Andrea Ranocchia con Alessandro Bastoni ha condiviso lo spogliatoio per tre anni e vinto insieme uno scudetto. L'ex difensore nerazzurro parla alla Gazzetta dello Sport dell'attualità dopo Inter-Juve di sabato.

Ranocchia, che cosa dice dell’episodio di sabato sera?
"Tanto, troppo clamore. Una gogna mediatica che un bravo ragazzo come Ale non merita: è tutto tranne che un simulatore seriale. Può aver sbagliato in questo specifico caso, non c’era giallo, ma si sta esagerando nelle valutazioni: bisogna sempre considerare l’adrenalina del momento. E poi l’analisi è generale...".

Ci spieghi.
"Se la vedi dal vivo o in tv, per velocità e dinamica dici subito: "Ok, l’ha preso, è seconda ammonizione...". Secondo punto: nessun giocatore in una dinamica così veloce vuole simulare con il preciso intento di fare espellere un avversario. Ok, non era un contatto duro, ma era in velocità, ha sentito una mano addosso ed è andato giù: non è niente di anomalo, lo hanno sempre fatto tutti, me compreso. Per il resto, Kalulu avrebbe dovuto difendere in maniera diversa, senza rischiare cartellini. Se c’è un problema, quello è il protocollo, da cambiare".

Ha parlato di gogna: in cosa si sta esagerando?
"Sì, una gogna inaccettabile per un calciatore che è sempre stato corretto. Cercare in campo di portare una situazione dalla propria parte è normale: non sto difendendo le simulazioni in quanto tali, quelle vanno punite, ma qua c’è un tocco leggero e resta una situazione di gioco. Si comporta molto peggio chi prova a far male a un altro collega".

Ha fatto indignare di più, però, l’esultanza successiva.
"Nell’adrenalina del momento capita che ti lasci andare. È successo a tutti di fare in campo qualcosa preso dall’istinto, qualcosa di cui successivamente ci si pente. Era un Inter-Juve, c’era tensione, era caduto anche perché aveva sentito quel piccolo tocco: vedendo il rosso all’avversario, non pensava di averlo ingannato, ma solo alla partita".

Che cosa dovrebbe fare l’Inter?
"Niente di diverso da ciò che sta già facendo, difendere l’onorabilità del proprio tesserato. Non si può minimamente dire che sia un campionato falsato, questo. Gli errori esistono ed esisteranno sempre: l’anno scorso l’Inter ha perso lo scudetto per un fallo enorme su Bisseck non fischiato a San Siro con la Roma".

Un altro aspetto della vicenda è la presunta incoerenza tra le frasi della vigilia di Chivu e quelle del dopopartita.
"Cristian è l’allenatore che deve difendere un suo giocatore accusato ingiustamente di essere uno... scorretto. Questo è il punto di partenza. Tra le righe, ha fatto capire che anche per lui non era giallo, ma come immaginare che potesse spingersi oltre nel dopo partita?".

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 08:14 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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