Ospite di 'The Italian Football Podcast', l'ex calciatore di Manchester City, Arsenal e della Nazionale francese Bacary Sagna ha parlato, a mercato concluso, anche di come si è mossa l'Inter, approvando la 'scelta' inglese: "Beh, innanzitutto sì, sono interista. Amo il club. Sono stato molto vicino a passare all'Inter nel 2014. Ho incontrato Piero Ausilio e, sì, è forse il grande interrogativo della mia vita: e se fossi andato all'Inter? Perché amo ancora il club e mi fa piacere vederlo avere successo". 

Perché la Premier League 'guarda' l'Inter

"Mi fa piacere vedere che stanno ingaggiando ex compagni di squadra ed ex giocatori della Premier League; credo che avranno un impatto diretto sul campionato grazie al loro modo di giocare e alla formazione ricevuta nel calcio inglese. Il calcio italiano è diverso da quello inglese: è meno intenso, quindi penso che si troveranno più a loro agio. E sono giocatori intelligenti, tecnicamente validi. Credo che siano approdati nel club perfetto perché, se dovessi scegliere una squadra con l'identità più forte e quella che più assomiglia a un club inglese, direi proprio l'Inter. L'Inter è una società intelligente. Voglio dire, Piero Ausilio è una persona in gamba e ha svolto un lavoro straordinario. Ho visto che lascerà nel 2027 (intervista realizzata prima del divorzio ufficiale, ndr), ma credo che negli ultimi anni sia stata la squadra più costante e quella che esprime il miglior calcio in Italia, oltre ovviamente a vincere trofei e a raggiungere due volte la finale di Champions League. Anche i giocatori lo sanno. Guardano alla storia del club ed è probabilmente per questo che ora è più facile attirarli. John Stones, ad esempio, ha giocato contro l'Inter in finale; probabilmente l'ha vista all'opera e ne ha constatato la qualità in quel momento. Djed Spence... sì, ha avuto un'esperienza fantastica al Tottenham e un grande impatto durante il Mondiale. Credo sia stato probabilmente il miglior terzino destro del torneo. Quindi sì, non mi sorprende vederli giocare per l'Inter. È un'istituzione, un club a dimensione familiare, e penso che la gestione della società sia magnifica. Magnifica".

Il confronto Spence-Dumfries

"Credo che Djed Spence sia molto equilibrato. È bravissimo in fase offensiva. Non so se la gente abbia seguito le partite dell'Inghilterra durante il Mondiale, ma è stato probabilmente uno dei giocatori più incisivi per la nazionale inglese. Quindi spinge molto in avanti. È bravo in attacco ed è veloce. Riesce a recuperare rapidamente la posizione e non si fa mai trovare fuori ruolo. È bravo anche nell'uno contro uno. Per questo penso che sia un giocatore più equilibrato rispetto a Dumfries. Dumfries è davvero bravo in fase offensiva e sa dire la sua quando attacca, segnando anche dei gol. Ma credo che l'Inter non ci abbia rimesso con questo cambio. Penso che Spence sia un giocatore di altissimo livello e che farà ricredere tutti. Chiunque pensi che non sia bravo quanto Dumfries si renderà conto molto presto che l'Inter ha fatto la scelta giusta ingaggiandolo".

Poter scegliere a destra

"Credo che l'equilibrio sia fondamentale. Il più delle volte l'Inter ha il possesso palla; quando attacchi costantemente, non hai bisogno di difendere eccessivamente. Quindi, naturalmente, puoi schierare Diouf. Tuttavia, quando si affrontano squadre che attaccano con esterni insidiosi, bisogna chiudere gli spazi sulle fasce in fase difensiva: in quel caso, Spence potrebbe essere l'opzione migliore. Ma è proprio questo il bello dell'Inter: avere la possibilità di scegliere. Per un allenatore avere delle alternative è fantastico, ed è probabilmente il motivo per cui Chivu ha voluto acquistare Spence. Sapeva che nelle partite in cui l'Inter subirà l'iniziativa avversaria o sarà più in difficoltà — magari contro veri esterni d'attacco come Vinícius — Spence avrà maggiori possibilità di giocare, essendo naturalmente un difensore migliore rispetto a Diouf. E quando ci saranno partite più aperte, in cui bisognerà attaccare di più o cambiare qualcosa a livello tattico, anche Diouf potrà dire la sua. Insomma, credo che avere il giusto equilibrio in squadra sia un bene. È così per l'Inter, ed è così per l'Arsenal. Hanno giocatori di caratteristiche diverse: c'è sempre un'opzione più offensiva e una più difensiva. Dipende dalle esigenze della partita, ed è un piacere poter contare su due giocatori di questo livello".

Sezione: Copertina / Data: Ven 04 settembre 2026 alle 16:28
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.