"Cara redazione,
grazie come sempre per lo spazio che concedete a noi tifosi. Sinceramente, come anche nella mia filosofia di vita, non bisogna mai esaltarsi troppo dopo una vittoria, né tanto meno abbattersi dopo una sconfitta. Trovo che questa mia filosofia sia in accordo con la vostra linea editoriale dove i giorni seguenti alle partite analizzate con calma e con i giusti toni le nostre vittorie come le nostre sconfitte, riportando in entrambi i casi le note positive e quelle negative che non devono più essere ripetute e possibilmente migliorate. Al contrario, sui giornali ed i mass media nazionali ormai siamo diventati una barzelletta senza che nessuno ci difenda degnamente, tanto meno i nostri presunti tifosi vip che colgono il momento solo per mettersi in mostra, senza dar luogo a nessuna critica costruttiva. Poi chiaramente non parliamo dei vari giornalisti anti-interisti, sconcerti, bargiggia e zazzaroni tanto per fare qualche nome. Tali personaggi dopo averci esaltati all'inverosimile dopo la vittoria contro la juve, secondo loro potevamo vincere lo scudetto, rivedetevi i video e i giornali all'epoca, ora invece hanno diametralmente cambiato opinione, banega prima era il nuovo maradona, ora è un bradipo, prima icardi ricordava cruiyff, ora sembra un pachiderma, prima handanovic era superman, ora non ne prende più una (ma avete visto le parate che ha fatto ieri prima del gol?!?) ma scusate dov'è la coerenza? tanto le parole che dicevano e scrivevano quando l'inter andava bene non se le ricorda più nessuno, quindi nessuno potrà dire che sono dei grandi incoerenti... Scusate lo sfogo, ma io sono ancora ottimista, ditemi quello che volete, ma io ci credo ancora, perchè la classifica è corta e quest'anno i giocatori di valore ci sono e alla lunga ciò si farà sentire eccome, rispetto all'altra sponda di milano... Io ci credo, ricordate che mancano ancora 30 giornate, non 3...
amala! sempre!".
Totò
"A volte nel calcio si fa troppa filosofia. O meglio, troppa dialettica. Tante chiacchiere contaminano delle analisi che dovrebbero avere dei punti fermi quasi scientifici. Nel caso dell'Inter, diverse cose sono chiare alla fine dell'ottava giornata.
1) La rosa dell'Inter è, alla luce degli acquisti milionari a fronte invece di NESSUNA cessione eccellente, ASSOLUTAMENTE in grado di lottare per i primi 3 posti; d'altronde se migliori una squadra finita quarta l'anno prima con oltre 100 milioni di euro di mercato, dovresti poter competere, no?
2) La società ha sbagliato a cambiare allenatore a pochi giorni dall'inizio della stagione e bla bla. Ok, siamo d'accordo, ma più di 2 mesi sono passati. L'anno scorso Spalletti subentrato quanto ci mise a dare un'impronta alla squadra e a centrare tutta una serie di vittorie, scavalcando proprio l'Inter? Mi pare meno di 2 mesi. E a campionato in corso! (se non fosse rozzo aggiungerei una decina di punti esclamativi).
3) date le condizioni 1) e 2), guardiamo una partita dell'Inter. Almeno un gol subito ogni volta, come un'amarissima pillola da inghiottire ogni domenica (e qualche giovedì), con il miele di qualche gol nostro di tanto in tanto; difesa fantozziana per come è messa in campo, uno contro uno sistematico concesso agli avversari (avete mai visto un raddoppio sulla fascia?) e chi più ne ha, più ne metta. Perché siamo gli unici a prendere gol ridicoli tra le big? Semplice, perché con un rimpallo favorevole superi l'unica linea di giocarori che si frappone tra te e la porta.
E la fase offensiva?
Pessima. Segna solo Icardi perché semplicemente c'è solo Icardi in area avversaria (e a turno Perisic/Candreva): con gli innumerevoli cross portati a termine contro il Cagliari (credo una ventina o più), una grande squadra mette tre o quattro palloni dentro (ma anche un paio andrebbero bene...). In pratica, si attacca in pochi e si difende in pochi. Dunque, dove sono tutti?
Li puoi vedere ristagnare come i dannati nel limbo. A centrocampo, privi di movimenti coordinati, a correre senza sapere, in sostanza, dove andare e dove piazzarsi. A vuoto.
In sostanza: di tecnica ce n'è in abbondanza, ma la tattica penso che tutti abbiano visto quanto sia assolutamente approssimativa.
È facile. Lucchetto e contropiede e con l'Inter porti punti a casa (l'ha ben capito Spalletti). Ergo de Boer deve essere ritenuto il principale responsabile di tutto ciò: a metà ottobre 5 sconfitte su 10 sono un dato inammissibile per l'Inter. E non basta analizzare gli errori nel post-partita, bisogna anche risolverli. Senza se e senza ma. Con le giustificazioni si finisce come lo scorso anno. Non si è in grado di risolverli? Grazie e arrivederci. Perché tra il dire e il fare c'è di mezzo... l'Inter, non lo scordiamo.
Amala!".
Carmine
"Salve gentile redazione sono un tifoso Interista e vi seguo moltissimo e la prima volta però che vi scrivo.
Ieri lascio da parte il caso Icardi perché a mio avviso non avrebbe dovuto giocare e si è visto in campo ( inguardabile ) poi vorrei soffermarmi sul fatto che questa squadra perde nel momento in cui l'allenatore va in tilt.
Stimo il nostro tecnico perché forse finalmente potremo vedere all'opera i giovani che sono secondo me il vivaio più forte insieme ad altre di Europa, ma a mio parere le ultime due gare ha sbagliato i tre cambi condizionando il risultato.
Poi non si può vedere Santon nella difesa a tre piuttosto avrei scalato Medel. Avrei buttato nella mischia Gabigol come si fa a non farlo giocare avrebbe sicuramente impensierito la difesa avversaria. Poi avrei inserito a centrocampo Brozovic per Santon con Medel arretrato ed infine Palacio per Icardi.
Non faccio il mister di mestiere ma dalla TV si vedeva un Inter sbilanciata penso dal campo si veda meglio e dopo tutto quel possesso palla non si possono fare figuracce oltretutto immeritate per dei cambi inaccettabili.
In Italia il calcio è fatto di equilibri e non si può andare allo sbaraglio. Il tecnico e capace e credo che da queste cadute capirà in che campionato sta giocando. Amala".
Emanuele
"Gentile Redazione.
Chiedo cortesemente che vi facciate promotori presso la Società di un mio personale consiglio riguardo il caso Icardi.
Ritengo sia il caso che la Società, al fine di chiudere definitivamente la faccenda in particolare con gli Ultras, si metta in primo piano e convochi per una riunione di riappacificazione, oltre Maurito Icardi, una delegazione a capo degli Ultras, con i rappresentanti la Società in qualità di mediatori e soprattutto come pacieri, per il bene dell'Inter tutta.
Oltre a voler chiudere un grave problema una volta per tutte, si allontanerebbero le critiche alla Società Inter di non essere troppo presente nelle vicende "spinose" o di non avere il "polso della situazione" , al contrario di altre società nelle quali tali situazioni non avvengono mai.
Ringrazio sentitamente e ... sempre e comunque FORZA INTER. Amiamola. Tutti insieme!".
Fabio
Ho sessantadue anni e sono interista da sempre. Ho sempre sostenuto la squadra anche quando non meritava di esserlo perchè sono convinto che il tifoso, come il vero amico, non deve far mancare il proprio sostegno nel momento in cui tutto sembra andare male. Questo atteggiamento non mi ha impedito e non mi impedisce di valutare criticamente la soluzioni tecniche adottate e le progettualità esperite concedendo però credito a coloro, tra gli interisti, che cercano di evidenziare ciò che di buono c'è anche in una situazione complessivamente negativa per trovare con pazienza punti da cui ripartire anzichè lasciarsi andare ad impulsi distruttivi ed inutilmente ri-fondativi. Forse è questo mio modo di interpretare l'essere tifoso che mi fa dire di non sentirmi e di non essermi mai sentito in sessant'anni rappresentato come tifoso dalla "curva" non perchè la curva interista sia particolarmente becera rispetto a quelle di altre squadre di club ma perchè le modalità con cui esse si esprimono non rappresentano assolutamente un tifo caloroso, sano e civile ma rappresentano ahimè la sua degenerazione patologica.
Sono sconcertato e deluso dalle modalità con le quali la società ha gestito tutta l'intera vicenda Icardi-curva. La sconfortante deriva populista di tutto l'ambiente nerazzurro mette in evidenza l'assoluta impreparazione della propria dirigenza nel gestire questo delicato momento. E' giunta l'ora che la nuova proprietà se ne renda conto e ponga rimedio in tutta fretta con autorevolezza e determinazione se ritiene di avere un progetto commerciale e sportivo eticamente difendibile e spendibile".
Roberto
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