HANDANOVIC 6 - Al 16' deve sdraiarsi per controllare comodamente un destro innocuo di Dodo, che sul tramonto di match si ripresenta nel face to face graziandolo con un tiro sciagurato sul palo. Si prende volentieri il clean sheet praticamente senza effettuare una vera parata.
SKRINIAR 6 - Posizione media in campo altissima per lo slovacco, protagonista di diversi sganciamenti da laterale puro in aiuto alla manovra. In difesa il numero di chiusure 'alla Skriniar' è molto limitato, non una brutta notizia in un momento della stagione in cui si gioca ogni tre giorni.
RANOCCHIA 6 - Sulle tracce di Fernando, lo segue in ogni angolo del campo senza accusare più di tanto la differenza di passo. Si vede spesso nell'area avversaria, mosso come una torre sulla scacchiera verde da Inzaghi: al 22' spizza di testa e manda a centimetri dal palo. Seconda prova consecutiva all'altezza come vice-De Vrij.
BASTONI 6,5 - Parte con la solita sicurezza nel palleggio, accompagnando l'azione quando richiesto. Farebbe il difensore di ruolo, un particolare non secondario che viene evidenziato dal raddoppio prezioso sulla ripartenza di Fernando. Nel secondo tempo gioca solo nella metà campo avversaria, uomo in più nella porzione di partita che si gioca a una porta.
DARMIAN 6,5 - Praticamente sulla linea degli attaccanti, deve maledire la posizione troppo avanzata del tacchetto di uno scarpino in offside che vanifica il sospirato gol del vantaggio. L'appuntamento è solo rinviato, grazie a una sua solita incursione in area che manda in tilt la difesa ospite. (dal 78' D'AMBROSIO SV)
BARELLA 6 - Inaugura la notte che sembra dei rimpianti sciupando con una trivela una situazione favorevole con lo specchio di porta aperto, poi mandando a lato un comodo appoggio a rete. La rifinitura è l'ultimo step che gli manca per diventare un grandissimo, ma la versione attuale di Barella è già notevole. (DAL 78' VIDAL SV).
BROZOVIC 6,5 - Contro una squadra di palleggiatori che sposta la sfera spesso in orizzontale il suo compito è semplificare, recuperando il possesso per trasmettere le idee veloci ai compagni più offensivi. Compito che gli riesce come sempre.
CALHANOGLU 7 - Entra nella partita ringhiando su Tete dopo un pallone gratuito perso da Perisic sulla trequarti. La quantità che gli serve per trovare anche fiducia nelle giocate più raffinate, come il tocco di prima che apre la strada per il 2-0. (DALL'86' SENSI SV).
PERISIC 7 - Al 19' il manifesto della sua polivalenza: ripiegamento difensivo e annesso colpo di testa preciso all'indietro per Handanovic che spegne le velleità offensive ucraine. Non definitivamente perché la catena Tete-Dodo lo costringe qualche volte sulla difensiva. Sbrigato il lavoro da terzino, il croato scatena la sua anima da esterno d'attacco bevendosi Dodo sul versante sinistro e pennellando un cross solo da spingere in porta per il 2-0 di Dzeko. (DALL'86 DIMARCO SV).
MARTINEZ 6,5 - Partenza aggressiva ma anche di qualità, il primo duetto con Dzeko non tarda ad arrivare. Quando deve timbrare prima si fa rimontare da Maycon, poi deraglia contro Trubin allungandosi il pallone. Segna ma solo dopo aver spinto Matviienko, concludendo a zero solo nel conto dei gol. Il resto, lontano dall'area, è più che sufficiente. (DAL 68' CORREA 6 - Prova qualche ripartenza delle sue ma senza affondare il colpo, anche perché a risultato acquisito i compagni più stanchi non gli offrono troppa collaborazione)
DZEKO 7 - Ipnotizzato al 25' da Trubin, che poi gli strozza l'urlo del gol in gola anche qualche istante più tardi. Rifiuta un raro regalo del portiere sparando alto dalla distanza con la porta vuota. Al quarto tentativo gonfia la rete chiudendo un'azione che aveva promosso grazie alla solita regia illuminata. Non contento concede il bis inzuccando un cross col contagiri di Perisic che manda i titoli di coda in anticipo sulla partita. Si fa perdonare, eccome.
ALL. INZAGHI 7 - Minuto 61': è in campo con i suoi giocatori per dare sfogo all'esultanza liberatoria dopo il gol che è la fine di un incubo e l'inizio di una strada nuova in Europa. Gli ottavi di finale sono quasi raggiunti, anche grazie a come ha interpretato il percorso in Champions parlando di qualificazione praticamente obbligatoria a luglio.
SHAKHTAR DONETSK (4-2-3-1): Trubin 6,5; Dodò 5,5, Vitao 6, Marlon 6, Matviienko 5,5; Stepanenko 6 (Dal 46' Marcos Antonio 5,5), Maycon 6; Tete 6 (dall'80' Marlos sv), Pedrinho 5,5 (73' Bondarenko 6), Solomon 6; Fernando 6 (Dall'80 Mudrik sv). All. De Zerbi 6.
ARBITRO: HATEGAN 5,5 - Sempre vicino all'azione, preferisce l'arma del dialogo a quella dei cartellini. Come quando seda un principio di rissa tra Lautaro e Marlon. Vede bene sul tocco di braccio di Perisic in area: non c'è rigore. Nel secondo tempo, non può non ammonire Vitao per il placcaggio ai danni di Dzeko. Gli sfugge la spinta evidente di Lautaro prima del gol, in questo caso lo salva letteralmente il Var.
ASSISTENTI: Grigoriu 6 - Gheorghe 6 -
VAR: Dingert 6,5
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