L’infortunio di Lautaro Martinez cambia inevitabilmente i piani dell’Inter. Il capitano resterà fuori per sette partite, fino alla sosta per le Nazionali, e Chivu si ritrova a fare i conti con un reparto offensivo ridotto all’essenziale: appena tre attaccanti a disposizione, Thuram, Bonny ed Esposito. A questo punto, però, è inutile tornare sul mercato e sulla famosa quinta punta che qualcuno avrebbe voluto in rosa. Le scelte sono state fatte, la stagione è entrata nel vivo e adesso bisogna guardare avanti.

Anche perché il calendario non concede sconti. Ci sono le due sfide di Champions League contro Shakhtar e Feyenoord, fondamentali per rimettere in piedi un percorso europeo complicato dalle sconfitte contro Real Madrid e Club Brugge. C’è il derby contro il Milan, una partita che vale sempre molto più dei tre punti. E c’è il Como prima della sosta. Sette gare, alcune decisive, con un margine di errore che si assottiglia e la necessità di trovare risposte proprio quando viene a mancare il giocatore simbolo.

L'esperienza di Thuram

Adesso tocca a Thuram. Il francese è in forma, ha esperienza e, soprattutto, sembra avere le caratteristiche giuste per prendersi maggiori responsabilità. Senza Lautaro, sarà lui il principale punto di riferimento dell’attacco nerazzurro. Non dovrà necessariamente sostituire il capitano in tutto e per tutto, perché nessuno può replicarne caratteristiche, leadership e movimenti, ma dovrà provare a farne sentire il meno possibile l’assenza. Gol, presenza fisica, capacità di attaccare la profondità e personalità: l’Inter ha bisogno del Thuram migliore, quello capace di trascinare la squadra nei momenti più complicati.

Esposito deve confermarsi

Per Pio Esposito, invece, è arrivato il momento di trasformare le aspettative in certezze. Il suo status è cambiato rispetto a un anno fa. Non è più soltanto il giovane sul quale scommettere in prospettiva, ma un attaccante chiamato a dare risposte nel presente. Le qualità ci sono, la fiducia attorno a lui non manca e l’infortunio di Lautaro gli offre un’occasione importante per dimostrare di poter essere un titolare. Non si tratta di pretendere che si carichi immediatamente sulle spalle il peso dell'intero reparto, ma di chiedergli personalità, concretezza e continuità. 

L'ora di Bonny

E poi c’è Bonny, forse quello che più di tutti aspettava un’occasione del genere. Finora non è mai partito titolare in stagione, ma quando è stato chiamato in causa ha spesso risposto presente, mostrando qualità e voglia di incidere. Adesso lo spazio non può mancargli. Il francese ha la possibilità di guadagnarsi un ruolo più importante nelle gerarchie di Chivu, ma per farlo dovrà compiere un salto di qualità. Entrare bene a partita in corso è una cosa; dimostrare di poter essere altrettanto efficace dal primo minuto è un’altra. Servono continuità, lucidità e capacità di fare la differenza anche quando le partite diventano più complicate.

La questione, in fondo, non è soltanto numerica. Certo, tre attaccanti per sette partite rappresentano una coperta corta, soprattutto con impegni così ravvicinati e importanti. Ma l’emergenza può diventare anche un banco di prova per chi, finora, ha avuto meno spazio o responsabilità. L'Inter non può permettersi di aspettare il ritorno di Lautaro per ritrovare certezze offensive. La stagione non si ferma, la Champions League non concede appelli e il derby è già all'orizzonte. Le discussioni sulla quinta punta appartengono ormai al passato. Il presente, invece, ha tre nomi e una responsabilità condivisa. Per sette partite, l'attacco nerazzurro sarà nelle loro mani. È il momento di dimostrare che l'Inter può contare su tutti e tre, non soltanto sul suo capitano.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 15 ottobre 2026 alle 16:55
Raffaele Caruso / Twitter: @raffaelecaru
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Raffaele Caruso
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Giornalista pubblicista e social media. L'Inter è la mia passione, ma anche il mio lavoro. Scrivo e mi occupo dei social, dal lunedì al venerdì su YouTube e nel Salotto di FcInterNews.