Vittoria importantissima per l’Inter nella sfida del Meazza contro la Juventus che rilancia i nerazzurri dopo il brutto stop di giovedì contro l’Hapoel Be’er Sheva. Andiamo a ripercorrere i dati salienti della partita in questo appuntamento con “Da Zero a Dieci”.
ZERO - Le volte in cui si è fatto il nome di Frank de Boer sulle prime pagine dei quotidiani sportivi di ieri. Venerdì mattina ci si è svegliati con i fucili spianati, un plotone di esecuzione pronto a sparare a zero contro il tecnico olandese, questa mattina invece l’Inter pare aver vinto grazie ai soli giocatori e non grazie alle mosse del tecnico olandese che ha imbrigliato la super squadra di questo campionato. Goed gedaan Frank!
UNO - Il tiro in porta di Icardi domenica pomeriggio contro i bianconeri. Oltre il palo, che statisticamente non rientra nelle conclusioni nello specchio, il rosarino ha centrato l'area tra i pali difesi da Buffon solo nell’occasione della rete. Questa volta, però, tutto è diverso rispetto al solito refrain: l’argentino tira totalmente 6 volte perché tocca più palloni, la bellezza di 40, e soprattutto crea tantissimo spazio per i suoi compagni e il gol di Perisic ne è l’esempio lampante. Allargatosi dopo non aver potuto battere Buffon mette una palla al bacio per il croato che nel frattempo ha riempito lo spazio liberato da Icardi. Se facesse così ogni partita...
DUE - I minuti trascorsi dalla botta Juventus targata Lichtsteiner e la risposta firmata Icardi. Lo stesso Allegri in conferenza si è lamentato della scarsa concentrazione dei suoi che al 100% avrebbero vinto 1-0, invece i nerazzurri hanno reagito subito trovando il pareggio e il vantaggio, fino a cercare addirittura il terzo gol.
TRE - Nell’ultimo quarto d’ora di tutte le partite di campionato l’Inter ha realizzato 3 gol. Nella scorsa stagione i nerazzurri subivano tantissimo all’inizio della gara e proprio in chiusura, invece quest’anno la concentrazione pare essere uno dei punti di forza di questa squadra.
QUATTRO - I minuti di recupero inizialmente assegnati dal signor Tagliavento che poi si sono tramutati in 6 senza un reale motivo dato che l’infortunio patito da Handanovic e Khedira di per sé avrebbe giustificato un solo minuto aggiuntivo.
CINQUE - Il numero cinque lo dedichiamo a Miralem Pjanic, numero cinque bianconero, che è stato imbrigliato alla perfezione da De Boer, ma anche depotenziato da Allegri che lo ha arretrato di 20 metri togliendogli buona parte del potenziale offensivo. Il resto lo ha fatto la solidità dell’Inter.
SEI - I titolari della squadra di domenica presenti anche nello 0-0 della scorsa stagione in casa, in data 18 ottobre quando i bianconeri arrivavano leggermente sfavoriti dopo il pessimo inizio. Quest’anno la situazione era clamorosamente capovolta e cambiando metà dell’undici iniziale i nerazzurri sono riusciti a trovare la quadratura del cerchio rispetto alla passata stagione. Più numerosi i cambi della Juve nell’undici titolare, pur sempre mantenendo il modulo e l’idea di gioco.
SETTE - I dribbling effettuati dai giocatori nerazzurri nella gara contro la Juventus. In una partita spesso bloccata a centrocampo riuscire ad effettuare anche solo un dribbling in più può essere decisivo ai fini del risultato.
OTTO - L’otto percento del possesso palla nerazzurro è transitato dai saggi piedi di Ever Banega. Espulso nel finale per somma di ammonizioni, l’argentino è sempre stato a disposizione dei compagni dettando loro il passaggio più semplice per poi farsi carico delle giocate più pesanti ed importanti. Come al solito batte tutti i calci d’angolo e ovviamente la parabola che ha incocciato la testa di Icardi nell’occasione del gol del pareggio ha origine dal suo piede vellutato.
NOVE - I minuti trascorsi dall’ingresso in campo al gol per Ivan Perisic. Il croato, che aveva saltato la gara di giovedì, era in dubbio per la sfida di domenica tanto da essere inserito fra i convocati solo in extremis da De Boer. Perisic trova il gol ed è il secondo nerazzurro ad andare a segno
DIECI - Il voto al pubblico del Meazza. San Siro pieno è lo stadio più bello al mondo, con un clima eccezionale che nessun altro impianto in Italia, né di proprietà, né comunale, riesce a regalare. Semplicemente dieci e tanti applausi a chi era presente.
Autore: Gianluca Scudieri / Twitter: @JeNjiScu
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