La partita del De Kuip evidenzia fin da subito la superiorità tattica e tecnica dell’Inter, che gestisce meglio il possesso, occupa con qualità gli spazi e soprattutto riesce a essere molto più efficace negli ultimi trenta metri. Il Feyenoord prova a mantenere un atteggiamento aggressivo, ma fatica a trovare le giuste distanze tra i reparti e a contrastare le iniziative nerazzurre, venendo travolto dalla pressione interista.

Alternanza di caratteristiche

Nel primo tempo l’Inter sfrutta bene l’ampiezza con Dimarco e Spence, entrambi molto attivi nel dare profondità alla manovra e accompagnare la fase offensiva. In mezzo al campo Barella garantisce intensità e pressione, Calhanoglu detta i tempi della costruzione e Zielinski si muove bene tra le linee, cercando di inserirsi negli spazi lasciati dalla mediana olandese. Davanti Thuram lavora molto sulla mobilità, mentre Pio Esposito offre un riferimento più fisico e attacca con decisione l’area. È proprio questa alternanza di caratteristiche tecniche e fisiche a mettere in difficoltà la difesa del Feyenoord, che fatica a gestire i movimenti degli attaccanti e le sovrapposizioni degli esterni. Bisseck accompagna con personalità anche la manovra, mentre Akanji e Carlos Augusto mantengono ordine nelle coperture. Gli olandesi cercano soprattutto Hadj Moussa nell’uno contro uno, ma trovano pochi spazi per rendersi pericolosi.

Gestione dei momenti

Nel secondo tempo il Feyenoord prova ad aumentare la pressione e ad alzare il baricentro, ma l’Inter gestisce bene i momenti della gara, abbassandosi quando serve e ripartendo con velocità appena recupera palla. Zielinski continua a essere importante negli inserimenti, Barella lavora sulle seconde palle e Calhanoglu mantiene il controllo del ritmo, evitando che la partita diventi troppo aperta. Anche Spence e Dimarco continuano a garantire ampiezza, costringendo gli esterni olandesi a preoccuparsi maggiormente della fase difensiva. Il Feyenoord si affida alle iniziative di Hadj Moussa e Valente, ma Ferri fatica a trovare palloni giocabili e la squadra non riesce a sviluppare una manovra fluida. Il terzo gol nerazzurro conferma la capacità dell’Inter di sfruttare gli spazi e colpire nei momenti giusti. Nel complesso, il 3-5-2 di Chivu si dimostra efficace sia nel pressing sia nella gestione del possesso, contro un Feyenoord che con il suo 4-3-3 non trova mai le contromisure necessarie per limitare la superiorità nerazzurra.

Sezione: Angolo tattico / Data: Mer 04 novembre 2026 alle 13:30
Autore: Riccardo Despali / Twitter: @RiccardoDespali
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