Walter Verini, coordinatore del Comitato Ultras e Criminalità in Antimafia, ha scritto un fondo sulla Gazzetta dello Sport per commentare le parole di Saviano a riguardo del presunto potere occulto esercitato da Marotta sul calcio italiano.

"Mi è capitato spesso di stimare e difendere Roberto Saviano. Per il suo coraggio. Per avere aiutato a far crescere la coscienza civile del Paese. Per avere rappresentato bene un pezzo di autobiografia di un Paese che deve fare i conti, ogni giorno, con l’illegalità, la criminalità organizzata. E con il degrado, la povertà educativa, brodo di coltura di situazioni e vite senza speranza. Mi è capitato anche di difenderlo Saviano. Per unire la mia voce contro attacchi e linciaggi nei suoi confronti. E anche quando parlò delle fragilità e delle solitudini imposte da una vita da troppo tempo blindata. Premessa necessaria, per dire di non essere d’accordo con lui, questa volta. Per le sue esternazioni fuori misura su Inter-Juventus. E il suo ragionamento sui rapporti tra ambienti del calcio e criminalità organizzata, la correlazione con il presidente dell’Inter. Davvero quella simulazione di Bastoni, l’espulsione di Kalulu, l’errore dell’arbitro La Penna (cioè episodi di campo, che hanno reso tossico - nei social e nelle minacce - il clima già caldo della partita) possono essere inquadrati nel fenomeno delle infiltrazioni e della criminalità organizzata con le curve, le società? Si tratta di un fenomeno drammaticamente esistente e pericoloso, ma stavolta, per me, Saviano ha esagerato".

Verini fa poi l'elenco degli sforzi che si stanno compiendo per ripulire il calcio da infiltrazioni pericolose e criminali. Un lavoro lungo e pesante. Ma prende le distanze da Saviano: "Ci sono stati omicidi, regolamenti di conti, guerre tra bande. Ma può l’espulsione di un calciatore essere incasellata in questo quadro? Davvero questo episodio confermerebbe l’esistenza di cupole intoccabili, di “ padrini” (ne viene indicato uno, il Presidente dell’Inter) che renderebbero “falsati” i campionati? Il lavoro in Commissione, le audizioni degli Uffici giudiziari che seguono inchieste e processi, che hanno portato già a condanne, hanno rappresentato una situazione diversa da quella di anni fa".

"Una battaglia difficile, in un tempo in cui gli sport (non solo il calcio) vedono spesso prevalere interessi finanziari (talvolta anche illeciti o poco tracciabili) e pubblicitari. E Saviano lo sa meglio di tanti. Ma non si può paragonare un cartellino giallo, anche sbagliato, a Gomorra", scrive Verini.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 11:30 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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