Sconfitta clamorosa per l’Inter contro l’Hapoel Be’er Sheva nel primo match del girone di Europa League. Poche le parole da poter esprimere a riguardo, pertanto iniziamo l’analisi del match dal lato numerico in questo appuntamento con “Da Zero a Dieci”.
ZERO - Le scusanti per la prestazione offerta nella serata di ieri dai nerazzurri. Non si può cercare alcun tipo di giustificazione, non può esserlo il turnover perché comunque le seconde linee nerazzurre non sono di certo inferiori ai titolari israeliani. Ciò che è mancato è la testa, la concentrazione da parte dei nerazzurri: quella è stata zero.
UNO - Quella col Pescara rimane l’unica vittoria stagionale dell’Inter che, indubbiamente, paga il cambio tardivo sulla panchina. Domenica a San Siro arriva la Juventus, la speranza è che con i titolari il lavoro svolto sia migliore rispetto a quello mostrato ieri dalle riserve.
DUE - Quando si tratta di sconfitte che lasciano esterrefatti in Europa il 2 è una costante: contro l'Alaves i nerazzurri ne patirono una simile che costò, in quel caso, l’eliminazione. Unico appiglio: la domenica dopo l’Inter giocò in casa contro una squadra bianconera (l’Udinese) e vinse 2-1 in rimonta. Che sia di buon auspicio per il prossimo incontro di campionato.
TRE - I giocatori di movimento che erano in campo sia ieri sera che domenica contro il Pescara, vale a dire la difesa eccezion fatta per Ranocchia. Il calcio non è matematica, non esiste la proprietà transitiva, però è evidente come poter contare su Joao Miranda sia decisivo ai fini dei risultati dell’Inter.
QUATTRO - Il voto, che quasi in maniera politica, si potrebbe dare al centrocampo. Medel non ha chissà quali colpe per meritarselo, ma le prestazioni di Brozovic e Felipe Melo non sono state nemmeno all’altezza di un cinque. Il croato e il brasiliano, consci del fatto che difficilmente giocheranno domenica contro la Juventus, hanno sottovalutato l’impegno da profondere nella gara di ieri e le prestazioni offerte ne sono state la prova.
CINQUE - Le gare che rimangono al termine del girone. Certamente la partita di ieri sera fa perdere le speranze per il prosieguo del torneo in molti tifosi, ma va ricordato che la competizione è ancora lunga e l’Inter ha ancora tutte le possibilità per passare tranquillamente come prima nel suo girone. Le basterà semplicemente dar seguito alla propria storia in campo europeo.
SEI - Le conclusioni nello specchio della porta da parte dell’Hapoel Be’er Sheva, esattamente il doppio di quanto effettuato dall’Inter. Va altresì aggiunto che se ci si limita all’undici iniziale i tiri in porta dei nerazzurri si riducono ad uno solo, di Rodrigo Palacio. Troppo poco per un attacco di questa caratura, a prescindere dalla traversa colpita da Eder.
SETTE - Con la gara di domenica a Pescara è iniziato il tour de force di 7 partite per i nerazzurri che si concluderà il 2 ottobre con la sfida alla Roma. In vista, oltre alla Juventus, ci sono Empoli, Bologna, Sparta Praga e aappunto i giallorossi, partite insidiose già sulla carta che però devono servire a dimostrare che quanto accaduto sinora è solo figlio della fretta e della situazione particolare creatasi a fine agosto.
OTTO - I minuti trascorsi dall’ingresso in campo di Ever Banega al primo gol dell’Hapoel. Non c’è alcun nesso, sebbene qualcuno abbia l’ardire di criticare la prestazione dell’argentino e pertanto potrebbe azzardarsi nel collegamento logico, ma è uno spunto utile da cui partire per sostenere che in soli 45 minuti l’ex Siviglia è riuscito a creare tre azioni potenzialmente pericolose. C’è poco da fare, Banega è il cervello di questa squadra, ne è la luce in fase offensiva e non si può prescindere da lui.
NOVE - I tocchi che mancano a Medel per arrivare a cento. Il cileno ne effettua 91 in tutta la gara e si ripropone il refrain della stagione scorsa: l’Inter fatica a far partire la manovra e non può essere il Pitbull a risolvere il problema, non essendo una sua spiccata qualità. Per la prima volta dall’inizio della stagione torna ad essere proprio lui il fulcro della manovra a livello di tocchi ed è in coincidenza con l’esclusione di Banega dai titolari.
DIECI - I rinvii in affanno da parte della retroguardia nerazzurra nella gara di ieri. Gli israeliani ne hanno effettuati 27, ma era nelle previsioni visto che comunque la pressione offensiva dell'Inter era in preventivo. Però lascia di stucco l'ansia nella fase difensiva palesata dai padroni di casa.
Autore: Gianluca Scudieri / Twitter: @JeNjiScu
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