie. Chivu è speciale da questo punto di vista perché ha sempre protetto il suo portiere e continuerà sempre a farlo. Un errore non può cambiare tutto. Il momento di Provedel arriverà, magari già sabato perché si gioca tanto, ma non mi sento di darlo per certo. Ricordo l'anno scorso la "guerra" a Sommer e ora sento e leggo "forse era meglio lui". Non c'è mai equilibrio nei giudizi, per questo continuo anche io a difendere Martinez".

Sezione: Copertina / Data: Gio 15 ottobre 2026 alle 08:42
Autore: Antonio Di Chiara
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